martedì, Maggio 18

Yemen e la piaga della guerra civile

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Per tutto lo scorso anno, lo Yemen (Arabia del Sud) ha assistito allo svolgimento di una grande guerra, violenta e sanguinosa. Là, in questa terra lontana che soltanto pochi Occidentali sanno davvero localizzare sulla cartina, un popolo è stato decimato, un milione di persone uccise, perché un unico regno, l’Arabia Saudita, ha deciso di dare una lezione di democrazia a un popolo appena uscito da un’autocrazia. Ad approfondire meglio questa situazione vi è Joseph Pearson, analista politico della zona del Golfo: «La teocrazia più violenta e repressiva esistente si è assunta la responsabilità di guidare la transizione della Repubblica dello Yemen in un sistema che rappresentasse di più la sua gente… L’ironia che sta alla base di questa dichiarazione è degna di ammirazione! È assurdo che un regime come quello dell’Arabia Saudita possa definirsi come uncreatore di democrazia‘»

La battaglia dello Yemen contro l’autoritarismo cominciò nel 2011, all’apice della Primavera Araba. Successivamente, lo Yemen si ribellò, chiedendo di avere delle riforme democratiche e di mettere fine a tre decenni di nepotismo. Man mano che le voci si unirono per reclamare la libertà, anche le minoranze religiose fecero un passo indietro per chiedere i loro diritti, per essere rispettati sotto una nuova costituzione. Nel silenzio del popolo, il regime del Presidente Ali Abdullah Saleh si estinse solo per rinascere nel suo Vicepresidente Abdo Rabbo Mansour Hadi, politico esperto e figlio della ‘vecchia guardia‘. Hadi è stato scelto per la sua docilità piuttosto che per la sua statura di leader. Incaricato dalle monarchie del Golfo e dalle capitali occidentali di accompagnare lo Yemen durante la sua transizione politica, Hadi, poiché fu proprio in un suo periodo di difficoltà e a seguito della sua richiesta, lo Yemen avrebbe subìto un bombardamento a tappeto nel marzo 2015.

«È importante ricordare com’è cominciato il tutto» ha detto Pearson. «Hadi fondamentalmente lasciò il suo posto (…) due volte, se ricordo bene. Ha lasciato la presidenza che era comunque costituzionalmente invalida, dal momento che il suo mandato era scaduto. Hadi fu poi richiamato e utilizzato da Riyadh per giustificare un intervento militare brutale».

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