lunedì, Aprile 19

Zika, la risposta dei Governi latino-americani Come Honduras, Perù, Panama, Repubblica Dominicana stanno affrontando la diffusione del virus

0
1 2


Il virus Zika è entrato di diritto tra gli argomenti più trattati degli ultimi tempi. Questo a causa dell’esplosione nel numero di casi di persone che la contraggono, soprattutto in America Latina. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato lo stato di emergenza per questo virus e ha iniziato a coordinarsi per cercare in meno tempo possibile metodi di prevenzione efficaci e per velocizzare la ricerca di un vaccino.
Il caso più recente di emergenza sanitaria annunciata dall’OMS fu quello riguardante Ebola. Bisogna, però, sapere che le due malattie sono molto differenti. Ebola, infatti, ha provocato un numero molto ingente di vittime, soprattutto in Africa; Zika, al contrario, è una malattia che, quando contratta, spesso è asintomatica. Nei casi peggiori può provocare febbre, eruzioni cutanee, dolori articolari, nausea e diarrea; in pratica non molto diversa da una comune influenza.
Ma allora perché parlare di emergenza?
Il vero problema di Zika non è dovuto al virus in sé, ma alle conseguenze che questo pare possa provocare sui bambini che nascono da donne infette. E’ molto probabile, infatti, anche se si sta ancora lavorando per provarlo scientificamente, che la rapida diffusione di Zika abbia un legame causale con l’aumento delle microcefalie tra i neonati latino-americani. Allo stesso tempo, proprio per il modo in cui si diffonde e per il fatto che spesso è asintomatico, per quanto le donne in gravidanza siano informate dei rischi, è molto difficile prevenire il contagio. Zika, infatti, si contrae tramite la puntura della zanzara del tipo Aedes Aegypti (la stessa che può trasmettere la Dengue, la Chikunguña e la febbre gialla), molto diffusa nell’America del sud, oltre che tramite i rapporti sessuali con persone infette (spesso inconsapevoli di esserlo).
Per questi motivi è una malattia molto difficile da arginare.
A questo problema si aggiunge il fatto che nella maggior parte dei Paesi dell’America del Sud l’aborto è illegale, per cui se anche si riuscisse a diagnosticare la microcefalia prima della nascita, i genitori non potrebbero decidere il da farsi.

Fino ad ora il Paese più colpito sembra essere il Brasile con un milione e 500mila casi accertati, segue la Colombia, con più di 20mila casi, e poi Venezuela e El Salvador rispettivamente con 4.700 e 2.474 casi. Più in generale, tutto il continente americano è stato colpito, ad esclusione del Canada. Si sono verificati casi di Zika, probabilmente importati da turisti di ritorno dall’America del Sud, anche in Europa, Asia e Oceania, seppur con cifre molto più basse: 29 casi in tutto per l’Europa, 2 per l’Asia e 4 per l’Oceania.

L’OMS si sta ora impegnando nella ricerca dei metodi migliori per prevenire l’epidemia di Zika e tra le proposte più recenti ci sarebbe quella di diffondere, nei territori colpiti, un tipo di zanzara buona‘, geneticamente modificata, che ibridandosi con le Aedes Aegypti darebbe vita a delle zanzare dal ciclo di vita troppo breve per arrivare all’età adulta, periodo in cui diventerebbero vettori del virus. Una simile soluzione deve essere però ben valutata perché potrebbe creare degli squilibri nell’ecosistema. In generale, qualunque tipo di prevenzione, in primis la vaccinazione, richiede molto tempo per la ricerca e la sperimentazione; nel frattempo i Paesi latino-americani stanno prendendo dei provvedimenti in modo autonomo.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->