sabato, Maggio 15

Viva V.E.R.D.I.N.I.

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Viva V.E.R.D.I.’ scrivevano sui muri, specie di Milano e Venezia, i patrioti risorgimentali ottocenteschi, ricavando dal nome del grande compositore Giuseppe Verdi l’acronimo che in realtà stava per ‘Viva Vittorio Emanuele Re DItalia’. Similmente si configura l’ormai trionfalmente avvenuto pubblico riconoscimento del ruolo rivestito nel nostro felice strapaese delle meraviglie dal secondo (per ora) più importante Statista toscano vivente, Denis Verdini. E già stanno comparendo sui muri delle amate città di strapaese, da Bolzano a Palermo, da Genova a Bari, le analoghe scritte ‘Viva V.E.R.D.I.N.I.’: che oggi stanno per ‘Viva Virile Eroe Romantico Dell’Indipendenza Nazionale Italica’. ‘Indipendenza’ anzitutto da vieti, superati criteri come l’appartenenza. Indipendenza da concetti antiquati come pudore e coerenza. Indipendenza da quel velo di ipocrisia, omaggio che il vizio rende alla virtù, con cui il pur disinvolto Silvio Berlusconi aveva ricoperto lo sdoganamento del carattere degli italiani, sancendo che quasi tutto è permesso. Ma così come in politica bisogna stare attenti ad invocare la purezza, perché «c’è sempre uno più puro che ti epura», anche con la spregiudicatezza occorre andarci cauti, perché ci può sempre essere qualcuno, nano sulle spalle di gigante, che si mostra più spregiudicato di te. Altro che ‘quasi’: tutto, davvero tutto, è ormai permesso. E se i compensi berlusconiani avvenivano in maniera differita e silenziosa, quelli verdiniani sono clamorosi, patenti, immediati. E perciò il sanguigno Denis è anche ‘Virile’, ‘Eroe’ e ‘Romantico’, ché c’è in lui un che di teutonico ‘sturm und drang’, ‘tempesta e assalto’, che si incarna nella sua sovrumana irrisione e demolizione di regole e cliché consolidati.

Visto che alla maggioranza di Governo di Matteo Renzi non era sufficiente ricorrere al voto di Senatori a vita e Senatori moribondi per l’approvazione della Riforma istituzionale e costituzionale di Mercoledì 20 Gennaio 2016, è venuto in soccorso, come programmato, il decisivo voto dei 18 Senatori e Senatrici di Verdini e della sua ALA, Alleanza Liberalpopolare-Autonomie. A tamponare, integrare, provvedere, come ormai già da tempo avveniva decisivamente per il mantenimento del numero legale dell’Aula ed altro. Subito, giustamente, ricompensato in meno di ventiquattro ore, Giovedì 21, con l’erogazione di tre Vicepresidenze di Commissioni senatoriali sottoposte a rinnovo (e mica da poco: Finanze, Bilancio e Difesa), più qualche Segreteria delle stesse. Intanto, poi…

Verdini è stato o tuttora è, prima che Senatore, macellaio (per la verità proprietario di macelleria, che è altra cosa, anche metaforicamente), commercialista, docente universitario (fuggevolmente), banchiere, editore, massone (ufficialmente), commercialista, imputato (anche questo ormai in veste quasi professionale): un vero ‘eroe dei nostri tempi’, ben più coerente, smaliziato, e soprattutto produttivo degli Alberto Menichetti di Alberto Sordi o dei Cetto La Qualunque di Antonio Albanese. Mica è un mollo come quell’altro ameno politico della stessa Fivizzano che gli ha dato i natali, Sandro Bondi, pateticamente a rimorchio della fidanzata senatrice Manuela Repetti: che comunque il buon concittadino Denis ha nell’occasione appena fatto eleggere Segretaria della fondamentale Commissione Affari Costituzionali. Mica è uno inesistente come il sedicente Ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Mica… Mica storie, Verdini è Verdini, cioè anzitutto un prototipo. E, bisogna riconoscerglielo, ben fatto, resistente e affidabile. Capace pure di infilare alla Commissione Politiche dell’Unione Europea, sempre nell’ambìto ruolo da Segretaria, la fuoriuscita grillina Adele Gambaro, che sul carro verdiniano era ufficialmente saltata solo la mattina precedente, quella del voto sulla Riforma appunto. A dimostrazione che con Denis nulla è impossibile.

