martedì, Agosto 3

Visco: «E' il momento di puntare sulla crescita» Disoccupazione: in Italia arriva al 12,6%. Banca del Giappone pronta al rilancio dell'economia

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La Banca del Giappone prende delle decisioni e le Borse europee rispondono positivamente. Si può racchiudere così la giornata di venerdì 31 ottobre iniziata con l’iniziativa della banca nipponica di  ampliare l’obiettivo di espansione della base monetaria per contrastare la scarsa inflazione e ridare slancio all’economia. E così, mentre il Nikkei ottiene un +4,8%, le Borse europee rispondono con un +2,2% di Parigi, un +2,1 % di Francoforte, un +2 % di Madrid e Milano, e con Londra che cresce comunque di oltre un punto. E’ in rialzo lo spread tra Btp decennale e Bund tedesco. Il differenziale tra i due titoli è a 155,5 punti, contro i 150 dell’apertura. Il rendimento del Btp è al 2,39%.

I risultati positivi ottenuti oggi dalle Borse europee derivano soprattutto dalla speranza che la Bce, così come hanno fatto Fed e Banca del Giappone, decida anch’essa di utilizzare le quantitative easing per dare maggiore spinta all’economia monetaria dell’Europa.

E’ pace fatta, almeno per quanto concerne la distribuzione di gas, tra Russia e Ucraina. I due Paesi dell’Europa Orientale, grazie all’intermediazione dell’Unione Europea, sono giunto ad un accordo che prevede la fornitura di gas all’Ucraina dopo che quest’ultima avrà pagato i 2,2 miliardi di dollari, per debiti arretrati e nuovo gas. A un prezzo fissato a 378 dollari per mille metri cubi fino a dicembre e a 365 dollari nel primo trimestre del 2015, l’Ucraina pagherà subito 1,45 miliardi di dollari per i debiti accumulati nel 2013 e inizio 2014, e 760 milioni, cifra citata da Aleksej Miller, amministratore delegato di Gazprom, per le prime forniture di novembre. Nel caso in cui però a fine dicembre Kiev non avrà pagato 3,1 miliardi in tutto come copertura del debito, le forniture cesseranno.

Se Russia e Ucraina sono riusciti a giungere una tregue tramite l’intermediazione dell’UE, la Germania invece non riesce a trovare pace dal punto di vista economico. Secondo l’Ufficio di statistica Destatis , le vendite al dettaglio sono scivolate, a settembre, del 3,2%, registrando il maggior calo mensile dal maggio 2007.

Se il governo della Merkel deve iniziare a cercare una soluzione per aumentare le vendite al dettaglio, l’Italia di Matteo Renzi ha sicuramente problemi ben più gravi da risolvere. Chi pone all’attenzione del Presidente del Consiglio italiano la crisi economia che ormai attanaglia da troppo tempo gli italiani è il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che in occasione è stata quella della 90° Giornata Mondiale del Risparmio, organizzata, oggi, dall’Acri al Palazzo della Cancelleria a Roma, ha detto: «L’attività economica e il commercio mondiale stanno deludendo le aspettative, si è accresciuta l’incertezza sulle prospettive congiunturali. La crescita alle famiglie è rimasta contenuta nell’area, lievemente negativa in Italia. L’interesse degli investitori per i titoli italiani deve tornare a mostrare chiari segnali di ripresa per evitare che la bassa crescita finisca per riflettersi sulle loro valutazioni.  Le favorevoli condizioni finanziarie del 2014 potrebbero svanire in maniera repentina. Per riavviare un circolo virtuoso tra attività economica e credito è indispensabile rivitalizzare la domanda per investimenti, in un contesto reso ad essi più favorevole dalla prosecuzione di una coerente opera di riforma della società e dell’economia».

Insomma, per Bankitalia è giunto il momento di spingere sulla crescita, unica vera soluzione per uscire da una crisi economica che ormai dura da troppo tempo. A tener banco in queste ore nel Bel Paese non solo le parole di Ignazio Visco ma anche i nuovi dati sulla disoccupazione. Se da un lato viene confermato che il tasso di disoccupazione tocca quota 12,6 punti percentuali, dall’altro non si può notare come a settembre il numero di occupati sale di nuove 82mila unità, segnando nel 2014 un incremento di 130mila posti. Indubbiamente, tale risultato positivo non può esser altro che una goccia nel deserto visto che il numero di persone senza lavoro tocca quota tre milioni e 236mila.

I problemi italiani non terminano però con la disoccupazione. Secondo uno studio dell’Istat, ad ottobre i prezzi al consumo sono saliti dello 0,1%, sia rispetto a settembre 2014 che ad ottobre 2013. Sempre l’Istituto nazionale di statistica ricorda che a settembre il tasso tendenziale era di -0,2& e che l’inflazione acquisita per il 2014 sale dal 0,2% allo 0,3%. Come spiega l’Istat, la ripresa dell’inflazione è dovuta  principalmente dalla flessione dei prezzi dei beni energetici regolamentati e dai servizi relativi alle comunicazione. Il rialzo mensile dell’indice generale è dipeso dall’aumento dei prezzi del gas naturale (+4,6) e dell’energia elettrica (+1,6).

Nonostante le grandi problematiche economiche, ci sono comunque in Italia aziende che riescono ad ottenere, in termini di bilancio, discreti risultati. E’ il caso della Snam rete gas che, nei primi nove mesi dell’anno ha registrato un utile netto di 863 milioni, in crescita del 28% rispetto allo stesso periodo del 2013, con ricavi a 2,648 miliardi (+0,6%). Nel terzo trimestre del 2014, la società italiana ha chiuso il bilancio con un utile netto di 302 milioni, in aumento del 42,5% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Sempre negli ultimi tre mesi, essa ha registrato un aumento dei  ricavi totali dello 0,9% a 866 milioni, mentre l’ebit calato del 2,4% a 484 milioni, nei primi nove mesi è migliorato dello 0,8% a 1,55 miliardi. 

 

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