giovedì, Agosto 5

Virus biologico e virus sociale: visibilità e altro in un Paese debole Abecedario sparso sui quasi nuovi umani. Stiamo cominciando a respirare, insieme alla Fase 2, forse 3, la stessa aria che il genere umano aveva interrotto, tirando il fiato quando il ‘cattivo killer’ è arrivato fino a noi

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Pensiero lento vs velocità elettronica

I can’t breathe (sussurrava il cittadino americano ma di pelle nera George Floyd un giorno di fine maggio del 2020 al poliziotto assassino che lo ha ucciso volontariamente per soffocamento a Minneapolis con un ginocchio per 8 minuti sul suo collo. Nell’incivile America in apparenza democratica, che criminalizza da 400 anni gli esseri umani neri dalla schiavitù alla segregazione razziale)

Da ogni dove il virus ribalta temi economici sociali ed esistenziali che erroneamente ritenevamo di poter dare per acquisiti, accerchiati da virologi epidemiologi, biologi, chimici, infettivologi, cardiologi, insomma un’intera branca della scienza, offrendoci un frastornante caleidoscopio di considerazioni, certezze, diktat, ma per fortuna anche dubbi, come è pratica della scienza. E nei raccapriccianti spasmi catodici con minuzie di malati morenti nei sanatori ma oscurati in viso, a conferma di una pornografia dell’immagine che uccide ogni reazione in noi, il tempo del virus riduce al minimo il complottismo che lo vorrebbe nuova arma da guerra in tempi di presunta pace, per la leadership geopolitica mondiale, finiti da tempo i blocchi contrapposti, che talora pure ci sovvengono con qualche stilla di nostalgia.

Approdiamo ai primi di giugno, lasciandoci alle spalle e dentro i nostri cervelli stimoli forti connessi all’inserimento traumatico di un evento avventatosi sulle nostre vitequotidiane scandite da altre faccende.
Avevamo cominciato, avevano in molti applaudito dai balconi ad una nuova forma di resistenza, resilienza (che però è atto passivo, non promotore di azioni), per farci coraggio. Molti di noi poi, il 25 Aprile, hanno anche cantatoBella Ciao’ dai balconi. Ma eravamo molti meno… in un Paese anti, comunista democratico, soprattutto poco antifascista e smemore per ignoranza diffusa, dove infatti un’ex ministretta ‘eia eia trallallà’ ancora per il 2 giugno ha straparlato di Almirante come buon patriota da ricordare nelle preghiere laiche della Festa della Repubblica!! Uno che ha firmato ‘Il manifesto della razza’ con cui si sono uccisi ebrei… Giacomo Matteotti è stato un patriota, ucciso dai vigliacchi fascisti su mandato di Benito.
Detto ciò, gli stati d’animo pre, durante, post virus hanno toccato diverse gamme di sentimentiemozioni, sbandamenti e talora squilibri la cui comprensione ci mette nelle condizioni di valutare con maggiore cautela l’eccesso di proclami salvifici nuovisti imperiosamente travolgenti che la diffusione di un virus sembrerebbe aver sparso nelle menti delle persone.
Ci siamo così illusi di poter far fronte al trauma gestito sul piano informativo nel solito modo irresponsabile, strillando ogni giorno dati di morti e contagiati, con relative nuove forme di controllo della popolazione (la biopolitica di Michel Foucault) che ne hanno forse ridotto il numero, almeno quello ufficiale ma terribilmente, dovendo decidere chi salvare, frutto ed effetto della carenza delle strutture di terapia intensiva, per non dire della profusione di confusione governativa tra decine di editti, decreti, centrali, locali, dove ogni potere politico ed amministrativo ha pensato bene di ritagliarsi la propria piccola fettina di visibilità esposizione megalomania.
Grazie ad un Paese da lungo tempo sfasciato, con un premio e menzione speciale per l’ex pregiudicato di Arcore, artefice della distruzione dei princìpi civili legali e morali già traballanti nel Paese, almeno dalla ‘Lettera agli italiani’ di Giacomo Leopardi, e perciò tanto piaciuto al numeroso volgo italiota senza né morale, né legge.

