sabato, Maggio 8

Volano i pagamenti con smartphone

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Gli italiani vivono ancora un rapporto difficile con le carte di credito e con la moneta elettronica. Ma hanno al tempo stesso un grande feeling con il loro smartphone. La nuova frontiera dei pagamenti dematerializzati sta allora diventando il cosiddetto ‘contactless’ attraverso il cellulare e le Sim di nuova generazione, dotate di Ncf (il chip per l’integrazione delle carte). Avete presente i terminali Pos (Point of sale) che ormai si trovano in tutti gli esercizi commerciali e nei quali strisciamo le nostre carte? Bene, uno su quattro, circa 500mila, si avvale di una tecnologia contactless che consente di effettuare pagamenti anche solo accostando i telefonini abilitati. I Pos con questa caratteristica sono raddoppiati nel 2015 rispetto al 2014 e ci collocano tra i Paesi meglio attrezzati in tal senso. Mentre gli italiani che hanno uno smartphone abilitato ai pagamenti contactless sono ormai oltre 16 milioni, con un incremento del 33% rispetto al 2014 (dati dell’Osservatorio mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano).

Vodafone (circa 25 milioni di clienti) è stato il primo operatore a fiutare l’affare e proprio la settimana scorsa ha preso corpo l’accordo con Paypal che consente, per la prima volta nella Penisola, di pagare in mobilità con Android – per chi ha un account Paypal, attraverso Vodafone Pay – presso ogni attività commerciale in cui siano accettate le carte Visa contactless. Una svolta, ad esempio, per molti ragazzi che hanno già un profilo Paypal, ma ancora non hanno carte di credito. Un servizio che Vodafone aggiunge alla possibilità di pagamenti in mobilità attraverso i circuiti Visa e MasterCard. Vodafone Pay è infatti il ramo dell’operatore telefonico dedicato alle transazioni tramite l’applicazione Vodafone Wallet, disponibile su Google Play e compatibile con la maggior parte degli smartphone Android dotati di una Sim Ncf Vodafone.

Grazie all’intesa con l’operatore telefonico, gli utenti PayPal possono adesso collegare il proprio account PayPal a Vodafone Pay e comprare beni o servizi grazie ai milioni di Pos contactless che accettano carte Visa in tutto il mondo, semplicemente accostando il proprio cellulare al terminale, anche senza aprire l’applicazione. Inoltre, non sarà più richiesta l’esibizione di dati e documenti sensibili durante i pagamenti. Sarà possibile pure crearsi un account Paypal direttamente all’interno dell’applicazione di Vodafone e pagare in ogni esercizio in cui sia presente il logo Visa contactless.

Al termine di tutte le operazioni, l’utente riceve immediatamente una notifica con l’esito dell’acquisto e può anche accedere all’app Vodafone Pay per visualizzare lo storico delle spese effettuate, con tutti i dettagli. I dati vengono salvati sulla Sim e non sul telefono. Dunque, in caso di smarrimento del cellulare, sarà sufficiente chiamare il servizio clienti Vodafone per bloccare la scheda e il servizio Vodafone Pay. Quest’ultimo è stato lanciato nel febbraio scorso, mentre Vodafone Wallet, l’applicazione che risale al 2013, oltre alla funzione dedicata ai pagamenti, ha al suo interno le sezioni Carta Fedeltà e Trasporti, ed è disponibile pure in Spagna, Regno Unito, Germania e Paesi Bassi. La partnership con Paypal, invece, ha debuttato in prima battuta in Spagna nell’aprile scorso.

Il boom di Internet in Italia si è avvalso in maniera decisiva della navigazione in mobilità. Allora, è possibile immaginare che gli smartphone giocheranno un ruolo chiave anche nella diffusione dei pagamenti con moneta elettronica. Il numero delle carte di credito in Italia è ormai abbastanza allineato a quello degli altri Paesi europei, ma la diffidenza culturale resta alta e le transazioni sono tuttora inferiori. Nel 2015 il loro valore è stato comunque pari a 164 miliardi. Mentre di 3,3 miliardi di euro è il volume dei pagamenti attraverso moneta digitale in mobilità: una cifra che si stima possa raggiungere i 12 miliardi fra tre anni. Malgrado ciò, l’utente italiano utilizza mediamente la propria carta di pagamento  solamente per 30 operazioni all’anno, mentre il livello tipo dell’Unione europea è di 86 volte in un anno, con i picchi scandinavi di 250 transazioni in Svezia, 243 in Danimarca e 225 in Finlandia. Peggio di noi, in classifica, ci sono soltanto Romania, Grecia e Bulgaria.

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