sabato, Luglio 31

Wahhabismo, le radici dell’odio Quando una devianza religiosa diventa fonte di estremismo e radicalismo

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Beirut Il terrorismo è un nemico reale del mondo civile e della gente che va al di là di classi sociali, credi, etnie e appartenenze politiche. Testimonianza di questo male che ci assedia è il triplice attacco da parte degli estremisti dell’ISIS il 26 giugno a Lione, a Sousse (Tunisia) e in Kuwait. Le forze politiche occidentali, in particolare l’estrema destra, probabilmente sfrutteranno l’attacco alla Francia per portare avanti i loro piani di sicurezza, invitando il mondo occidentale a temere e a ripudiare i musulmani poiché questi, a loro volta, tramano contro le libertà civili e i diritti umani dei cittadini. Molti non riusciranno a riconoscere da quale parte alberga il vero mostro.

Ridurre la crisi terroristica mondiale islamica a poche menti deviate che si autodefiniscono musulmani, è ridicolo quasi quanto incolpare la Bibbia o l’intera cristianità per gli abusi dell’inquisizione spagnola. Ci sono oltre 1,6 miliardi di musulmani nel mondo, di cui meno dello 0,5% si è votato alla bandiera nera dell’ISIS. Marchiare il 23% della popolazione mondiale come criminali religiosi ricade sotto la stessa logica delle ideologie terroristiche fondate su pregiudizio e discriminazione, alla base dell’esercito dell’ISIS. L’emarginazione è un’epidemia che non deve essere perpetuata perché è costata al mondo troppo sangue. Nel corso della storia gli uomini hanno abusato largamente del nome di Dio e della religione per i propri obiettivi egoistici, rivendicando la santità come scudo contro le critiche e, allo stesso tempo, traviando le sacre scritture per una sottomissione totale delle comunità. Dove la religione offre la libertà, il bigottismo ha sempre e solo ambito alla schiavitù e all’abuso.

L’Islam, come in passato ebraismo e cristianesimo, porta un messaggio di pace e compassione; l’interpretazione degli uomini non toglie nulla al suo messaggio semmai dice di più sulla nostra capacità o incapacità come popolo di rispettare la santità della fede.

Se le religioni sono un riflesso del divino, la nostra pratica religiosa ha dimostrato di essere intrinsecamente viziata, da qui la nostra capacità di usare Dio per produrre dogmatismo. Il terrorismo etichettato come fondamentalismo islamico non potrebbe essere più lontano dall’Islam. Tutto quel che riguarda l’ISIS e le sue sorelle in abominio, dalle promesse sanguinose ai crimini efferati dei suoi militanti contro l’umanità, è una negazione dei principi dell’Islam.

Dato che odio e paura stanno rapidamente sostituendo ragione e logica è ora che tutti impariamo a conoscere le radici e la forza trainante di questa mostruosità, il Wahhabismo. Se, infatti, il nostro obiettivo è quello di sradicare il terrorismo, potremmo iniziare da dove questo viene allevato invece di attribuire colpe ingiustificate. L’Islam detestato dal mondo è in realtà una perversione nata nel deserto di Nejd in Arabia Saudita nel XVIII secolo. Tale ideologia che musulmani e non hanno ugualmente temuto e disprezzato non è altro che una devianza religiosa costruita e radicata nell’odio.

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