lunedì, Novembre 29

Virginia Raggi o dei miracoli (mancati) I cittadini, esasperati, hanno buona memoria e i giochini ‘furbi’ della sindaca populista non solo non risolvono i problemi di Roma, ma addirittura li aggravano

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Chi abbia la ventura di passare per Roma o di abitarci può assistere da qualche tempo ad un fenomeno inusitato: la città Eterna, la Capitale d’Italia, è completamente ricoperta da cantieri stradali.

Dato che lo stato delle buche che ornano il manto stradale è semplicemente disastroso, uno dovrebbe essere contento. Ma non è così.

Infatti, per cinque anni la sindaca Virginia Raggi non ha mai curato la manutenzione della rete viaria di sua competenza, portandola ad uno stato di degrado inverosimile. Lo sanno bene i tanti automobilisti che hanno spaccato la propria auto nelle buche, con grande gioia dei meccanici della Capitale.

Che artificio ha usato nel contempo? Semplice. Da furba, ha posto il limite di 30 km/h in tutte le strade scassate in modo di pararsi le terga e guadagnare soldi con gli autovelox. Peccato che con quel limite abbia costretto chi lo rispettava ad andare a passo d’uomo.

Però, sempre da furba, ha strombazzato l’acquisto dei terribili monopattini elettrici che costituiscono un super pericolo pubblico per la circolazione e che vengono poi lasciati dappertutto producendo altri pericoli, ad esempio agli ipovedenti. Tralasciamo i bus che vanno puntualmente a fuoco e concentriamoci sul fenomeno.

Uno pensa e ripensa e poi si illumina come Archimede. La sindaca è una populista convinta e fa ragionamenti molto semplici, di quelli che fanno i furbi e si è detta: come massimizzo il ritorno per la spesa che devo fare per le infrastrutture pubbliche? Semplice, si è risposta, le faccio tutte alla fine così i romani vedono quanto ‘so’ brava’.

Peccato che questo modo di comportarsi abbia avuto due effetti che hanno mandato fuori di grazia i suoi concittadini: intanto, come detto, per cinque anni ha combinato pochissimo o nulla facendo sfasciare indirettamente le auto e costringendo a gimkane continue. Poi ora ha bloccato completamente la città per fare vedere che sta lavorando giorno e notte.

Tuttavia, i cittadini, esasperati, hanno buona memoria e i giochini furbi non solo non risolvono i problemi della città, ma addirittura li aggravano.

Poi non parliamo dello Stadio della Roma. Quando era all’opposizione con il sindaco Ignazio Marino presentò addirittura una denuncia penale contro la sua costruzione, poi, una volta eletta, cambiò idea mentre un suo collega di partito, Marcello De Vito, è finito a processo.

I cittadini si infuriarono per il voltafaccia con cui si era presa i voti, ma lei fece finta di niente. Poi la AS Roma ha recentemente rinunciato al progetto e lei, di nuovo, ha fatto finta di niente.

I cittadini invece se lo ricorderanno bene.

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