Zuma, la caduta del leader sommerso dagli scandali Anni difficili, con tante inchieste per corruzione e non solo. Eccone una carrellata

«Sono arrivato alla decisione di dimettermi da presidente della repubblica con effetto immediato. Nonostante sia in disaccordo con la leadership del mio partito, sono sempre stato un membro disciplinato dell’ANC». Così ha dato le sue dimissioni Jacob Zuma, ex presidente ormai del Sudafrica.

Si è concluso dunque il lungo scontro con il suo partito, il Congresso nazionale africano (ANC), che andava avanti dallo scorso dicembre. Zuma è stato presidente del Sudafrica per quasi nove anni. Ha guidato l’ANC, il partito di liberazione nazionale più longevo e noto di tutta l’Africa, per poco meno di un decennio, lasciandolo più debole che mai. Merito dei tanti scandali, alcuni personali e altri legati alla sua amministrazione, che hanno progressivamente eroso l’appoggio verso la sua presidenza e il suo partito.

Ai guai di Zuma si è aggiunta l’incapacità dell’ANC di trasformarsi da movimento di liberazione nazionale a partito politico moderno, con gravi conseguenze nella gestione del potere pubblico. Ma di sicuro la gran parte della colpa deve ricadere sull’ex leader.

Uno degli scandali più d’impatto è stato il processo (dal quale fu assolto) nel quale Zuma  fu accusato di avere stuprato la figlia sieropositiva 31enne di un amico di famiglia. In tribunale disse che era stato sedotto dalla donna, che indossava una gonna corta. Poi tanta corruzione. La goccia che ha fatto traboccare il vaso i lavori alla sua residenza di Nkandla, quando una serie di inchieste giornalistiche mostrarono come Zuma avesse usato soldi pubblici per apportare delle migliorie.

(video tratto dal canale Youtube della Bbc)