mercoledì, Luglio 28

Yemen: e se il Paese si dividesse in due? Katherine Zimmerman, ricercatrice dell'AEI, offre le sue analisi circa questa possibilità

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La guerra civile in Yemen non sta più dando priorità al perseguimento di una risoluzione politica al conflitto. Questo,  nel report sulla crisi in Yemen nel 2017 e le analisi della ricercatrice Katherine Zimmerman. Sono passati sei anni dall’iniziativa del Consiglio per la Cooperazione del Golfo volta ad assicurare un passaggio politico pacifico ed un Governo centrale stabile e lo Yemen si è spaccato. Siamo di fronte e quella che molti hanno ormai definito la più grande crisi umanitaria odierna.

Lo Yemen, d’altronde, è un campo di battaglia chiave per il conflitto regionale Iraniano-Saudita. Il blocco di Houthi-Saleh, lo scorso 4 novembre ha lanciato un missile verso la capitale saudita, Riyadh, dopo la divulgazione della notizia delle dimissioni del Primo Ministro libanese Saad Hariri in protesta dell’influenza di Hezbollah nel Paese. Non è ancora chiaro quanto effettivamente le dimissioni del Premier abbiano direttamente influenzato la decisione del lancio. Il blocco Houthi-Saleh usa missili balistici a lungo raggio ed altre forniture per attacchi asimmetrici. L’Iran, in tutto questo, continua ad insistere sulla questione; il Ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif ha chiesto con insistenza all’ONU l’adozione del suo piano di pace per lo Yemen per metà Novembre.

La coalizione saudita non limita poi significativamente la minaccia degli attacchi missilistici iraniani sull’Arabia Saudita e potrebbe anche rafforzare il blocco Houti-Saleh attraverso il blocco del mercato yemenita. Il blocco vede la propria capacità missilistica come il cuore della difesa contro l’Arabia.

La coalizione saudita, il 5 Novembre, ha chiuso cieli e porti yemeniti in reazione all’attacco missilistico del giorno precendente. Ma questo non impedirà il traffico illegale dallo Yemen all’Oman, via identificata per il trasferimento di parti di missili.

Gli sforzi per l’indipendenza del STC (Transitional Political Council of the South) non faranno che complicare il raggiungimento di una risoluzione per questa crisi politica. Inoltre, la competizione tra gli Stati del Golfo per l’influenza nella regione non farà che destabilizzare ulteriormente il sud del Paese.

(Video tratto dal canale Youtube American Enterprise Institute)

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