domenica, Settembre 26

Yiwu: coniglietti e uova di Pasqua nella città dal mercato all’ingrosso più grande del mondo E’ in Cina la più grande città-mercato all’ingrosso. Tutto sul polo commerciale di Yiwu

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Pasqua è ormai alle porte e basta fare una passeggiata per le vie della propria città per trovare addobbi e decorazioni dai colori pastello. Coniglietti, fiori e uova variopinte di ogni tipo. Ognuna di queste cose che ci troviamo davanti -con probabilità vicina alla certezza-, è arrivata dalla Cina. Un mercato che fino a pochi anni fa non aveva varcato le porte nazionali e che oggi si è affermato a pieno titolo. Non solo in Italia e non solo a Pasqua.

Stiamo parlando, nello specifico, della città di Yiwu la madre del più grande mercato all’ingrosso al mondo specializzato nella produzione di piccoli prodotti. Per ‘piccole merci’ si intende articoli come gioielli, oggetti decorativi, articoli per la casa, articoli di cancelleria e piccole apparecchiature elettroniche.

Yiwu è considerata una città chiave, di collegamento con le economie locali diversificate della Cina tra mercati regionali e mercati globali. Da quando il Presidente Xi Jinping ha lanciato l’iniziativa ‘One Belt, One Road’, Yiwu è diventata ancor più importante. E’ dalla metà degli anni 2000, infatti, che le varie strade nel reticolo della ‘Seta’ sono sempre più convergenti verso Yiwu, il cui motto è “Costruisci il supermercato più grande del mondo, costruisci un paradiso dello shopping internazionale“.

Commercianti africani, arabi ed asiatici viaggiano ogni giorno per raggiungere l’’International Trade City’, il più grande complesso commerciale nella città di Yiwu talmente grande da poter ospitare al suo interno ben cinque centri commerciali. Tra i tantissimi prodotti e le coloratissime bancarelle quasi è impossibile non perdersi.

A Yiwu sorgono, però, anche altri mercati, come quello di Huangyuan per l’abbigliamento e diversi mercati di mobili di ogni tipo.  

E chi commercia tutti questi prodotti, conosce pochissimo le tradizioni e le feste cui sono legati, come confessa in un’intervista la manager del ‘Jiangsu Taizhou City Wenhao Handicraft Product Factory’. Anche se a giudicare da uova e coniglietti, sembra il contrario, Come mai? Esistono delle figure professionali appositamente assunte e spedite nel lontano Occidente per captare dettagli, colori e simboli di tradizioni lontane.

In tutto il mondo, nonché nella stessa Repubblica Popolare, Yiwu è un modello produttivo considerato ed apprezzato. Per capire bene la sua storia, però, occorre andare indietro nel tempo, quando l’area urbana è sorta sul modello ‘Wenzhou’ che segna la transizione dal socialismo al capitalismo globale, paradigma economico per la Cina negli anni ’90. E’ in quegli anni che la città è stata plasmata, grazie a scelte giudiziose di attori pubblici e privati ​​nel fondamentale e travolgente contesto concorrenziale sia a livello nazionale che internazionale.

La città, nella provincia costiera di Zhejiang, ha saputo certamente cogliere le condizioni favorevoli per la crescita dei suoi mercati e, grazie al costante sostegno delle autorità locali, è diventata ciò che è oggi. La creazione del primo mercato all’ingrosso risale al 1982 sulla scia dell’apertura economica promossa da Deng Xiaoping nel 1979. A partire dal 1984, la politica di sviluppo attraverso il commercio ha permesso ai produttori di rendere la produzione industriale locale più visibile ai grossisti, inizialmente proprio nella provincia di Zhejiang e poi in tutta la Cina. Durante gli anni ’90, il presidente Jiang Zemin ha posto le basi per quelle che si riveleranno poi delle fondamentali riforme economiche, partendo dalla redistribuzione di beni e servizi; economia di mercato, nuovi clienti e agevolazioni per i grossisti che hanno potuto beneficiare di prezzi inferiori del 30% rispetto agli altri produttori. Ecco che in brevissimo, Yiwu si trasforma in un polo centrale del commercio cinese, e dal 1991, diviene il più grande mercato all’ingrosso dell’intera Repubblica popolare specializzato in piccoli prodotti.

Yiwu è sia un distretto industriale che un polo urbano cosmopolita dove vivono 1.5 milioni di persone -tra cui moltissime persone migrate da altre realtà del Paese- e che dista circa 260 chilometri da Shangai. I suoi prodotti l’hanno resa ormai nota in tutto il mondo. All’origine del successo di questa città-mercato c’è sicuramente la recessione globale: i consumatori, costretti al risparmio, hanno scelto e continuano a scegliere prodotti a basso costo, che si tratti di maglie e pantaloni, di giocattoli, di bigiotteria o di piccole decorazioni come queste. Costi bassi in tempi economicamente difficili: ecco la ricetta della prosperità di Yiwu. Inoltre, le connessioni transnazionali ed il ruolo nelle reti commerciali nel mondo arabo, in particolare con Algeria ed Egitto, hanno contribuito allo sviluppo di cui gode oggi.

Nei giorni che precedono Pasqua, come Natale, Europa ed America sono invase da prodotti targati Yiwu e a proposito di Stati Uniti, ancora non è chiaro se tutto ciò sarà o meno influenzato dalle tariffe che Trump vuole imporre ai beni dalla Cina. Ma questo, a ben vedere, non avrà forse chissà quale effetto in un mercato in forte crescita, come quello cinese, che sta cambiando sempre più. E ad una velocità notevole.

I costi stessi delle città nella Repubblica Popolare stanno aumentando vertiginosamente. Più sviluppo vuol dire anche questo. Le fabbriche si stanno spostando tra Vietnam, Laos, Bangladesh e continente africano e lo shopping online sta giocando un ruolo importante nell’andamento del commercio. Gli affari andavano a gonfie vele fino al 2012, ma ora qualcosa è cambiato. Lo afferma in un’intervista Tang Jian, direttore di ‘Jiangsu Tiangong Gifts’, che esporta prodotti pasquali in Russia, Serbia, Cile ed Italia. Come le altre fabbriche, anche questa si concentra su coniglietti e uova colorate non appena l’aria del Natale viene meno. “La concorrenza per le aziende che si concentrano sui prodotti natalizi è molto più alta – il 95% delle fabbriche qui si concentra sul Natale”, solo il 5% fa cose per Pasqua”.

Tra il mega progetto della nuova ‘Silk Road’ e l’area delle tecnologie, sempre più in espansione, la Cina si sta progressivamente allontanando da quell’idea di mercato che l’aveva caratterizzata finora e che le ha, comunque, permesso di arrivare così in alto.

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