lunedì, Settembre 20

Virus Zika: quali rischi per l’Australia? Dagli Stati Uniti la notizia del primo caso di trasmissione del virus Zika attraverso un rapporto sessuale

0
1 2 3


Il secondo esperto cui abbiamo chiesto un parere è Edward C. Holmes, Professore presso la University of Sydney (USYD) e ricercatore tra i più citati nel suo campo a livello mondiale, cui abbiamo fatto le stesse domande rivolte al suo collega.

 

Prof. Holmes, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente dichiarato la diffusione del virus Zika un’emergenza sanitaria globale. Ce ne spieghi il motivo.

Vi è una serie di motivazioni. Intanto, nonostante la febbre Zika esista da molto tempo, siamo arrivati ad avere un numero enorme di persone che ne sono colpite in America Latina. Poi, la presenza di microcefalia in neonati con madri infette è una novità. Inoltre, dichiarandola “emergenza sanitaria nazionale” l’OMS ha voluto rendere la gente consapevole della situazione. Infine, questo rappresenta un chiaro avvertimento per tutte le persone che si trovano in questi Paesi o che vogliono recarvisi.

 

Non vi è ancora evidenza scientifica che supporti un collegamento tra la presenza del virus e la nascita di neonati microcefali, ma molti esperti ne sono sicuri già adesso. Qual è la sua opinione in merito?

Vi è un grande numero di persone che sono state colpite dal virus Zika, e certamente la presenza di microcefalia è forse qualcosa di più di una coincidenza, ma dobbiamo fare ulteriori ricerche. E’ possibile che casi come questo fossero già avvenuti in passato, ma certamente erano più rari. Se questo abbia a che fare con il grande numero di persone che hanno contratto la febbre Zika in America Latina, resta da vedere.

 

Chiarito questo, quali sono i rischi per l’Australia?

Il rischio è davvero molto basso. Per diffondersi, il virus richiede la presenza di una zanzara che vive spesso vicino agli esseri umani, comunque vicino a fonti di acqua. Tale zanzara è presente nel Nord dello Stato del Queensland, dunque nelle regioni più settentrionali del Nord Australia, e come il virus che provoca la febbre Dengue non si diffonde nel resto del Paese. E’ quindi molto improbabile che ci siano casi nel resto dell’Australia, diversamente da quanto sta accadendo in America Latina.

 

Come verranno trattati i due Australiani cui è stata diagnosticata la febbre Zika?

Si tratta di un’infezione davvero poco preoccupante, già diffusa in Asia sud-orientale e in alcune regioni del Pacifico, di cui non bisogna preoccuparsi troppo perché non è una malattia seria. Ovviamente, a questo punto, è importante consigliare alle donne incinte di non viaggiare dove la malattia è presente, ma non vedo reali problemi per l’Australia, è una malattia che solitamente si risolve da sé.

 

E’ stato suggerito da alcuni ricercatori australiani che potrebbe essere effettuata un’azione di ‘controllo biologico’ per limitare la diffusione del virus, una strategia già adottata contro la febbre Dengue. Lei cosa ne pensa?

L’idea è molto interessante, sostanzialmente si tratta di fare in modo che le zanzare vettrici abbiano al loro interno dei batteri naturali, i quali bloccano la diffusione del virus. E’ un tipo di azione che è già stata sperimentata per contrastare la febbre Dengue, che rappresenta una condizione un poco più seria della febbre Zika. Sarebbe quindi molto bello che venisse attuata anche contro quest’ultima. Nel futuro immagino quindi che servirà a contrastare entrambe, nonostante, allo stato attuale, sia ancora in fase di progettazione e sperimentazione. Richiederà del tempo, non è qualcosa su cui possiamo contare immediatamente.

 

In conclusione, cosa può essere fatto per limitare la diffusione del virus Zika?

Anche qui, un certo numero di cose. Intanto bisogna assolutamente comprendere se vi sia un legame tra la microcefalia dei neonati e la presenza del virus Zika, dal momento che si tratta di qualcosa di davvero inusuale. Poi bisogna, eventualmente, capire come questa malformazione avvenga. Detto questo, bisogna controllare meglio e di più le popolazioni di zanzare vettrici, bisogna eradicarle dai grandi centri abitatati per evitare che la malattia si diffonda. Allo stesso tempo è importante sconsigliare alle donne incinte di viaggiare in posti in cui il virus sia diffuso e, infine, bisogna studiare un vaccino. Questo può realizzarsi nel medio periodo, e io sono abbastanza sicuro che ci arriveremo entro qualche anno.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->