domenica, Agosto 14

Vivere senza denaro: utopia o mondo possibile?

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Come è nato il tuo progetto?

Tutto è iniziato perché volevo creare una coscienza collettiva sullo spreco del cibo. Una protesta contro lo spreco. Contro l’ingiustizia nel mondo e la responsabilità di ogni   singolo individuo. Prima pensavo che la responsabilità fosse dei politici, ora penso che ciascun di noi è responsabile. Tre anni e mezzo fa a Berlino ho iniziato a collaborare con delle Biocompany per creare una cooperazione legale prima che il cibo venga buttato. Il foodsharing è nato come foodbasket online da privato a privato. E’ cresciuto sempre di più. Il nostro programmatore Raphael ha programmato questo social network per salvare il cibo e connettere più utenti.

Un po’ di numeri?

Il nostro pilastro contro gli sprechi alimentari sono più di 12.000 volontari – i Foodsavers – che hanno raccolto oltre 230.000 tonnellate di cibo dai vari distributori negli ultimi tre anni e mezzo. Oggi sono quasi 3 milioni di kg di cibo dai 2.100 tra negozi, alimentari, ristoranti, panifici, salvati prima di andare a finire nella spazzatura. Una piattaforma online di 100.000 utenti, 12.000 mila persone che raccolgono cibo, più di 100 punti di distribuzione. 500 mila ore di lavoro volontario negli ultimi tre anni.

Di cosa parla il tuo libro “Gluckglich ohne Geld” Felicità senza soldi?

Racconto di me, la mia strada, il mio viaggio senza soldi dall’Olanda al Brasile. La storia prosegue con il mio rientro in Europa. Spiego perché siamo vegani, perché non vogliamo comprare delle cose ma vogliamo salvare il cibo. Ma non solo, anche i vestiti, i fiori. Ad esempio lo spreco dei vestiti consente lo sfruttamento del lavoro, soprattutto minorile, in molte zone del terzo mondo. Vogliamo condividere, raccogliere e salvare più risorse possibili. In un mondo dove poter condividere le conoscenze le capacità. Regalare agli altri il nostro tempo. Il sogno di un mondo senza soldi, del donare senza aspettarsi nulla in cambio. Stiamo cercando anche in Italia di diffondere questo progetto.

Come è stato vivere senza denaro?

E’ una vita slowfood, non c’è stress né burocrazia. Ho iniziato nel 2010 e ho terminato lo sciopero qualche mese fa. E’ stata una dimostrazione che vivere senza denaro è possibile.

Progetti per il futuro?

Il progetto più grande è Yunity. Dopo il successo dell’iniziativa del Foodsharing in Germania, Austria e Svizzera, ci piacerebbe usare tutta la nostra pregressa conoscenza per la creazione di una piattaforma globale con coloro che si vogliono impegnare in un progetto per salvare il mondo. Questa piattaforma sarà un social media non commerciale chiamato ‘Yunity’ e metteremo le persone in condizioni di usare meno risorse nel futuro in modo più intelligente e collettivo. Ognuno potrà offrire qualcosa (esperienze, capacità, risorse) senza chiedere nulla in cambio, questa è la magia.

Oggi con mia moglie e i miei figli viviamo nel sud della Germania e stiamo lavorando al progetto di una ecocasa. Il sogno? Creare un ecovilaggio, che dovrebbe alimentarsi con le proprie coltivazioni in cui i soldi non abbiano alcun ruolo.

 

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