Visibilità da virus ai tempi di un Paese debole, contrapposto, inacidito, violento, raccogliticcio come quelle, tra tutte, siano donazioni o denari pubblici, l’incredibile decisione di farsi i propri ospedali Covid-19 con decine di milioni di euro ed un numero ridicolo di pazienti (quello della Fiera di Milano con qualche decina di ospiti, costato oltre 21 milioni dicunt di donazioni, quindi dato che sarebbero private se ne può fare ciò che se ne vuole, o quello marchigiano, entrambi managerializzati dall’ineffabile Bertolaso, o quello piemontese, per non dire dello sceriffo salernitano che nella triste e mediocre società dello spettacolo è divenuto ‘virale’ sui social per le sue sparate da cavaliere dell’apocalisse ed a cui un noto regista napoletano vorrebbe dedicare un film, per dire dell’epoca triste mediocre popolana che purtroppo viviamo!). Assenza di strutture pubbliche perché è emerso evidente in continuità storica con lo scarso spirito civico che in altre Nazioni condannerebbe subito milioni di evasori fiscali che tolgono risorse beni e servizi a tutti e che qui prosperano tra collusioni ed omertà anche istituzionali. Stupendoci per scoperte che cittadini attivi avrebbero già dovuto sapere: nelle manovre di governo da 80 mld di € vi sono oltre 3 mld destinati a ridare alla Sanità pubblica qualche granello tra cui potenziare strutture anti-covid presenti sul territorio… quindi gli scaltri e furbi, maggioritari nel nostro Paese, passeranno all’incasso. Non avendo capito la concreta fattività di queste unità messe in piedi in poco tempo, vero sceriffo campano col suo fare volgare cafone violento?, roba peraltro non italiana costruita in un lampo senza burocrazia ed interessi criminali, per poche decine di persone, per cui la Corte dei Conti vedrete che un domani forse (forse) qualche addebito lo troverà. Ma ci sarà l’alibi dell’emergenza, e quindi con l’emergenza lo stato di eccezione diviene la cartina di tornasole…, mentre la sanità privata convenzionata italiana in questi anni e soprattutto in Lombardia ha avuto in regalo da amministratori pubblici, come l’immorale arrogante cattolico Formigoni, poi finalmente in galera ma anziano per restarci e che sbruffoneggia dagli arresti domiciliari regalatigli, una roba come 37 mld in una ventina di anni! E tutti sapevano… anche il cavaliere dell’apocalisse della rottamazione, citato solo perché pareva la svolta per la sinistra italiana che doveva rivoltare il mondo. Difatti, compiuta la missione di distruggere il Pd, sì lo so mi direte non ci voleva molto, partito mai nato che pugnalò Prodi sulla salita al Quirinale con i tristi 101 o forse più congiurati, è tornato nel suo alveo naturale votando difatti oggi tutto il possibile con le destre. Qualcuno che era iscritto al Pd e poi è divenuto un adepto della setta (forza) italia viva me lo spiegasse, ma con parole semplici. Come quelle per cui il loro capo perdendo il tragico referendum costituzionale si sarebbe dovuto dimettere…. Difatti oggi è nella ‘casta’ senatoriale!

