lunedì, Settembre 20

Zimbabwe: gli effetti economici delle proteste field_506ffbaa4a8d4

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Le proteste nazionali in Zimbabwe proseguono, contro un governo che non è in grado di fronteggiare una crisi economica fortissima. La maggior parte dei negozi, banche, scuole e altre imprese sono rimasti chiusi e gli ospedali hanno dimesso in massa gran parte dei pazienti, mentre quelli più grandi, invece, stanno lavorando solo su casi di emergenza. Questo perché anche i medici hanno subito un notevole ritardo nei pagamenti degli stipendi. Il business è letteralmente paralizzato.
La rabbia sta crescendo nel Paese insieme all’intensificazione della mancanza di contante e dei timori di iperinflazione, come già accadde tra 2006 e il 2008. Allora andarono persi risparmi e pensioni e il timore che possa riaccadere è più reale che mai. A fare il resto, un divieto di importazione, che per molte famiglie significa un ulteriore rinuncia ad un ancora di salvezza economica. Aumentano, intanto, le denunce contro gli abusi e la brutalità dalle forze dell’ordine. Enormi difficoltà anche nel settore dei trasporti.

Anche se il governo ha assicurato il pagamento dei dipendenti pubblici, le proteste stanno destabilizzando profondamente l’assetto economico del Paese, che senza il sostegno del Fondo monetario internazionale e degli istituti di credito occidentali rischia il collasso.

(Video tratto dal canale Youtube: CCTV Africa)

 

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