giovedì, Dicembre 9

Virus biologico e virus sociale: tornando a pensare e guardare … Abecedario sparso sui quasi nuovi umani. Stiamo tornando a pensare ed elaborare la realtà di ciò che è accaduto ‘in’ e ‘fuori’ di noi, e le premesse contraddicono gli ingenui iniziali entusiasmi

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Pensiero lento vs velocità elettronica

I can’t breathe (sussurrava il cittadino americano ma di pelle nera George Floyd al poliziotto squadrista che lo ha ucciso volontariamente per soffocamento a Minneapolis con un ginocchio per 8 minuti sul suo collo. Nell’incivile America in apparenza democratica, che criminalizza da 400 anni gli esseri umani neri dalla schiavitù alla segregazione razziale)

Del virus biologico si straparla in ogni dibattito ormai da tre mesi, negli ex talk show di politica urlata, risparmiataci grazie al coronavirus Covid-19, e su cui si può proporre un esercizio di riepilogazione dei troppi fatti, avvenimenti, traumi, stupori, paure, speranze che ci hanno fatto compagnia nei funesti 65 giorni che sconvolsero (?) il mondo. O forse era solo un’illusione. Per farci forza contando inermi i morti (ufficiali o reali non lo sapremo mai), siamo rimasti gli stessi, siamo/saremodiversi, siamo più buoni, i bastardi di sempre oppure altro si intravvede all’orizzonte?
Passato il tremore da chiusura di corpi ed anime dentro bugigattoli, appartamenti, case, ville, in uno spazio opprimente ed in un tempo azzerato, l’Italia nel complesso si è compostamente chiusa, prima e meglio di altri Paesi in preda ad aneliti di individualismo libertario Inghilterra col suo finto proletario Boris il buffone, categoria ormai vincente in politica nel mondo, la Svezia che difatti oggi giugno paga tassi di contagio forse da primo al mondo per aver lasciato fare, il Brasiledel neofascista Bolsonaro che nega i dati ufficiali perché afferma che sono ideologici (!), gli Usa neanche a parlarne con il suprematista bianco il ‘fascista alla Casa Bianca’ preconizzato anni fa, come è della grande narrazione letteraria, da un grande scrittore come Philip Roth in ‘Complotto contro l’America di cui suggerirei la lettura, un ignorante, pericoloso ‘gangster’ che usa un linguaggio e comportamenti criminali, roba su cui la gente non riflette, come ben lo descrive Robert De Niro. Insomma, un’Italia stavolta più affidabile che in passato, almeno nella fase del ‘chiudiamo porte, finestre, cervelli, idee, aspettative’, forse perché la pelle e la salute, la vita appare il bene più alto che ci sia, come emerso efficacemente nel disastro sanitario pubblico del nostro Paese mangiato nel corso degli anni da una sanità privata alimentata da denari pubblici, da una destra famelica in varianti forza italiote e fascio leghiste, ma con lodevoli apporti a sinistra (?). Ma anche in chiusura e poi con il liberi tutti in modo emblematico abbiamo potuto visualizzare frange di greggi immuni all’intelligenza al grido dilibertà’, declinata spesso nel nostro Paese quale lasciapassare per un ‘faccio quello che c..o mi pare’, che è palese negazione della libertà che intanto è, in quanto si relaziona con altri, altrimenti è puerile o saccente sopruso.
Dunque
stiamo tornando a pensare ed elaborare la realtà di ciò che è accadutoinefuoridi noi, e le premesse contraddicono gli ingenui iniziali entusiasmi espettorati più per rassicurarsi dal trauma virale, in una sorta di rito magico, che per concreta evidenza. Senza dire qui che il reale forse è più composito ed articolato del dettato del filosofo Hegel secondo il quale ciò che è reale è razionale, dovendoci accordare su che cosa concordiamo circa cosa sia il reale, e se quest’ultimo coabiti con la razionalità. Tema affascinante.
Su tutto, tra le novità diffusione e post virus, aperture concordate, aperture a ‘ca..zi miei’ (la Lombardia degli ‘untori’, come avrebbe vomitato sicuramente qualche leghistoide se i picchi di morti e contagi fossero capitati ad altre regioni, magari di centro-sinistra e figuriamoci se meridionali!, la Calabria ed altre regioni di destre, ma anche qualcuno di centro-sinistra andato per conto proprio, che hanno reso palese i disastri compiuti nel processo di maggiore autonomia tra Stato centrale e Regioni così come realizzato), ma come una rassicurante ricorrenza del nostro
Paese, a cui ormai siamo affezionati, è cominciato il lavoro delle magistrature riguardo a probabili nefandezze incapacità imbecillità che i potentati regionali e locali hanno perpetrato, in primis la Lombardia, a cui va consigliato di calare lescelle’, ovvero le ascelle o le ali, ovvero di farsi qualche domanda, benché appaia complicato per leghisti e forza italioti, invece di sbruffoneggiare con oltre 16/17 mila morti che ne farebbero, fossimo leghisti, solo come esempio!, una regione di ‘untori’, altro che eccellenze uscite alquanto acciaccate. Del pari quando il Vesuvio secondo il fascio leghista ‘mojito man’ doveva ‘lavare i napoletani, roba da nazisti, con tutti i pennivendoli destri a ridacchiare volgarmente rubricando il tutto a battuta. Infatti, di battuta e frizzi e lazzi si instaurano dinamiche autoritarie.

