sabato, Maggio 15

Yemen tra guerra e crisi umanitaria

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Il 26 marzo 2015 in Yemen esplose potente il conflitto che ancora oggi domina nel Paese. Il bilancio al momento è di quasi 8.000 morti di cui 1.500 bambini. Senza contare il numero di profughi, 3 milioni.

A due anni dall’inizio della guerra, una marea di yemeniti è scesa in piazza a Sanaa contro l’intervento straniero nel Paese. A protestare i ribelli sciiti houthi e i loro alleati, partigiani dell’ex presidente Ali Abdallah Saleh, che hanno occupato la centrale Piazza Sabine della capitale per lanciare il messaggio che resisteranno, fino alla fine.

Secondo Véronique Andrieux, direttrice dell’organizzazione non governativa Action contre la faim, in Yemen ci sono 19 milioni di persone che hanno un urgente bisogno di aiuti umanitari: «Nel 2014 lo Yemen ha importato il 90% delle sue derrate alimentari via mare. L’embargo sulle armi si è trasformato in un blocco aereo e marittimo quasi totale, che ha limitato enormemente le importazioni di beni di prima necessità, cibo incluso». Di conseguenza, l’accusa nei confronti di tutti quei Paesi che danno sostegno alla coalizione alleata dell’Arabia Saudita – Stati Uniti, Francia, Regno Unito – i quali «devono smetterla di fuggire dalle proprie responsabilità perché se verrà bloccato anche il porto di Hodheida, la crisi umanitaria, già generalizzata, si aggraverà ancora di più. Nello scorso gennaio il prezzo del grano risultava già più elevato del 32% rispetto a prima della guerra».

Secondo Amnesty international e Human rights watch sono diversi i crimini di guerra che avrebbe commesso l’Arabia saudita, per gli attacchi aerei con le bombe a grappolo, vietate dai regolamenti internazionali, e per aver colpito sistematicamente anche scuole, ospedali e altri obiettivi civili.

Mentre 28, oltre due milioni di bambini che non frequentano le scuole.

 

(video tratti dal canale Youtube di RT)

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