Altro refrain da virus, alla faccia del ‘Nonostante tutto saremo umani nuovi e lustri’, stiamo cominciando a respirare, insieme alla Fase 2, forse 3, la stessa aria che il genere umano aveva interrotto, tirando il fiato quando il ‘cattivo killer’ è arrivato fino a noi. E per non farci mancare nulla, in un Paese dove quasi tutto va bene per chi vìola la legge, hanno cominciato a muoversi gruppi di cittadini associatisi, orfani di parenti morti nelle RSA, le residenze per anziani, insomma le vecchie case di riposo, presentando denunce, vedremo quanto circostanziate, alla magistratura. Soprattutto per fare luce sull’oscura vicenda della Lombardia, dove l’assistenza sul territorio è stata smantellata in favore di un più lucrativo accordo con amicali mega strutture sanitarie private, lasciando morire migliaia di anziani nelle proprie case, su cui nessuno pagherà alcunché, per ribadire che la anche la morte come la vita e la legge non è mai uguale per tutti. Dubito molto ma auspico appena che almeno qualche reo ma di secondo piano si riuscirà ad inchiodare a qualche responsabilità, soprattutto chi ha ideologicamente intrapreso una guerriglia con l’avverso potere centrale, tanto invocato oggi, dopo che ne è stato svuotato di autorità. Smantellato con tanta imperizia con l’improvvida riforma del Titolo V della costituzione nel 2001. Grande strategia di avvicinamento al popolo in tempi già di antipolitica che poi qualche anno dopo avrebbe visto il ‘Vaffa’ liquidatorio di tutti e tutto della piazza di Bologna, 2007, stesso anno in cui sorgeva uno zombie: il Pd.

Dunque, siamo stati proiettati, sbattuti senza protezioni, in un sospeso tempo di insostenibile vuoto di un pieno totale ingestibile, fatto di silenzio, aria respirabile, passi scanditi sull’acciottolato, raccoglimento, meduse nei canali di Venezia (quasi un miracolo!), delfini nel Bosforo o acqua più pulita nei mari e nei fiumi come il Sarno, perenne bomba ecologica, ritmi imposti da una quarantena che ci ha pericolosamente avvicinati a tempi scanditi più dalla natura che dalla società della tecnica. Un principio di riforma ecologica della società negata dai mediocri politicanti del mondo attuale.
E prima di ciò c’era stata una comprensibile quanto ingenua profusione di ‘Andrà tutto bene’ corredato di talora gradevoli disegni infantili, una genericità protettrice, divenuto alla luce dei duri fatti un ‘Tutto andrà bene’, di che? Untuttovalido per tutti, dunque pluri declinabile a seconda delle preferenze soggettive, fino al realistico ‘Bene. Andrà tutto’ o all’ottimistico ‘Bene. Tutto andrà’, il cui segno positivo o meno è dipeso ancor più oggi da ruoli e status sociali che da scelte individuali.

Poi si è cominciato ad azzardare, virus mortale in diffusione pandemica, che non saremmo stati più gli esseri umani di prima, avvertiti e sensibili che ilnuovo inizioera ormai nelle cose. Ma quali? di chi? per quale misterioso afflato altruistico in opposizione ad un più remunerativo egoismo, fulcro dell’agire umano. Perché si pensava -ma chi, dove, con quali opportunità?-, che un virus biologico, avesse addirittura il potere di cambiare le coscienze delle persone. Un ‘Mondo nuovo’ fatto di sostegno, solidarietà, aiuti agli ultimi invisibili, socialità nuova tra le persone, che avrebbe mutato la natura umana. Essendo molti ignari dei meccanismi della natura umana (da Platone ed Aristotele in poi). Sopraffatti da tanto amore in progress, abbiamo cominciato ad osservare e riflettere, per chi è aduso a farlo perché conoscere la realtà reale, esercizio che solo ci permette di osservare senza infingimenti retoriche falsificazioni, ciò che effettivamente si muove negli interstizi sociali posti dietro il palcoscenico sociale, la cui scena viene occupata da attori sovente bravi a depistare i temi scomodi o a profondersi in questioni che dire demenziali sarebbe far torto ai Mel Brooks, Woody Allen e quant’altri. Con ordinanze demenziali, persone individuate con ‘cacce all’uomo’ sulle spiagge per prendersi da soli il sole, per ricevere una sòla di ammenda. Oppure la tragicommedia degli agenti civici, no volontari, no squadristi, no assistenti, no animatori di strada, no sollecitatori, no persuasori, no ‘facilitatori’, come quelli di Giggino dei ‘navigator’ o alligator del reddito di… non ricordo più di che, finiva in anza, forse Bonanza, no, danza, no panza….. (segue).

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Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.

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