lunedì, Settembre 20

Virus Zika: quali rischi per l’Australia? Dagli Stati Uniti la notizia del primo caso di trasmissione del virus Zika attraverso un rapporto sessuale

0
1 2 3


Il Professor William Rawlinson, insignito dell’onorificenza di Membro dell’Ordine d’Australia (AM), è virologo molecolare a capo del reparto di Virologia del SEALS e insegna presso la University of New South Wales (UNSW).

Professor Rawlinson, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente dichiarato la diffusione del virus Zika un’emergenza sanitaria globale. Ce ne spieghi il motivo.

Questo è avvenuto sostanzialmente a causa del gran numero di persone che sono state infettate in Sud America, assieme alla presenza di alcune complicanze non previste.

 

Non vi è ancora evidenza scientifica che supporti un collegamento tra la presenza del virus e la nascita di neonati microcefali, ma molti esperti ne sono sicuri già adesso. Qual è la sua opinione in merito?

Credo che abbiamo bisogno di più dati, di più informazioni. Ricordiamo che ci sono decine di migliaia di persone che hanno contratto la febbre Zika in Sudamerica, ma la presenza di microcefalia in neonati è un evento molto più raro. E’ dunque importante studiare con grande attenzione se esista una associazione tra questi due elementi. Sappiamo che sono state trovate tracce del virus nella placenta di donne incinte, dalla quale è facile comprendere coma si sia potuto trasmettere al feto con facilità, ma allo stato attuale necessitiamo di più informazioni. Ricordiamo anche che c’è stata, solo due o tre anni fa, un’epidemia di febbre Zika nel Pacifico, in particolare in Micronesia, ma non furono riscontrati casi di malformazioni per i neonati.

 

Chiarito questo, quali sono i rischi per l’Australia?

Il possibile rischio di una presenza di tale virus in Australia è limitato alle regioni settentrionali del Paese, dal momento che il vettore, la zanzara, è presente solo in quelle zone. Ecco perché non abbiamo avuto una diffusione del virus, nonostante sia teoricamente possibile che questo si diffonda maggiormente. Sicuramente la posizione geografica dell’Australia, circondata da Oceani, ha aiutato a limitare la presenza del virus, così come l’habitat della zanzara vettrice, non diffusa in tutto il Paese.

 

Come verranno trattati i due Australiani cui è stata diagnosticata la febbre Zika?

Verranno monitorati con attenzione, sia per tutelare la loro salute sia per evitare un possibile contagio, ma si parla di numeri veramente piccoli, nel 2014 ci furono 4 casi. Non bisogna, ad ogni modo, creare allarmismi, sappiamo che il virus rimane nel nostro sangue per poco tempo, il che senz’altro aiuta.

 

E’ stato suggerito da alcuni ricercatori australiani che potrebbe essere effettuata un’azione di ‘controllo biologico’ per limitare la diffusione del virus, una strategia già adottata contro la febbre Dengue. Lei cosa ne pensa?

Il controllo dei vettori, o controllo biologico, eviterebbe la diffusione di tutti i virus trasportati dalle zanzare in questione, dunque sarebbe un’ottima cosa. E’ importante ricordare, però, che non si tratta di una pratica facile, nonostante sia molto efficace. E’ qualcosa di simile a quanto fatto per contrastare la diffusione della malaria, ma ci vuole molto tempo perché avvenga.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->