mercoledì, Giugno 23

Zapatero non sbagliava sui 'germogli verdi' field_506ffbaa4a8d4

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Quali sono le principali conclusioni che si evincono da questa prima datazione del ciclo economico spagnolo?

Quella più interessante, in quanto recente, probabilmente è la datazione dell’ultima recessione. Ne abbiamo datato l’inizio nel secondo trimestre del 2008, un po’ più tardi che negli Stati Uniti (2007T4) e persino più tardi che in alcuni dei nostri partner europei. Rispetto alla fine di questa recessione abbiamo avuto diverse discussioni nel comitato. Alla fine siamo giunti alla conclusione che la recessione è terminata nel 2009T4, un po’ più tardi rispetto agli Stati Uniti e, nuovamente, rispetto ai nostri partner europei. Com’è risaputo, le cose sono peggiorate nel 2010 con la crisi dei mercati del debito pubblico europeo. Pertanto abbiamo datato l’inizio di un’altra recessione nel 2010T4. Provvisoriamente (in assenza di aggiornamenti che l’INE ha previsto per novembre di del presente anno), abbiamo datato la fine di questa recessione nel 2013T2.

Alcuni hanno commentato che in realtà bisognerebbe considerare la recessione come se fosse cominciata nel 2008 e fosse durata fino al 2013 senza interruzioni. È stata questa una possibilità che all’inizio abbiamo considerato. Se fosse stato così, sarebbe stata la recessione di maggior durata nel mondo sviluppato. Vi sono, tuttavia, chiari indizi che inducono a considerare errata questa visione. Il settore dei servizi ha avviato un recupero piuttosto massiccio all’inizio del 2010. Il recupero nel settore industriale è stato anche maggiore.

Tutto ciò, con il passare del tempo, ha un effetto chiarificatore sulle leve politiche che hanno azionato i famosi ‘germogli verdi’. La nostra interpretazione è che il Governo di allora aveva valide ragioni per essere ottimista.

 

Anche la Asesec (Associazione Spagnola di Economia) ha elaborato un indice dell’attività economica in tempo reale che sarà aggiornato ogni mese. A quale scopo?

Come ho già detto, affinché la datazione sia rigorosa, si richiede che arrivino le revisioni finali dei dati effettuate dall’INE (questo ritardo è comune a tutte le agenzie di dati a causa della complessità insita nel costruire il PIL e i suoi componenti). Di conseguenza, per offrire una visione provvisoria, anche se in tempo reale, dell’andamento economico, abbiamo deciso di offrire questo indicatore. L’indice è uno strumento informativo che non rispecchia il processo di decisione del comitato per stabilire le date relative al cambiamento di ciclo. La ragione è che, nonostante il fatto che l’indice utilizzi informazioni con più elevata frequenza e in tempo reale, questi dati non sono completi e sono soggetti a revisione. Tuttavia, l’indice fornisce informazioni utili sulla situazione economica in corso e coincide abbastanza con la cronologia fissata dalla datazione del ciclo. È noto che una delle difficoltà per un’implementazione adeguata delle misure di politica economica consiste nell’identificare lo stato dell’economia in tempo reale. L’indice da noi fornito è uno strumento in più affinché il pubblico possa avere consigli.

 

Quali altri obiettivi simili hanno?

Abbiamo in agenda l’ampliamento dell’archivio a frequenza mensile (per migliorare la precisione della datazione per i ricercatori). Un altro obiettivo che stiamo perseguendo è costituire un archivio storico con dati che iniziano dal XIX secolo.

A lungo termine, forse avremo l’opportunità di valutare una previsione degli andamenti economici, che potrebbe avere una grande utilità pratica.

 

Traduzione di Marco Barberi

 

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