giovedì, Luglio 29

Vogliamo Pace in Medio Oriente image

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Un antico detto latino (Vegezio) recita: «si vis pacem, para bellum» se vuoi la pace, prepara la guerra»). Noi crediamo che non debba essere così e rispondiamo: chi vuole la pace deve lavorare per costruirla e difenderla.

A poche ore da una tregua – che si dice definitiva – tra Israele e Hamas, speriamo di poter chiudere la copertura dello speciale sulla nuova guerra Israelo-Palestinese ringraziando tutti i colleghi e i corrispondenti che hanno contribuito allo speciale e che naturalmente continueranno a offrire una copertura delle notizie da diversi paesi del mondo: Gabriele ABBONDANZA, Antonella APPIANO, Rachida BENMEDDOUR, Fabio CASTIGLIONE, Michela FORTINI, Hala HINDAWI, Marita KASSIS, Shaike KOMORNIK, Flaminia MANCINELLI, Valeria MARCHETTI, Anneliese MCCAULIFFE, Claudio MOFFA, Thabata MOLINA, Pasquale NAPOLITANO, Nouran SALLAM, Catherine SHAKDAM, Shorsh SURME. Speciale a cura di Valeria NOLI – responsabile redazione esteri e traduzioni per L’Indro.

Non dimentichiamo gli altri conflitti in corso, speriamo che almeno questo sia davvero finito.
 

Introduzione 14.07. 2014 Israele-Palestina: storia di una guerra annunciata

Il conflitto arabo-palestinese che da quasi un secolo avvelena la Terra Santa: ricostruzione della storia e reportage da Gaza.
Qui non piove acqua, sono bombe. La paura si diffonde anche in Israele. Scene di panico, e uomini, e donne e bambini che fuggono, piangono, urlano, corrono a cercare un riparo, i palestinesi dall’ira israeliana, gli israeliani dall’ira di Hamas. Il sentimento di vendetta e la gioia per la vittoria si alternano ai due lati del confine

Rachida Benmeddour (Corrispondente da Gaza) e Valeria Noli

 

25.08.2014 – Gaza: si combatte da 45 giorni

Una settimana fa sembrava che i ‘fuochi di guerra’ si stessero per spegnere e che una specie di accordo stesse per essere firmato al Cairo. Alcuni giornali egiziani hanno pubblicato gli 11 punti dell’accordo -probabilmente filtrato grazie a qualche mediatore egiziano. Cosa è andato storto? Perché sono ricominciati i combattimenti?

Shaike Komornik (Corrispondente da Tel Aviv)

 

21.08.2014 – ISIS: il franchising dei Servizi? 

L’identikit ‘completo’ del terrorista con accento londinese e di nazionalità britannica che ha assassinato James Foley è la chiave di volta, o per meglio dire il ‘simbolo’, su cui ragionare per cercare di capire dove sta andando l’Occidente nella sua da sempre ambigua e confusa (volutamente confusa) lotta al ‘terrorismo islamico’.

Claudio Moffa

 

19.08.2014 – Versus Israel

Israele è riuscita ad unire sinistra ed estremisti di destra. Riflettiamo un attimo sulla situazione che vediamo evolversi sotto gli occhi: è qualcosa di inedito. Una vita non per cercare una soluzione, ma per capire i risvolti i meccanismi e gli interessi economici sottesi a questa tragedia, a cercare di identificare dove fosse il torto e dove la ragione.

Flaminia Mancinelli

 

13.08.2014 – Le crisi mediorientali viste dall’Australia

Nonostante il ruolo di potenza regionale nel Pacifico Meridionale, l’Australia segue attentamente gli sviluppi delle crisi mediorientali. La questione palestinese vede Canberra su posizioni filo-israeliane e l’opinione pubblica maggiormente critica verso Israele, mentre l’espansione dell’ISIS produce risposte più coese. Confermato l’impegno umanitario in Iraq, in forse quello militare.

Gabriele Abbondanza

 

13.08.2014 – Israele-Palestina: M-346 Alenia Aermacchi a Gaza?

La vicenda dei velivoli prodotti dall’Italia e acquistati da Israele nei servizi di Fabio Castiglione e Pasquale Napolitano

Redazione

 

12.08.2014 – L’Italia arma il conflitto israelo-palestinese?

Dal Memorandum del Governo Berlusconi del 2003 all’Accordo del Governo Monti del 2012: la cooperazione e il business italiano tra Israele e Italia. Aerei e non solo. Affari per l’industria militare italiana: oltre il 41 per cento degli armamenti regolarmente esportati dall’Europa verso Israele sono italiani

Pasquale Napolitano

 

12.08.2014 – Velivoli italiani sui cieli di Gaza?

