venerdì, Settembre 17

Yemen: Al Qaeda cerca di emulare ISIL Timore per l’ipotesi di una "riconciliazione" potenziale tra le due fazioni

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Anche se al Qaeda ha sconfessato ISIL (Stato islamico dell’Iraq e del Levante) nel mese di febbraio 2014, quando Ayman Al Zawahiri, il grande leader di al Qaeda ha chiaramente affermato che il suo gruppo non aveva né alleanze né collegamenti con ISIL. Al Qaeda appare comunque desideroso di emulare le vittorie di ISIL, lanciando un califfato propria, dal cuore dell’antica Arabia – lo Yemen.

ISIL e al Qaeda dimostrano così che le loro divergenze non provengono da ideologie differenti, ma da un ego ammaccato e da questioni politiche. Questo punto di vista è stato effettivamente confermato da Haytham Mouzahem, che mette in guardia contro l’ipotesi di una “riconciliazione” potenziale tra le due fazioni.

Entrambe condividono ideali fondamentali. Trattandosi di sottoprodotti della stessa narrativa del terrore, al Qaeda e ISIL possono anche procedere su sentieri diversi, ma i loro obiettivi rimangono sempre intrecciati e caratterizzati da stili omogenei. Dopo le grandi vittorie di ISIL in Iraq e anche in Siria, in una certa misura, il gruppo radicale al Qaeda ha assunto i toni di una nuova crociata per la costituzione di un’entità sovrana che servirà come trampolino di lancio per una grande crociata di IS (Stato Islamico).

Se i sionisti sono stati accusati di lavorare per la creazione di una Grande Israele, come direbbero le loro scritture, sia ISIL che Al Qaeda hanno sguazzato nello stesso sogno di grandezza mentre impostavano il progetto di ricreare l’impero islamico a lungo perduto. Si può però considerare quanto sionisti e islamisti radicali abbiano in comune, ed è più di quanto appaia. Entrambi sono radicali ed estremisti.

Mentre ISIL sceglieva di scatenare le sue unità Takfiri nell’Iraq instabile e vulnerabile, al Qaeda puntava i suoi avidi occhi sullo Yemen, il paese più povero e più popolato della penisola arabica. Ma al di là del loro radicalismo, entrambi i gruppi hanno capito che la vera struttura tribale dell’Iraq e dello Yemen li rendono candidati perfetti per le rispettive “esperienze islamiche”.

Tormentati da eccessi nelle alleanze contraddittorie e da forme di autoritarismo, Iraq e Yemen mostrano una intrinseca mancanza di coesione istituzionale, che rende entrambe le nazioni mature per farsi sopraffare dal terrorismo.

Lo Yemen, un nuovo Califfato islamico?

Con una mossa dei funzionari della sicurezza nella capitale Sana’a, sul confine delle loro sedi, AQAP (al Qaeda Yemen) la scorsa settimana pubblicizzava la sua intenzione di stabilire la pietra angolare del proprio califfato nella provincia sud-orientale di Hadramawt. Qui il gruppo si era ritirato in seguito alle incursioni militare anti-terrorismo dello scorso aprile. È stato allora che il presidente Abdo Rabbo Mansour Hadi ha ordinato una vasta operazione militare nelle province di Abyan e Shabwa, nel disperato tentativo di sradicare al Qaeda dalla nazione, impoverita, e di porre fine al suo regno.

Nonostante una serie di vittorie strategiche, alcune cellule terroristiche sono riuscite a ripiegare in altre aree remote dello Yemen – specie Hadramawt e al Baydha – dove possono contare su un certo supporto tribale. Se AQAP ha subito molte perdite nel mese di aprile, è comunque è riuscita a focalizzarsi di nuovo e a ripopolare i suoi ranghi; abbastanza per fingere di poter affrontare un compito come quello di forgiare uno Stato nello Stato, nella provincia yemenita irrequieta e ricca di petrolio di Hadramawt.

Con una simmetria che non può essere trascurata, a settembre, AQAP ha visitato una delle province più ricche dello Yemen. Interessante anche il fatto che Hadramawt sia una delle regioni più conservatrici dello Yemen. Proprio mentre ISIL si indirizzava verso il nord dell’Iraq, nel cuore del cosiddetto triangolo sunnita ricco di petrolio, al Qaeda Yemen ha scelto la tradizionale e ricca Hadramawt. Due domeniche fa fonti locali hanno confermato che al Qaeda ha reso pubbliche le sue intenzioni, inondando le case dei residenti con opuscoli esplicativi, dove si spiegavano chiaramente le regole a cui i militanti si aspettano di sottoporre “i sudditi”. Chiaramente indisturbata, con l’unilateralità della sua richiesta, al Qaeda ha dichiarato che la  provincia di Hadramawt ora è sotto la propria autorità.

La gravità della situazione non è sfuggita ai residenti locali. Anche se lo Yemen non è l’Iraq, e al Qaeda non è ISIL, gli hadramiti non apprezzano questa nuova spada di Damocle che pende sulla loro testa, temendo per la loro stessa libertà e il futuro dello Yemen come nazione. Anche se al Qaeda nello Yemen non gode del sostegno logistico immenso che ovviamente ISIL possiede in Iraq e in Siria, né può beneficiare della stessa manodopera, gli hadramiti si sentono un po’ ansiosi per via del ritrovato senso dello scopo da raggiungere mostrato da al Qaeda, specie ora che ISIL ha dichiarato con successo la creazione di un Califfato islamico nel nord dell’Iraq.

Che si tratti di emulare o di competere con ISIL, è chiaro che al Qaeda Yemen vuole sfruttare il nuovo impulso del radicalismo islamico per reinventarsi come importante attore del potere nella nazione impoverita. Se il gruppo si rassegnasse al controllo di ISIL sopra il Levante, la penisola araba resterebbe in pugno a questi ultimi, o almeno queste sono le intenzioni.

Non è più solo una milizia terroristica, un gruppo di santi guerrieri, la leadership di Al Qaeda vuole imporsi come un movimento, un potere politico con una vasta ambizione, determinato a portare un nuovo ordine sociale e religioso nello Yemen. Già i militanti hanno distribuito volantini in tutta Hadramawt, enumerando un insieme di regole cui i residenti dovranno subito rispondere; è il primo passo di una campagna di riforme religiose e sociali, hanno avvertito. Sotto il comando di al Qaeda le donne non dovranno uscire di casa senza essere accompagnate dal loro uomo e a nessuno sarà permesso di praticare sport. Anche se è improbabile che questo effettivamente sconvolga il sistema sociale di Hadhramawt, perché la provincia è prevalentemente collegata a un’interpretazione dell’Islam molto stringente, i religiosi locali hanno detto che al Qaeda potrebbe presto tentare di emettere decreti più radicali: ad esempio come quelli che sono stati emanati in Iraq nel ultimi giorni.

All’inizio di questo mese tre rispettati religiosi della provincia sono stati uccisi dopo essere stati accusati di praticare la stregoneria, mentre trattavano delle persone recitando versetti del Corano per alleviare i loro disturbi. Il metodo è conosciuto come al-ruqyah al-Sharia. Si può facilmente capire, anche guardando all’Iraq, perché gli yemeniti abbiano così tanta paura.

 

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli 

 

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