venerdì, Maggio 14

Zimbabwe: campagna elettorale insanguinata Tentato assassinio del Presidente Mnangagwa, non è escluso che i mandanti dell’attentato siano all’interno del suo partito o dell’Esercito

0

Sabato 22 giugno, presso lo stadio White City  di Bulawayo, la seconda città dello Zimbabwe, è esplosa una bomba durante il comizio del Presidente Emmerson Mnangagwa, candidato del partito al Governo, ZANU-PF, alle elezioni presidenziali fissate per il 30 luglio 2018.
La città di Bulawayo è considerata una roccaforte dell’opposizione. Il Presidente è miracolosamente uscito illeso dall’esplosione mentre il Vice Presidente Kembo Mohadi, sua moglie, il Presidente del ZANU-PF, Oppah Muchinguiri-Kashiri e alcuni giornalisti e tecnici della rete televisiva ‘ZBC’ sono stati feriti. Mnangagwa e gli altri leader di Governo sono stati immediatamente evacuati dallo stadio in una situazione di caos dantesco, mentre la folla impazzita si dirigeva verso le uscite per paura di una seconda esplosione.

Il bilancio provvisorio delle vittime parla di 49 feriti, compresi il Vice Presidente e le altre autorità del partito al Governo. Il Presidente Mnangagwa, subito dopo l’attentato, si è rivolto alla Nazione, tramite un comunicato diffuso dalla radio e TV nazionale, affermando che gli autori dell’attentato non sono di Bulawayo. Una affermazione prematura da confermare, in quanto le indagini sono appena iniziate, ma che contiene un alto valore politico, in quanto il Presidente non intende addossare la colpa all’opposizione, visto che la città è una loro roccaforte. Un atto prudente, in quanto non è escluso che i mandanti dell’attentato siano all’interno del ZANU-PF o dell’Esercito.

La Polizia ha promesso una ricompensa significativa a chiunque possa fornire informazioni sull’attento. L’annuncio è stato fatto durante una conferenza stampa tenuta da Charity Charamba, Assistente Commissario Senior della Zimbabwe Republic Police, sabato pomeriggio. La Polizia ha, inoltre, informato che sono state già aviate le indagini con l’arrivo di esperti nella città. Si parla ora di imporre il coprifuoco. Non è dato sapere al momento se il coprifuoco verrà imposto solo nella città di  Bulawayo o su tutto il territorio nazionale.

Le elezioni del 30 luglio saranno le prime elezioni da quando il Presidente Robert Mugabe è stato costretto a dimettersi, dopo 37 anni di ininterrotto potere, da Mnangagwa e dall’Esercito. I governi e gli investitori occidentali ed asiatici stanno osservando da vicino la campagna elettorale. Il principale rivale è il quarantenne Nelson Chamisa, leader del partito di opposizione Movement for Democratic Change (MDC). Entrambi i candidati hanno promesso di rivitalizzare l’economia, stagnante dopo 15 anni di sanzioni economiche imposte dalle potenze occidentali su iniziativa della Gran Bretagna, a seguito della riforma agraria voluta da Mugabe, nel 2002, che espropriò le terre ai latifondisti bianchi per distribuirle ai contadini neri. Chamisa sta conducendo una campagna elettorale che sottolinea le pesanti responsabilità del settantacinquenne Mnangagwa durante il regime di Mugabe, definendolo come una delle figure chiave della dittatura e della repressione attuata dalla Polizia e dall’Esercito.

Le imminenti elezioni presidenziali rappresentano per il partito al potere un cruciale appuntamento. Il ZANU-PF sta lottando per la sua sopravvivenza avviando riforme economiche, sociali e politiche pur di conservare il potere. L’elettorato, 5,4 milioni di votanti, è composto per il 60% da giovani al disotto dei 40 anni. Secondo il Mass Public Opinion Institute, attualmente Mnangagwa godrebbe del 42% delle preferenze, mentre Chamisa si attesterebbe al 31%.  Mentre Mnangagwa gode dell’appoggio incondizionato di Esercito e Polizia, Chamisa è penalizzato dalla divisione dell’opposizione, che non è stata in grado di coalizzarsi e che oggi presenta vari candidati numericamente insignificanti, fattore che favorisce Mnangagwa e il vecchio sistema dittatoriale ora riciclatosi in salsa democratica. Il tentativo di Chamisa di assicurarsi l’alleanza di due altri leader dell’opposizione –Joice Mujuru e Khipe– è fallito. «E’ triste constatare che la maggioranza dei partiti di opposizione non ha compreso l’importanza strategica di sostenere la candidatura di Chamisa presentandosi alle elezioni con un fronte unito»,  ha affermato il manager della campagna elettorale di Chamisa, Jameson Timba.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->