Gli M-346 italiani di Alenia Aermacchi, società del Gruppo Finmeccanica, possono essere configurati come bombardieri leggeri, rientra nella sfera dei suoi diritti di ‘acquirente’. Altresì, formalmente, le istituzioni italiane sarebbero in regola nel sostenere «L’Italia non fornisce» a Israele, «sistemi d’arma di natura offensiva»

Fabio Castiglione

 

11.08.2014 – Netanyahu al bivio interno? 

La maggioranza degli israeliani non crede che Israele abbia vinto la guerra. Netanyahu  potrebbe dover abbandonare i partiti di destra per una coalizione di unità nazionale con i laburisti e altri partiti di centro – sinistra e forse con alcuni partiti religiosi. In questo scenario ci si potrebbe trovare di fronte a una scissione del Likud

Shaike Komornik

 

5.08.2014 – Gaza, ritirata israeliana

Ritiro totale da Gaza e tregua di 72 ore da ogni combattimento. Alle 8 ora locale (le 7 italiane), Israele e Hamas hanno accettato di deporre le armi per tre giorni. Tel Aviv ha anche annunciato il rientro in territorio israeliano, con il cessate il fuoco, di tutte le sue forze di terra.

Michela Fortini

 

4.08.2014 – Le lobbies proisraeliane

Esegesi/2 – Intervista con Claudio Moffa: lobbies proisraeliane dagli USA alla Prima Repubblica italiana fino a Mani Pulite 
Il lobbismo proisraeliano? È difficile paragonarlo al modello di lobby vigente ufficialmente negli USA: un team di un’azienda che contatta e fa pressioni sui congressisti perché passi una legge in suo favore. C’è anche questo, ma il pressing è sorretto da molti altri canali di condizionamento, e diventa capace, se non contrastato, di incidere nelle scelte di tutti i gangli decisori di una società e di una Nazione. L’attivismo delle diaspore punta, infatti, a esercitare un vero e proprio dualismo di poteri rispetto ai Governi legittimi, ai partiti e ai Parlamenti nazionali.

Valeria Noli

 

30.07.2014 – Israele-Palestina: proteggere Gaza con una no-fly zone

Esegesi/1 – Intervista con Claudio Moffa: sionismo, talmudismo, ‘logica di razza’, diritto internazionale
Serve “una forza di interposizione ONU lungo il confine con Gaza, e una no-fly zone almeno sulla Striscia. Da qualsiasi punto di vista giuridico-internazionalista si voglia leggere l’attacco in corso, l’ONU ha il diritto-dovere di intervenire“. “via libera alla R2P, la responsabilità di proteggere i civili, contro Israele

Valeria Noli

 

29.07.2014 Gaza, intifada iraniana

La versione di Teheran sulla guerra in Palestina: ISIS creatura di Israele
I piani di Tel Aviv punterebbero a spaccare il Governo di unità nazionale tra Hamas e Fatah, rompendo l’asse sciita iraniano in Iraq, Siria e Libano. Fino alla Striscia occupata

Michela Fortini

 

28.07.2014  Israele-Palestina: il business delle armi inglesi

Il Governo Britannico condanna gli attacchi in Palestina ma non ferma il business delle armi con Israele
Amnesty International UK ha lanciato una petizione intitolata ‘Stop alle armi- Stop al massacro’. Nella petizione si legge: «Noi non siamo spettatori innocenti. L’anno scorso il Regno Unito ha avuto un profitto di 6.300.000 sterline dalla vendita delle armi a Israele

Valeria Marchetti (Corrispondente da Londra)

 

28.07.2014 Netanyahu e Hamas al momento della verità

A 21 giorni dall’inizio del nuovo e sanguinoso conflitto a Gaza sembra che il momento della verità si stia avvicinando velocemente, per le due parti impegnate nei combattimenti. Il conflitto è iniziato come un incidente locale, ma è rapidamente sfociato in un’operazione militare in piena regola: ora è giunto a un bivio.”

