lunedì, Ottobre 25

Voglio un’isola tutta per me 40

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Se in Canada si può comprare un’isola per soli 29mila euro, in Italia le quotazioni non sono mai inferiori a due/tre milioni di euro. Ecco cosa offre attualmente il mercato di casa nostra, dove la scarsità dell’offerta spinge in alto i prezzi

Un’isola di proprietà? Leonardo di Caprio ne possiede una, la Blackadore Cay, nel Belize; il mago David Copperfield è invece proprietario di Musha Cay nelle Bahamas, mentre Mel Gibson si è comprato Mago Island alle Fiji, e il fondatore della Virgin, Richard Branson, ha acquistato, tra le altre sparse sul globo, Mosquito Island e Necker Island, nelle isole Vergini Britanniche. Il multimiliardario inglese, da grande affarista qual è, ha messo a frutto l’investimento aprendo la seconda ai turisti che possono affittarla per intero a circa 60mila dollari (poco più di 45mila euro) a notte. Cifra che non si può certo definire low cost ma che non è proibitiva se si considera che questo piccolo gioiello tropicale può ospitare una trentina di persone nelle lussuose casette in stile balinese fatte costruire da sir Branson, che aveva comprato negli anni 70 l’isola, oggi valutata intorno ai 100 milioni di dollari (più o meno 76 milioni di euro), per sole 180mila sterline, cioè nemmeno 230mila euro.

Contrariamente a quanto si può pensare, il sogno di un’isola di proprietà non è per soli ricchi. Anche se va detto che, per trovare offerte davvero abbordabili, è necessario guardare fuori dai confini italiani e, più in generale, oltre il bacino del Mediterraneo. Il sito specializzato privateislandsonline.com propone, ad esempio, per 79mila euro Alligator Cave Barcel, nel Belize; mentre Hemlow Island, in Canada è offerta a soli 29mila euro, e, più vicino a casa nostra, Mannion Island, di fronte alle coste dell’Irlanda, ne costa 150mila.

I prezzi crescono, come si diceva, nel Mediterraneo dove la scarsa offerta fa lievitare i prezzi ed è difficile cavarsela con meno di due/tre milioni di euro. In Italia, poi, alle quotazioni elevate si aggiungono problematiche di carattere ambientale e paesaggistiche ma non solo, come dimostrano i casi recenti dell’isola di Budelli nell’arcipelago della Maddalena e dell’isola Dino al largo di Praia di Mare, in provincia di Cosenza. La prima, famosa per la sua sabbia rosa, acquistata all’asta per circa tre milioni di euro dal magnate neozelandese Michael Harte dopo il fallimento della società milanese che ne era proprietaria, ritornerà infatti pubblica dopo che il Tribunale di Tempio ha riconosciuto all’Ente Parco di La Maddalena il diritto di prelazione. La seconda, acquistata nel 1962 da Gianni Agnelli, che voleva trasformarla in un polo turistico di lusso (progetto mai partito), è invece tornata allo Stato dopo una battaglia giudiziaria durata decenni.

“Al largo delle fasce costiere della Sardegna e della Corsica, isole in vendita non ce ne sono e la scarsità di offerta che caratterizza il Mediterraneo spinge i prezzi verso l’alto” conferma Giancarlo Bracco, fondatore di Immobilsarda Per quanto riguarda l’Italia, c’è inoltre sempre il rischio che un ente pubblico o privato possa reclamare il diritto di prelazione anche se l’isola messa sul mercato è di un privato. D’altra parte, le isole sono poche, tutelate e funzionano bene. La nostra cultura porta ad avere questa unicità. Il consiglio è comunque di procedere sempre con le opportune verifiche prima di comprare per non incorrere in incauti acquisti”.

Immobilsarda gestisce la vendita dell’isola di Marinella, nel cuore della Costa Smeralda, a pochi minuti da Porto Rotondo. Più che di un’isola vera e propria si tratta di una penisola unita da un istmo alla terraferma, con due ettari di terreno, spiaggia di sabbia, due ville, appartamenti, attracco e mare cristallino. I proprietari stanno però pensando di ritirarla dal mercato, orientandosi su scelte diverse. La quotazione non è disponibile ma si parla di non meno di 6/7 milioni di euro.

