martedì, 7 Febbraio
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Volodymyr Zelensky: il Grillo di Ucraina

Domenica l’Ucraina andrà alle urne per eleggere il suo capo dello Stato.  Sembra predestinato alla Presidenza il terzo incomodo, il quarantunenne Volodymyr Zelensky, un nuovo venuto, sconosciuto fino a ieri almeno all’estero, che gode dei favori del pronostico, sorprendenti ma neanche poi tanto dato il contesto nazionale e una certa aria che tira un po’ dovunque nel mondo. Il più popolare comico ucraino sceso in campo come campione del populismo e della lotta a fondo contro la corruzione e il malaffare, gli oligarchi e la ‘casta’ in generale e così via.

Per cui, inutile dirlo, la sua comparsa impone il paragone con Beppe Grillo, benchè a differenza del fondatore dell’M5S Zelenskij, forte dei 2,7 milioni di suoi followers su Istagram, non si limiti al ruolo di padrino o padre nobile di un movimento capace, nel caso italiano, di assurgere alla maggioranza relativa in parlamento già al secondo tentativo di sfondare. Per l’imitatore di Kiev le promesse analoghe non mancano, visto che i sondaggi gli assegnano il primo posto tra i candidati, lasciando indietro sia Poroscenko sia Timoscenko nell’ordine. E, soprattutto, in caso di ballottaggio, lo danno probabile vincitore su entrambi.

Certo, a proposito di Grillo e dei grillini, quali che siano le perplessità, quanto meno, sollevate dai loro propositi e dal loro operato, non è ancora circolato il sospetto che siano al servizio di qualche potentato italiano o straniero, mentre lo stesso non si può dire di Zelenskij. Notoriamente socio in affari, di spettacolo e altro, di Igor Kolomojskij, uno dei più ingombranti e chiacchierati oligarchi ucraini, nemico giurato di Poroscenko, l’ambizioso comico assicura di sapere ben distinguere tra affari e politica e, ad esempio, di non avere alcuna intenzione di restituire a Kolomojskij una banca, la più grossa del Paese, nazionalizzata nel 2016.

Inoltre, richiesto di fornire chiarimenti circa certi suoi interessi in Russia e certe sue frequentazioni politiche in passato, ha negato la presenza di qualsiasi scheletro nel suo armadio e, quanto alla questione nazionale oggi più scottante, si è limitato a promettere che, se sarà eletto, cercherà di risolverla trattando direttamente con Vladimir Putin.

Resta dunque da vedere se, come nel suo serial televisivo ‘Servitore del popolo‘, che furoreggia da tempo e il cui protagonista diventa Presidente della Repubblica, anche Zelenskij riuscirà a sedurre gli elettori dopo i telespettatori, e se poi riuscirà altresì a compiere miracoli che non sembrano ancora alla portata di chiunque altro, fugando naturalmente dubbi e sospetti. Alla Provvidenza, come si sa, non è il caso di porre limiti.

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