Shaike Komornik (Corrispondente da Tel Aviv)

 

25.07. 2014 Israele-Palestina: nodi, foglie e foreste

“L’embargo ha ucciso e uccide molto più delle bombe, anche se queste fanno più effetto. Si è rifiutato la proposta di tregua dell’Egitto perché la ritengono non risolutiva, potrebbe servire ora per motivi umanitari, ma a lungo termine no”

Valeria Noli

 

25.07. 2014 In Palestina, non solo Hamas

Ecco l’articolazione delle forze in campo nella resistenza palestinese.
I gruppi armati che si muovono sullo scenario palestinese, uniti nella lotta contro Israele, ma con non poche precisazioni, controllati da Hamas con l’ok israeliano

Rachida Benmeddour (Corrispondente da Gaza)

 

22.07. 2014 – Israele-Palestina: il motivo sono i giacimenti di gas?

Il motivo è la crisi energetica israeliana e i giacimenti di gas di Gaza, stimati una ricchezza paragonabile a quella del Kuwait?
British Gas, nel 2000, ha scoperto che nel sottosuolo Gaza ci sono 4 miliardi di dollari di gas naturale.Da quel momento Gaza è diventata una priorità geo-strategica per Israele, che oggi ha deciso di lanciare la sua guerra coloniale, considerando la crisi che sta attraversando e che Hamas rifiuta un accordo di condivisione dell’energia

Catherine Shakdam (Inviata a Gaza)

 

21.07. 2014 –  al-Sisi e il suo imbarazzo palestinese

Perchè Hamas non accetta la proposta di mediazione di al-Sisi, secondo Shehata Awad, analista di scienze politiche a Doha
“Le attuali dinamiche regionali si oppongono a un accordo sponsorizzato dall’Egitto. Il rifiuto di Hamas non si basa solo sull’agenda interna, ma anche sugli interessi delle altre potenze regionali che vorrebbero veder fallire Sisi, non solo la sua iniziativa”

Nouran Sallam (Corrispondente da Il Cairo)

 

 18.07. 2014 Escalation a Gaza: come si è sviluppata?

Benjamin Netanyahu lancia l’operazione di terra per forzare Hamas ad un lungo armistizio
I comandanti militari locali preoccupati di perdere il loro potere e i benefici economici se l’Autorità palestinese avesse preso il controllo,  hanno agito per trascinare la leadership politica di Hamas fino al conflitto armato con Israele

Rachida Benmeddour (Corrispondente da Gaza)

 

 

 15.07. 2014 Iran, la guerra dietro Hamas

Gaza rifornita di razzi a lunga gittata. I negoziati sul nucleare si bloccano
Gaza rifornita di razzi a lunga gittata, dal Sinai e anche attraverso la Siria e i libanesi di Hezbollah.Con la Primavera araba l’invio di armamenti da Teheran verso la Striscia di Gaza è cresciuto. Ufficialmente Teheran adotta un profilo basso. Ma la crisi israelo-palestinese allontana il ravvicinamento con gli Usa

Michela Fortini
 15.07. 2014 – Gaza, divieto di tregua

No di Hamas ai mediatori del Cairo.

Esteri: il punto del 15.07.2014 – di Michela Fortini

 

14.07. 2014 – Gaza attende il miracolo della mediazione

Intervista a Mkhaimer Abusada, professore di scienze politiche all’Università al Azhar di Gaza
“La mia opinione è che questa guerra non si concluderà se Israele non riuscirà a uccidere uno dei principali capi di Hamas. Non credo che Israele voglia eliminare Hamas. Serve gli interessi israeliani, quelli di mantenere i palestinesi divisi. L’attacco di terra se sarà decisa, sarà un’operazione di breve durata”

Anneliese McCauliffe (Inviata a Gaza)

 

14.07. 2014 – Sette giorni di bombe su Gaza

Perché si è arrivati all’attuale fase di conflitto?
Entrambe le parti, è ovvio, ci sono state trascinate dentro contro la loro volontà. Allo stato attuale sembra che nessuna delle due parti in causa voglia andare in escalation. Ma, come abbiamo già visto più volte, gli eventi in Medio Oriente sfuggono facilmente a ogni controllo

Shaike Komornik (Corrispondente da Tel Aviv)

 

02.07. 2014 – L’unità palestinese è in pericolo?
Il pericolo di una deflagrazione volteggia sul nuovissimo Governo palestinese di unità nazionale

Il  bilancio a saldo negativo di Fatah e Hamas che è alla base della decisione dei due movimenti di arrivare all’accordo di riconciliazione potrebbe essere il motivo principale di una sua deflagrazione, insieme alla pressione israeliana, che, come dichiarato dal Ministro delle Finanze mira allo smantellamento del nuovo Governo palestinese

Rachida Benmeddour (Corrispondente da Gaza)

 

 

 

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