sabato, Aprile 17

Washington: Trump vince, contestatori in rivolta field_506ff510725be

0

Negli Stati Uniti è l’ennesimo martedì di voto. E l’ennesima vittoria per Donald Trump. La definizione dei candidati che si sfideranno per occupare la carica più ambita del mondo stavolta passa dallo Stato di Washington. In palio, solo per i repubblicani, 44 delegati. Un discreto numero, ma ancora non abbastanza per permettere a Trump di sfondare la maledetta soglia dei 1.237, l’esatto ammontare di delegati che gli consegnerebbe di diritto la nomination GOP.

Qui Trump è proiettato come vincitore indiscusso, con il 76% dei voti espressi in suo favore. La percentuale restante è andata ai suoi oppositori, nonostante si siano già chiamati fuori dalla competizione.

0.1

credits: The Guardian

Trump si presentava al voto di ieri a soli 48 voti dalla nomination. Lo Stato di Washington ne mette in palio 44, e al magnate ne andrebbero almeno 24. L’appuntamento per chiudere definitivamente i giochi sarà, quindi, il 7 giugno, quando si voterà in California, New Jersey, New Mexico e Sud Dakota.

Un tentativo di sgambetto prima del voto di ieri era arrivato sabato dai sostenitori di Ted Cruz. Durante la convention repubblicana dello Stato, che si è tenuta a Pasco, i supporter del Senatore del Texas sono riusciti a consegnargli 40 dei 41 delegati che si presenteranno alla convention nazionale del partito, attesa a Cleveland a luglio.

Il fronte repubblicano a Washington gode di una solida base conservatrice su cui proprio Ted Cruz, a suo tempo, contava di capitalizzare per sconfiggere -o almeno tentare di rallentare- il magnate. Ma con Cruz fuori dai giochi, Trump ha lentamente accresciuto la sua popolarità tra gli elettori delle primarie, e i risultati di stanotte confermano questa tendenza.

La sfida allora sarà ancora quella di riunire, una volta per tutte, il partito dietro la scomoda figura di Donald Trump, se non altro per dare del reale filo da torcere a Hillary Clinton, probabile nomination democratica. Un partito diviso consegnerebbe senza troppi sforzi le chiavi della Casa Bianca all’ex first lady, e questo scenario non è certamente auspicabile per nessuna delle anime repubblicane.

Intanto, fuori dal raduno del magnate ad Albuquerque, New Mexico, si è accesa la protesta.

credits: Albuquerque Journal

Un centinaio di contestatori ha infranto le barricate della Polizia e ha tentato di prendere d’assalto il raduno del magnate newyorchese a Albuquerque, giusto pochi attimi prima che Trump calcasse il palco per ringraziare i sostenitori per l’ennesima vittoria consegnatagli.

Cartelli di protesta, cori contro ‘The Donald’, magliette e bottiglie bruciate. Questo è lo scenario che si è palesato di fronte alla Polizia del New Mexico, che ha, quindi, deciso di lanciare del fumo sulla folla.
Trump ha iniziato il suo discorso alle 19.20, ma è stato frequentemente interrotto da cori di protesta, e dal palco ha esortato la security a cacciare i contestatori.

Sul fronte democratico, possiamo parlare di un voto sostanzialmente inutile. Washington ha, infatti, una delle primarie più macchinose e confusionarie. I repubblicani hanno scelto di spartirsi i voti durante le primarie, mentre i democratici avevano deciso di distribuire i delegati durante il caucus del 26 marzo, quando il Senatore Bernie Sanders aveva conquistano tutte le 39 province. Quindi, Sanders si presenterà alla convention nazionale con ben 74 delegati provenienti dallo Stato di Washington, la Clinton con 27, ai quali si sommano la maggior parte dei 17 superdelegati posti in palio dallo Stato.

La conta dei delegati vede, allora, Trump a un soffio dalla nomination, con 1.196 delegati su 1.237 necessari. La Clinton è a 2.287, Sanders a 1.490 -ai democratici servono 2.383 delegati per ottenere la nomination.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->