Più di uno storico si è chiesto se ci sarebbe stato Risorgimento senza Verdi e la sua musica, similmente oggi noi siamo obbligati a chiederci se potrebbe essere in corso, e svilupparsi, questa stagione di ‘magnifiche sorti e progressive’ senza Verdini. Non possiamo che rispondere, serenamente, fermamente, incrollabilmente, no. Non potrebbe. E quindi, conseguentemente, finalmente, gridare con orgoglio ed a pieni polmoni viva, e lungamente viva, il nuovo architetto della politica italiana, viva il ‘liberatore’: «Viva Verdini».

 

E, dunque, in questo Gennaio 2016 foriero di radiose prospettive

da Lunedì 18 a Venerdì 22

Lunedì 18

Martedì 19

Mercoledì 20

Senato. Approvata in seconda lettura la ‘Madre di tutte le riforme’, la ‘Riforma istituzionale’ e costituzionale figlia prediletta di Renzi e del Ministro Maria Elena Boschi. Testualmente si tratta delle ’Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’. Passa con 180 Sì, 122 No, 1 Astensione. Cruciali i 18 voti dell’ALA di Verdini.

Giovedì 21

Senato. Rinnovo di metà legislatura dei vertici delle Commissioni. All’ALA di Verdini vanno tre prestigiose Vicepresidenze in quota maggioranza. E qualche posto da Segretario. Quanto a quelli, ancor più appetibili, da Sottosegretario…

Venerdì 22

Da segnalare positivamente, vista l’importanza dell’evento nel contesto del ‘Risorgimento italiano’, l’accoglimento dell’invito rivolto da ‘L’Indro’ con ‘il Contrappunto’ di Giovedì 21 Gennaio 2016, ‘Sarri-Mancini: l’affare si ingrossa’. A fronte dell‘appellativo «Frocio democristiano» presuntamente indirizzato dall’allenatore del Napoli, Maurizio Sarri, a quello dell’Inter, Roberto Mancini, dopo la partita di Coppa Italia di Martedì 19, e le susseguenti polemiche, concludevamo con un’accorata osservazione: ‘Notiamo con rammarico che, al momento, non risultano richieste di interventi punitivi, estromissioni, risarcimenti a carico di Sarri da parte di esponenti democristiani. Su, ragazzi, un po’ di orgoglio…‘. Alberto Alessi, Segretario Nazionale della ‘Democrazia Cristiana Nuova’ (da non confondersi con la solo apparentemente analoga ‘Nuova Democrazia Cristiana’), già parlamentare DC e figlio di Giuseppe Alessi che fu tra i fondatori del partito in Sicilia, evidentemente raccogliendo la nostra sollecitazione ha presentato in mattinata al Procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, una denuncia-querela nei confronti di Sarri. Reo di avere «di fatto leso l’appartenenza di coloro i quali si riconoscono nella Democrazia Cristiana, oltre che di tutti i cittadini che comunque ne riconoscono la valenza sociale, politica e culturale». Bene, giustizia sarà fatta.

E poi

Sabato 23 e Domenica 24

Si prepara il passaggio all’ALA di Verdini di nuove schiere di parlamentari…

E la prossima settimana

da Lunedì 25 a Domenica 31

… e si continua realizzandolo. (E continua, e continua…).

 

Che belli questo Gennaio e questo 2016, che non torneranno mai più. Pensiamoci, pensando alla fortuna che immeritatamente ci tocca di essere contemporanei, contemporaneamente, di Renzi e Verdini. Che poi davvero fortuna sia…

 

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