martedì, Maggio 18

Yemen, il rapporto delle Nazioni Unite: «usati civili come scudi umani»

0

Un rapporto delle Nazioni Unite afferma che i ribelli sciiti Houthi attivi nello Yemen hanno fatto uso di civili come scudi umani. A comunicarlo è stata l’agenzia ‘Reuters’, che ha sviluppato l’inchiesta sulle 105 pagine di un rapporto confidenziale stilato dall’ONU e riguardanti la guerra civile in Yemen negli ultimi sei mesi. Nella relazione emerge la documentazione delle «violazioni del diritto umanitario internazionale e del diritto internazionale dei diritti umani commesse dalle forze Houthi». Gli attacchi a luoghi popolati da civili non erano certo un segreto: basti ricordare quelli già accertati a inizio giugno nella città di Taez.  C’è anche un interessante dato economico che riguarda al Qaeda, il terzo attore della guerra civile, ossia il miglioramento della capacità di fabbricazione delle proprie bombe: nel rapporto si legge che potrebbe condurre «una campagna sostenuta da attacchi con bombe IED (ordigni esplosivi improvvisati, ndr.)». La frangia yemenita di al Qaeda (AQAP, considerata la più attiva tra le varie organizzazioni nel mondo) ha una posizione intermedia nella guerra civile: il principale intento sembra essere quello di destabilizzare la situazione e sfruttare il vuoto politico a proprio vantaggio sia contro la fazione sciita Houthi sia contro le forze sunnite del Presidente Abd Rabbih Manṣūr Hadi.  Nel rapporto si legge anche che la coalizione militare governativa guidata dall’Arabia Saudita ha violato il diritto internazionale umanitario, a causa degli attacchi aerei a postazioni civili da maggio in almeno quattro occasioni.

Nel complesso scenario militare in Yemen, gli sciiti della fazione Houthi sono in conflitto da più di un anno con le forze governative sunnite di Hadi. Fonti ONU affermano che da quando è iniziata l’offensiva dell’Arabia Saudita a sostegno di Hadi, il conflitto ha causato circa 32.000 tra morti e feriti e 120.000 profughi.  mentre gli Houthi sono accusati del massacro di civili perpetrato durante l’assedio di Taiz, terza città yemenita. 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->