domenica, Maggio 16

Zona di Libero Scambio

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Bangkok – Nel suo primo anniversario, la Zona di Libero Scambio Pilota Cina/Shanghai, che mostra tutta la determinazione cinese nello spingere in avanti per riformare e aggiornare la propria economia, ha ricevuto in egual quote sia plausi sia critiche.

Le Autorità locali affermano che si stanno facendo sforzi di ogni genere per creare un mercato equo e confortevole per ambo le parti attraverso la identificazione di tematiche basilari importanti e riducendo il corridoio preferenziale che è stato acclamato sia dagli esperti del settore sia dagli esecutivi.

Allo stesso tempo, però, alcuni elementi che avevano prefigurato e promesso grandi innovazioni devono ancora materializzare le proprie premesse e devono ancora compiere passi convincenti sulla strada della liberalizzazione dei mercati finanziari locali che sono ancor oggi avvinti da lacci, laccioli e impedimenti di varia natura. Il novero delle discussioni sul protezionismo, sulla logica di cartello o su di un più veritiero e chiaro tipo di liberismo economico da introdurre nelle riforme economiche dell’area si protraggono da diverso tempo. Tra tentativi in varie direzioni e ipotesi più o meno supportare da studi di settore, gli esperti di economia e finanza sono alquanto divisi, seppur nella constatazione generale di un vistoso e chiaro innalzamento dei livello di trading commerciale d’area.

Ma l’entusiasmo per la Zona di Libero Commercio rimane tra gli investitori alquanto alto nei confronti dei 28.78 metri quadri d’area messi a disposizione per questo specifico compito nella parte orientale di Shanghai.

Nell’ultimo anno, più di 12.000 imprese sono state registrate ed inserite nella Zona di Libero Commercio. Nei primi otto mesi dell’anno, le nuove società registrate in Cina sono aumentate di circa 11 volte su base annua, «più di quanto noi stessi pensavamo» ha affermato lo stesso Zhu Min, direttore del Comitato di Gestione della Zona di Libero Commercio.

Anche se Zhu afferma che il numero dei nuovi registrati si è stabilizzato dallo scorso maggio, vi sono –in media- più di 700 nuove società che fioriscono ogni mese, tra le quali un quarto è relativo a società straniere.

«Tutto ciò è la prova del riconoscimento nei confronti della Zona di Libero Commercio sia da parte nazionale sia da parte degli investitori stranieri», ha aggiunto lo stesso Zhu.

Secondo David Mann, Direttore Manageriale della ricerca macro presso Standard Chartered Bank, «Incoraggiare l’imprenditoria è un messaggio molto chiaro da diffondere nella intera Zona di Libero Commercio. Le Società possono affrontare così differenti linee dirette estere al di fuori della Zona di Libero Commercio e ritrovarsi in un livello di difficoltà inferiori rispetto a quelle che potrebbero trovare all’interno della Zona di Libero Commercio».

Il successo della zona è largamente dovuto del sistema delle “liste negative” che è stata uno dei più efficaci tipi di riforma verificati e testati all’interno della Zona di Libero Commercio.

«La Zona di Libero Commercio di Shanghai incoraggia ad agganciarsi ad una serie di servizi e società commerciali che sono state aiutate dal nostro business nella zona dove si cresce ad una velocità anche doppia rispetto al contest esterno ed è anche in ulteriore fase di accelerazione», ha aggiunto Steve Huang, Amministratore Delegato di DHL Global Forwarding China.

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