sabato, Aprile 17

Vittoria di Macri: fine peronismo? field_506ffbaa4a8d4

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Già domenica il candidato conservatore dell’opposizione e leader della coalizione di centro-destra ‘Cambiemos’, Mauricio Macri,  sembrava diretto verso la vittoria nelle elezioni presidenziali in Argentina. I rendimenti parziali lo mostrano in corsa per vincere dopo aver promesso riforme economiche. In una domenica di sole a Buenos Aires il ballottaggio è storico soprattutto per Mauricio Macri che, secondo i primi dati, ha battuto con un distacco consistente (53,48% contro 46,52) il peronista Daniel Scioli. Dopo la chiusura delle urne (alle 18, le 22 in Italia) e la diffusione di indiscrezioni sugli exit poll si presentava già un forte distacco tra i due candidati, con la ‘fiesta’ per il partito di ‘Cambiemos’ a Buenos Aires. Questo il commento alla folla di Marcos Peña, uomo chiave dello ‘staff’ di Macri che affermava: Siamo molto, molto, felici per quanto è successo oggi in Argentina’.

Il clima nel quartier generale di Scioli, l’hotel ‘Nh Bolivar’, era teso e c’era poca gente. Il sentimento prevalente era l’amarezza e si invitava la stampa ‘ad aspettare i dati ufficiali’. Leader liberale e fautore di programmi marcatamente ‘pro-business’ ha attaccato nella sua campagna elettorale duramente il ‘kirchnerismo‘, il peronismo di sinistra al potere da 12 anni, prima con Nestor Kirchner, poi con la consorte, Cristina. Il 56enne sindaco della città di Buenos Aires è quindi riuscito a convincere la maggioranza degli elettori, dimostrando così di aver azzeccato la coalizione vincente, creata mesi fa tra il suo partito (‘Propuesta Republicana‘, ‘Pro‘) e due forze centriste (radicali e ‘Coalicion Civica’). Per il fronte peronistaFrente para la Victoria’ guidato da Scioli, governatore a sua volta della provincia di Buenos Aires, ha giocato una contraddizione di fondo la collaborazione, non chiara, con Cristina Fernandez de Kirchner e non è bastata la definizione di uomo del rinnovamento peronista. Lo scorso 25 ottobre, nel primo turno, il vincitore politico fu Macri, prova dell’inceppamento nella macchina elettorale del peronismo, tra l’altro anche a causa del complesso rapporto Scioli-Cristina. La conferma dell’ascesa diCambiemos‘ si è avuta nel cuore economico del Paese, la provincia di Buenos Aires, dove si è imposto con Maria Eugenia Vidal, 42enne stella nascente del ‘macrismo’, vera sorpresa della tornata elettorale in Argentina.

(tratto dal canale ‘Youtube’ di ‘Wochit News’)

 

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