“Non esiste un elenco delle isole in vendita in Italia” spiega Andrea Polo, direttore comunicazione del Gruppo Immobiliare.it, “ anche perché occorre distinguere tra quelle private, e che quindi come tali vengono messe sul mercato tramite i circuiti di compravendita immobiliare tradizionali, e le altre di proprietà dello Stato”.

Sul portale dedicato al lusso di immobiliare.it, Luxuryestate.com, si trova l’annuncio della messa in vendita dell’isola di Santo Stefano, la più piccola dell’arcipelago Pontino che ospita il Carcere Borbonico dove fu confinato Sandro Pertini. L’isola, un’oasi naturalistica nel cuore del Golfo di Gaeta tra il Lazio e la Campania, si estende per 28 ettari, dei quali tre, quelli dell’ex cittadella carceraria, sono di proprietà del Demanio. Il prezzo non è stato comunicato ma la prima volta che Santo Stefano fu messa sul mercato la richiesta viaggiava intorno ai 20 milioni di euro.

Ci vogliono invece 2milioni e 300mila euro per acquistare l’isola delle Sirene, rarissima proprietà di 3.500 mq dalla particolare forma a uovo, al largo di Taormina, sulla quale, precisa Fabrizio Vitellino, dell’agenzia Buy in Sicily che gestisce l’operazione “sono state fatte come sempre tutte le adeguate verifiche al fine di appurare che l’immobile fosse libero da qualsiasi vincolo”. Sull’isola delle Sirene, dotata di piccolo porticciolo, sono presenti due fabbricati rurali che offrono la possibilità di realizzare una villa sul tetto dell’isola e una piccola dependance nei pressi del porticciolo stesso. Opportunità, questa, che va tenuta in considerazione perché “il prezzo di vendita delle isole” dice ancora Polodipende molto dalle dimensioni ma anche dalle potenzialità che queste hanno: in alcuni casi è possibile realizzare degli immobili, ma più spesso non si può nemmeno avere energia elettrica o far presenziare un alto numero di persone”.

Come dire che, se c’è la possibilità di costruire, il prezzo di vendita cresce e a questo vanno aggiunte le spese per la realizzazione di immobili. Così come sono da valutare l’eventuale assenza di acqua ed energia elettrica che, se da portare, sempre che sia possibile, incidono e non poco sul costo finale di tutta l’operazione.

E ancora, due isole private in vendita si trovano nella Laguna di Grado. La prima, di 80mila mq, è dotata di un progetto di massima già approvato dal Comune, per la costruzione di un centinaio di villette, ristoranti, bar e altri servizi oltre a una darsena per imbarcazioni di piccolo cabotaggio. La richiesta per questo immobile, proposto dal sito islands.glo-con.com, è di 14 milioni di euro. Più abbordabile, sempre nella Laguna di Grado, è l’isola Ravaiarina la cui vendita è gestita da Vladi private islands. L’immobile che potrebbe essere destinato alla realizzazione di un complesso turistico è proposto a tre milioni di euro.

Vengono invece messe generalmente all’asta le isole di proprietà pubblica che lo Stato vende per reperire risorse. Al momento, fa parte di questa tipologia di beni l’isola di Poveglia, nella Laguna sud di Venezia, per la quale il Demanio assegna al miglior offerente il diritto di superficie per 99 anni. L’asta, che si è svolta nel maggio scorso, non ha dato tuttavia esito positivo. L’operazione rientrava nel primo Bando Unico a offerta libera attraverso la procedura telematica delle aste online e riconosceva alle cinque migliori offerte la possibilità di partecipare alla fase d’asta successiva dei rilanci elettronici. Nel caso di Poveglia, delle tre offerte pervenute, l’Agenzia ne del Demanio ha ritenute valide, in quanto conformi ai criteri formali stabiliti dal bando, quella da 160mila euro dell’Associazione ‘Poveglia per tutti’, costituita da una ‘cordata’ di cittadini intenzionati a preoccuparsi del futuro dell’isola, previo versamento di 99 euro a testa, e quella da 513mila euro dell’imprenditore Luigi Brugnaro. Le due offerte valide hanno quindi partecipato alla successiva fase di rilancio che ha confermato l’offerta di Brugnaro come la più alta ma, al tempo stesso, non sufficientemente congrua. L’asta è stata perciò sospesa, in attesa di nuove decisioni da parte del Demanio.

 

 

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