Comunque, dopo la compressione spazio-tempo, e noi stessi a cercare un qualche senso calmante di ansie, angosce attonite da chiusura, sono subito ripresi stucchevoli andazzi della politica tra proclami boutades (i …. Civici, ognuno scriva ciò che ritiene nei puntini) e debolezza dell’Esecutivo, invischiato in promesse palingenetiche di progetti e sviluppo alla ricerca di tanti miliardi per risanare il Paese tutto, ma che non ci sono, non si sa quando arriveranno, e soprattutto si dovranno restituire e che con il Recovery Fund saranno strettamente concessi se a qualcuno verrà qualche idea seria e comprovata, senza magistratura possibilmente, di sviluppo del Paese (finalmente arrivato Colao, con le centinaia di esperti chiamati da chiunque al governo del Paese. Ma allora che resta a fare dirigenza e personale ministeriale con tanto profluvio di scienza e competenza?).

L’unica cosa certa è che saranno tanti miliardi, a fondo (s)perduto, ma soprattutto in prestito (ad un tasso peraltro superiore al tanto orrido Mes cui ricorrere se privo nei documenti ufficiali di clausole capestro che piacciono tanto ai cosiddetti Paesi ‘rigoristi’, candida Germania in testa, vale a dire clausole di controllo come avvenuto per la Grecia, scientemente distrutta come in un esperimento sociale drammatico per le peggiorate condizioni dei greci), con appetiti che si moltiplicano, vero mister bonomìa confindustriale minoritaria. Pendant le virus in un quadro politico con un ‘ministeriale’ Pd privo di massa critica, sine populus da tempo; quindi alle prese con il quoziente intellettivo dei pentastallati dell’uno che vale chiunque altro, mentre dannunzieggia (forza) italia viva, truppa di trippe parlamentari d’assalto al grido di ‘facimm ammuina’ così veniamo in foto…., ché il bugiardo di Rignano necessita di cure specialistiche per non aver ancora elaborato il lutto, come dicono gli amici psicologi, del referendum del 2016 puntando sulla sua persona e sulla sua laureata in legge, a mo’ di Re Sole, quello dell’‘après moi le déluge’. E che oggi strologa di mosse di scacchi con titolo preso da una bella novella di Andrea Camilleri, a mimare pose frizzi e lazzi di un buffone, dunque infìdo e pericoloso, atteggiandosi al ‘Principe’ del Machiavelli. Mentre oltre l’intelligenza virano violente caciarone preoccupanti destre dei fascistelli d’Italia e le loro marcette nere, ma anche mancette per i fascioleghisti, di 49 milioni di euro sottratti allo Stato che non li vuole se non in rate ultradecennali. Poi il dormiente vecchio olonese già pregiudicato di Arcore che da buon riccone all’inizio della diffusione virale si è poverino inflitto un auto esilio non tanto esiziale in una villona di famiglia da super ricchi in quel di Nizza. Per dire del pensiero che ha sempre per il popolo, quello fattosi sodomizzare godendo in versione di ‘servitù volontaria’ (de La Boetie) per credere all’illusione di ricchezza elargita dal già condannato per fatti di mafia fino al 1974 da carte processuali, grazie al sodale Dell’Utri beccatosi poi sei o più anni per associazione mafiosa in contatto con Totò, no, non il principe partenopeo, no, il capo mafia Riina. Oggi atteggiante a finto liberale, apprezzato da alcuni nell’ex sinistra al governo (ma allora non imparano mai, o gli piace proprio!!), autonominatosi padrino della patria mirante al Pantheon degli illustri con pensierino al 2022 con la nuova elezione al Quirinale (sarebbe abominio nazionale a cui qualcuno pensa fortemente, a cominciare da Lui, provato eversore con 26 leggi ad personam, fine anticipata della prescrizione, controllo totale e censura della tv di Stato, oltre le sue tre tv lasciategli in mano!!, con epurazione in primis di un grande professionista come Enzo Biagi, o la separazione delle carriere dei giudici, oggi ripresa pari pari dal figlioccio toscano! ma tanto il popolo è bue stupido che non ricorda…. Un Trump immorale politicamente criminale venti anni prima. Unica volta in cui abbiamo primeggiato prima degli americani! C’è da esserne fieri!!).

Fino a qualche altra frattaglia, tra chi l’ex Ministro che piacicchia Calenda, i miracolati di LeU di governo, qualche Europa in più…. (segue).

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Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.

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