mercoledì, Settembre 22

Yemen, accordo di pace delle Nazioni Unite in stallo

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Il Governo dello Yemen accetta la proposta di pace delle Nazioni Unite, ma la notizia è tutt’altro che completa: i ribelli infatti non hanno fatto altrettanto, anche se hanno annunciato che rimarranno in Kuwait nei prossimi giorni per continuare i negoziati. Il Presidente Abdrabbuh Mansour Hadi (che dalla sua ha il sostegno di Arabia Saudita e altri Paesi arabi sunniti) ha fatto sapere di accettare l’accordo di pace mediato dall’ONU entro questa settimana, ma la delegazione ha lasciato il tavolo delle negoziazioni. La sensazione è che si sia arrivati a un punto morto, poiché, nonostante l’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen Ismail Ould Cheikh Ahmed era riuscito a convincere gli interlocutori ad estendere anche a questa settimana i negoziati, il conflitto non si è placato, con azioni da parte dei ribelli sciiti Huthi e la recente distruzione di una moschea sufi a opera di un gruppo di terroristi salafiti.

I ribelli Huthi avevano comunicato l’intenzione unilaterale di creare un Governo a sostegno dell’ex Presidente (ora in esilio) dello Yemen, Ali Abdullah Saleh. Nonostante l’accettazione della proposta di pace da parte del Governo ufficialmente riconosciuto di Hadi, i ribelli sciiti hanno fatto sapere di voler proseguire le trattative, pur rifiutando le attuali condizioni dell’accordo ONU. Queste prevedono che gli Huthi rinuncino alle tre principali città sotto il loro controllo, inclusa la proclamata capitale Sanaa; che venga istituita la formazione di una commissione militare che sarà presieduta da uomini indicati dal presidente Hadi e che dovrà prendere in carico le armi consegnate dai ribelli; il rilascio di tutti i prigionieri di guerra; lo scioglimento del “Consiglio politico supremo” istituito pochi giorni fa dagli Huthi e dal partito di Saleh per sostituire il governo deposto del Presidente Hadi. Le trattative, quindi, continuano con difficoltà.

(video tratto dal canale Youtube di ‘CCTV News’)

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