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Così tra supercàzzora e metasemantica il maestoso progetto di Orfeo Bettazzoni si è costruito quotidianamente sotto ogni aspetto anche a partire dal suo antico rapporto con letterati come Fosco Maraini, sostanziandosi in una gnòsi delle fànfole che si sussume nel Lonfo. Il Lonfo non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta, ma quando soffia il bego a bisce bisce, sdilenca un poco e gnagio s’archipatta. È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna arrafferia malversa e sofolenta! Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna, se lugri ti botalla e ti criventa. Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto, che bete e zugghia e fonca nei trombazzi, fa legica busia, fa gisbuto; e quasi quasi in segno di sberdazzi gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto t’ alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi. E poi il nostro assieme a Tommaso Landolfi a partire da strade rare e desuete continua ad esercitarsi in una glossolalia di continua sorpresa, una passeggiata o forse solo una conferenza personalfilologicodrammatica con implicazioni. Ché se una moglie può essere agli scappini, il garzone capruggina e la fante prepara la bozzima. Murcido, perfino un po’ gordo, ma una tal calma, mal rotta da zombare o radi cuiussi del giardiniere col terzomo, può fare l’effetto di un malagma o di un dropace. Meglio uscire invertudiandosi, facendo magari due passi fino alla fodina. In verità siamo ormai disavvezzi agli spettacoli naturali ed è perciò da ultimo che siamo tutti così magoghi e ci va via il mitidio. Varrebbe proprio la pena essere uomini di mobole, non fosse che a guardare i suoi magolati non si va neppure a spasso in cerca di un vero pigo. In realtà oggi di quegli arfasatti e di quelle ciammengole o manimorce non se ne trova più a giro, né servon drusce per far parlare perdendo anche la bella e pura lingua di una volta, dei tempi delle lagene brematurate come se fosse antani nel nostro inquietante mar delle blatte.

Tirando iniziali conclusioni da questa riproposizione delle figura e del ruolo di Orfeo Bettazzoni ci rifacciamo a Marcello Lojacono e Corrado Casco che grazie a lui si collegavano al «lasciatemi divertire» di Aldo Palazzeschi applicandolo all’italica politica. E sostenendo che «un uomo come Orfeo Bettazzoni se non esistesse bisognerebbe inventarlo». Forse a tal motivo questo straordinario personaggio afferma di se stesso di «essersi inventato» per il bene dell’Italia «seppure a spese dalla mia inesistenza in cui stavo felice e sconosciuto», come lo descriveva l’amico di nottate romane Gabriel García Márquez. «Ma quando il dovere chiama, una persona perbene non può che porre da parte i propri personali interessi e mettersi a disposizione per quanto questo possa essere scomodo e costare». In questo modo Orfeo Bettazzoni continua a dare il proprio apporto al nostro Paese, ed ai tanti Paesi dell’Europa e del Mondo che a lui guardano con speranza, invidiandocelo. Convinti che davvero un giorno si possa andare «verso un regno dove buongiorno vuol dire veramente ‘Buon giorno’», viaggio in realtà possibile solo se quel ‘Regno’ ce lo costruiamo giorno per giorno con le nostre mani. E noi che abbiamo l’immeritata fortuna di avere un Orfeo Bettazzoni teniamocelo dunque ben stretto, anche se non egoisticamente, valorizzandone le incomparabili qualità e capacità. Da subito, da queste imminentissime elezioni comunali e per tutti gli altri appuntamenti politici e sociali che in stretta connessione temporale ci attendono. Così, giusto per provare almeno ad indicare attraverso Orfeo Bettazzoni, e i tanti possibili Orfeo Bettazzoni, una prospettiva di speranza a questo nostro scombiccherato strapaese delle meraviglie. Ché se come in ‘Spartacus’ fossero in tanti ad alzarsi rivendicando «Orfeo Bettazzoni sono io»…

E, dunque, in questo Maggio e Giugno 2016

da Lunedì 30 Maggio a Venerdì 3 Giugno

Lunedì 30 Maggio
Orfeo Bettazzoni presenta il suo ‘Manifesto per la rinascita dell’Italia, e non solo’. Viva, vivissima commozione dalle Alpi al Lilibeo. E non solo.

Martedì 31
Orfeo Bettazzoni dona a un povero metà del proprio mantello, poi torna indietro e dona a un altro anche l’altra metà.

Mercoledì 1 Giugno
Orfeo Bettazzoni dona a Francesco metà del proprio patrimonio, quindi torna indietro e lo benedice. Il Papa, commosso, ringrazia assicurando che la ‘fama di laica santità’ in vita dell’illustre ospite è già essa stessa garanzia di santità.

Giovedì 2
Orfeo Bettazzoni suggerisce al Commissario Tecnico della Nazionale italiana di calcio, Antonio Conte, la giusta formazione per vincere l’imminente competizione di Euro 2016, pur alla guida di una squadra debole e decimata dagli infortuni. Se seguirà le sue indicazioni inevitabilmente vinceremo, in caso contrario l’unica spiegazione sarà che avrà malauguratamente fatto di testa sua.

Venerdì 3
Si chiude la campagna elettorale. Orfeo Bettazzoni non c’è, ma è come e più che se ci fosse.

E poi
Sabato 4 e Domenica 5
Domenica e si vota (dalle 7 alle 23) per le Elezioni amministrative di oltre 1300 Comuni in tutta Italia. Finalmente.

E la prossima settimana
da Lunedì 6 a Domenica 12
Speriamo in Orfeo Bettazzoni. O in qualche altro miracolo. Ad esempio in noi stessi.

Giugno che sei maturità dell’anno, di te ringrazio Iddio: in un tuo giorno, sotto al sole caldo, potevo nascer io (e comunque, pochi giorni ancora poi è successo). Con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro, con le tue spighe doni all’uomo il pane, alle femmine l’oro. Peccato che non tornerai mai più, ché quando ti ripresenterai nuovamente, diverso sarai tu, diversi noi. Facciamocene una ragione, purtroppo o per fortuna che sia.

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