mercoledì, Dicembre 8

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Nonostante questa immane attività politica Orfeo Bettazzoni non ha mai dismesso il proprio ruolo di studioso e scienziato. Assieme a Domenico Baccheschi e Lidia Mantova (che di Baccheschi fu cugina, amante clandestina a motivo del primo, infelice, matrimonio di lui con Mariapia Dancelli, ed infine moglie premurosa) ebbe ad impostare, antesignano in Italia e nel mondo, straordinari studi astronomici che poi lasciò alla coppia portare a compimento. In particolare quelli sulle ‘variabili cefeidi’, vale a dire le stelle appartenenti ad una classe dalle variabili notevoli per la correlazione strettissima tra il loro periodo di variabilità e la luminosità stellare assoluta, che permettono in virtù della notevole precisione con cui ne viene misurato il periodo pulsazionale di essere utilizzate come ‘candele standard’ per determinare la distanza degli ammassi globulari e delle galassie cui appartengono poiché la relazione periodo-luminosità può essere calibrata in relazione ad altre cefeidi vicine così accuratamente che le distanze definite risultano di grande esattezza. Studi che ebbero notoriamente a dare essenziale fondamento al riscatto delle masse popolari di tutto il mondo: non v’è infatti chi non veda l’importanza della trasposizione di un simile apporto alla moderna politologia della rivolta ed alla macroeconomia terzomondista.

Quanto al lato più personale, il tenero Orfeo Bettazzoni è stato felicemente seppur brevemente sposato con Maria Pocchiola. Chi era Maria Pocchiola? Noi tutti ben lo sappiamo, ché pur avendo dell’uomo la forza di volontà ella era profondamente donna. Noi tutti sappiamo chi era e dove si trova oggi il suo retaggio tanto legato alla nostra bandiera. Il felice legame, che tanta feconda ed operosa quiete aveva arrecato alla vita del nostro impetuoso ed operoso eroe, si è purtroppo interrotto a causa della tragica scomparsa d’ella tra i flutti del natio fiume Po mentre tentava, riuscendoci, di salvare tre pargoli dai flutti mulinellanti. Degna sposa di tanto sposo. Le acque non ebbero però di lei pietà, o forse solo non vollero rinunciare a quel delizioso, intimo abbraccio, conservando per sempre tra le proprie braccia quel florido e sinuoso corpo. Lui ne fu duramente provato, né furono più che tanto di conforto le cure e gli amorosi sensi che ebbero immediatamente e costantemente a fornirgli dilettevoli amiche come Serena Grandi e Stefania Sandrelli (che già lo avevano amato prima del monogamico incontro redentore con la cara Maria), né le più a noi coeve Monica Bellucci e Valeria Golino, sino all’ieri ed all’oggi, alle fresche bellezze internazionali di Scarlett Johansson e Kim Kardashian o delle nostrane Ambra Angiolini e Federica Pellegrini. Non si può tacere il legame di antica data, e tuttora in corso, con la Presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, e le più recenti voci della partecipazioni a questo torrido menage anche della Cancelliera tedesca, Angela Merkel. Sia realtà o meno non sapremmo dire (cioè sapremmo, ma discrezione ci impone riservatezza), però riprendendo una celebre affermazione di Mario Pannunzio se non vera almeno meravigliosamente inventata, possiamo ben sostenere che «se lo fa ha certamente un buon motivo politico». E non sembra a questo proposito casuale la quasi venerazione che nutrono per lui i dirigenti d’ogni colore della Grecia, a partire da capo del Governo Alexīs Tsipras, e l’amore dell’intero popolo indipendentemente dalla appartenenza politica. Tutti fondatamente convinti che soprattutto grazie al suo intervento sia stato evitato negli ultimi anni e mesi lo strangolamento economico dell’ellade.

In ogni caso ogni anno il 19 ottobre, anniversario della ‘tragica scomparsa’, Orfeo Bettazzoni torna su quella infausta riva del Grande fiume gettando ogni volta tra i flutti un mazzo di fiori ed una fede nuziale, esattamente rimodellata su quella originale, sostenendo che non di morte si tratti nel caso del suo amato bene, quanto appunto di scomparsa, e che la sua Maria potrebbe da quelle acque riemergere sorridente e viva. Delicata follia, cui soccorre a complemento il fatto che egli non abbia mia voluto avviare le pratiche che ne dichiarassero la morte presunta, facendone in questo modo l’eroe di generazioni di romantiche donne e giovinette che credevano e credono nell’amore eterno e puro. Il fatto che qualche acido malpensante sia arrivato a sostenere pubblicamente che lo ‘sposo eterno’ della sua Maria sia in realtà «un gran paraculo che continua ad approfittare del tragico evento per intingere il biscotto a destra e manca senza correre il rischio di farsi incastrare da nessuna», dimostra unicamente a quale livello di meschinità il nostro meraviglioso e sciagurato Paese possa a volte ridursi. Nel ‘Don Giovanni’ di Mozart e Lorenzo Da Ponte il malcapitato Leporello, che deve rivelare a una delle vittime del suo padrone la realtà del suo agire da seduttore, esordisce con un «Madama veramente in questo mondo, conciòssiacosaquandofosseché, il quadro non è tondo». E solo in questo modo noi pure ci sentiamo di replicare.

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