venerdì, Settembre 17

Yiannis Kouros, il poeta dei record

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Yiannis Kouros è nato nel 1956 a Tripoli, Arkadia, Grecia. All’età di 16 anni inizia a correre metodicamente e a dedicare tutto se stesso alla corsa su lunga distanza. Con più di 160 record mondiali tuttora ineguagliati, oggi è il miglior corridore di gare ultra-maratona.

Negli anni Yiannis Kouros è stato chiamato con vari soprannomi tra i quali ‘Il Dio della corsa’, ‘Il Greco d’oro’, ‘Il nuovo Filippide’, ‘L’inarrestabile’, ‘Il signore del dolore’ e molti altri. Tuttavia, chiunque dovesse conoscerlo scoprirebbe un uomo umile e semplice. Alcuni dei suoi incredibili record mondiali sono stati registrati nel libro del Guinness dei primati e ormai è diventato una leggenda tra gli ultra-corridori di tutto il mondo.

Ma Yiannis ha percorso una strada difficile per arrivare dov’è ora. La sua dura infanzia ha forgiato una personalità e un temperamento forti, che fin dai suoi primi anni di vita gli hanno permesso di superare le difficoltà, «facendo di necessità virtù», come ha scritto in una delle sue numerose poesie. L’impegno deve diventare iperaffaticamento, l’impossibile possibile, la delusione coraggio, con l’obiettivo di raggiungere il risultato finale.

Nel 1990, a causa della riluttanza della Grecia a sostenerlo, è costretto a emigrare in Australia dove rimane per 10 anni. Nel 2000 torna in Grecia e continua a correre con grande successo, in patria e all’estero. Nel 2005, all’età di 51 anni, infrange un suo stesso record mondiale stabilito 21 anni prima.

Ciò che non è molto risaputo di Yiannis, è la sua notevole capacità artistica. All’età di 12 anni inizia a scrivere poesie e musica, studia musica bizantina ed europea oltre che canto. Fino ad ora ha pubblicato quattro dischi (due orchestrali e due vocali), scrivendo tutti i testi e le musiche. Ha un Master Degree in Letteratura e ha pubblicato una raccolta di poesie intitolata “Complexes” così come un libro autobiografico intitolato “6 days of the century” nel quale, tra le varie cose, descrive la corsa di 6 giorni del 1984 a New York, nella quale ha infranto ben 6 record mondiali.

Yiannis Kouros ama la tradizione, la storia della Grecia e i suoi eroi. Fonte di ispirazione sono per lui le figure mitologiche di Leonida, Nikitaras, Kolokotronis e molti altri che menziona spesso nelle sue poesie. La fiamma che bruciava nell’antico corridore ateniese Filippide, il quale corse a chiedere aiuto agli spartani prima della battaglia di Maratona, brucia anche in Yiannis. Che ispirato dal successo dell’eroe greco ha organizzato e corso la “Feidipides Feat” due volte, nel 2005 e nel 2011.

 

Nel 2000 viene votato dal giornale internazionale “Runners world” come il miglior ultra-corridore di tutti i tempi in quanto detentore di più di 160 record mondiali in gare di più di un giorno e in gare di atletica. Gli esperti sostengono che in totale abbia viaggiato la distanza che separa la Terra dalla Luna.

 

Ha fatto delle scelte difficili nella sua vita e nella sua carriera. Si è rifiutato di diventare parte del sistema governativo e ciò le è costato caro. È stato vittima di molte ingiustizie, molti stati le hanno offerto la loro nazionalità, ma lei ha sempre rifiutato denaro e fama. In definitiva, cosa significa per lei essere greco?

Dobbiamo capirci. Non sono stato rifiutato dalla Grecia. La Grecia è un concetto impersonale, un’idea. Coloro che mi hanno rifiutato sono individui specifici, ai quali è stata data la possibilità di gestire alcuni livelli di potere, ma con la loro indifferenza e incapacità non hanno ostacolato solo la mia strada verso una migliore prestazione, ma hanno danneggiato con le ingiustizie anche il nome greco e la proiezione mondiale della nazione e del patrimonio della patria. Purtroppo le ingiustizie non si subiscono solo da persone collocate nei servizi statali. Nella società, e negli ambienti vicini a te, trovi i comportamenti peggiori, da parte di persone piene di gelosia e invidia per tutto ciò che fai, per i tuoi successi. Pur comprendendo con la dovuta consapevolezza che ognuno porta la sua croce, quasi ogni giorno devo affrontare azioni contro i miei sforzi per la promozione della nazione e del ‘fair play’, attraverso la mia attività sportiva, ma anche le mie altre attività di pensiero ed espressione, che ispirano genuino successo. Ma quello che trovo col passare del tempo – purtroppo variamente documentato – è che più offro, più divento bersaglio di ingiustizie. Non potrei mai essere parte di un sistema che facilmente punisce l’uomo che si affatica, il combattente e il gran lavoratore, e al contrario premia il ‘fuco’. Il cittadino corretto evita di tradire gli ideali per ricevere benefici temporanei. Colui che onora i principi e gli ideali senza tempo merita di essere definito un cittadino del mondo. Greco significa di stare in piedi da solo ed eroicamente combattere contro i molti che mettono a rischio l’esito della tua fatica o le conquiste del tuo spirito. Greco significa dare la luce della sapienza anche a coloro che hai beneficato e che questo beneficio lo useranno contro di te. Greco significa essere anima libera, senza stampi e combattere con altruismo. Ma la società di oggi ha costruito categorie di falsi eroi e combattenti, con caratteristiche che non sono coerenti con lo spirito del puro e intatto greco…

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