lunedì, Settembre 20

Volubilità finanziaria in Indonesia C'è un andamento positivo ma il Paese è fragile

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Nel quadrante Sud Est asiatico, l’Indonesia e la sua economia si pongono come la nuova frontiera dello sviluppo economico e finanziario in chiave asiatica, un differente punto di vista, quindi, finora sostenuto da un successo di grandi proporzioni nella esangue scena economica mondiale. Ma non è tutto oro quel che luccica, verrebbe da aggiungere. L’economia indonesiana, infatti, proprio nel bel mezzo della crisi globale ha anche elementi al proprio interno di fragilità e volatilità. Il nuovo capo economista della Asian Development Bank  Wei Shang-Jin è stato chiaro: l’Indonesia potrebbe subire uno shock di proporzioni tutt’altro che trascurabili, il prossimo anno, a causa di un progressivo flusso in uscita di investimenti a favore di mercati emergenti ed esteri che potrebbero risultare convenienti, quindi parecchio mutati in termini di riorientamento. Nel corso di una intervista tenutasi con i media locali Martedì scorso, l’appena nominato nuovo capo degli economisti della Asian Development Bank ha identificato la nuova linea di tendenza dei tassi di interesse globali che, nelle sue parole, potrebbero essere visti come una minaccia vera e propria che giunge dall’estero nei confronti dei fattori attivi della politica economica indonesiana.

«Vi sarà uno shock», ha messo in guardia Wei, oltretutto professore di Economia e Finanza presso la Columbia University di New York, il quale è stato poi eletto a capo degli economisti della Asian Development Bank lo scorso 6 Agosto. «Una crescita dei tessi di interesse degli Stati Uniti potrebbe causare una immissione di capitali fuori dai mercati emergenti, compresa l’Indonesia, capitali che tornerebbero negli Stati Uniti», ha aggiunto il professore.

Quando gli è stato chiesto quale sia la sua più grande preoccupazione a proposito dell’economia indonesiana, il professor Wei ha risposto che la Nazione è particolarmente vulnerabile nei confronti di un ambiente più vasto caratterizzato da una più stretta liquidità monetaria a causa della sua struttura nel flusso di capitale. Una ampia frazione del financing nella bilancia estera dell’Indonesia proviene ancor oggi da un portfolio a breve termine invece che da investimenti stranieri a lungo termine, secondo il punto di vista del Professor Wei.

Mentre si assiste ad un ampliamento del suo deficit di conto corrente, l’Indonesia ha segnato un surplus di 4.3 miliardi di Dollari USA nella bilancia dei pagamenti tra Aprile e Giugno, grazie al notevole surplus di 15.5 miliardi di Dollari USA derivanti dal suo conto capitale. Dal surplus di conto corrente, il portfolio degli investimenti, che comprende anche il cosiddetto “denaro caldo”, ha accantonato titoli fino a raggiungere un tetto di 7.7 milioni di Dollari USA mentre gli Investi Stranieri Diretti permangono intorno ai 4.8 miliardi di Dollari USA.

«Certo, si potrebbe dire che da un punto di vista economico che la struttura dei flussi di capitale è qualcosa da seguire nel tempo», ha aggiunto Wei. «Nel caso in cui gli investitori stranieri si fermino nel finanziare il deficit di conto corrente, cosa si dovrebbe fare? ».

Il tasso dei Fondi Federali, un tasso di interesse di riferimento negli Stati Uniti, attualmente permane ad un livello basso record di 0-0.25 per cento, mentre la Federal Reserve segnala la possibilità di un ulteriore innalzamento nel prossimo anno, in linea con il progresso positivo nel miglioramento dell’economia degli Stati Uniti.

 

 

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