domenica, Giugno 20

Vinile, che boom! E la Sony ricomincia la produzione

0

E alla fine anche la Sony cede al fascino del vinile. Dopo 30 anni la casa giapponese ha fatto sapere che una  nuova fabbrica aprirà in Giappone nel marzo 2018. La Sony non produce LP in vinile dal 1989, ma a far cambiare idea sono state le ultime previsioni, che parlano di un mercato da 1 miliardo di dollari nel 2017.

Se anche questa azienda ha deciso di tornare al vinile è perché da alcuni anni la richiesta è tornata a salire vertiginosamente. Secondo i dati della Bpi, l’industria inglese del settore, nel 2016 le vendite di vinili hanno raggiunto i livelli antecedenti al 1991. Solo in Gran Bretagna gli acquisti di LP in vinile sono cresciuti del 53%, per un totale di 3,2 milioni di unità.

Secondo prime indiscrezioni, la prima ondata di vinili della Sony dovrebbe riguardare principalmente musica locale. C’è però bisogno di trovare tecnici e ingegneri capaci di riavviare il processo produttivo, che negli ultimi decenni è passato dalla grande produzione alle piccole realtà indipendenti. Al momento l’unico produttore rimasto in Giappone è Toyokasei, in difficoltà per via della richiesta crescente che non può soddisfare interamente.

Ma perché piace tanto il vinile? A chi interessa? A quanto pare non solo ai collezionisti, visto che sono sempre più i giovani amanti della musica che si avvicinano a questo genere di ascolto, preferendolo di gran lunga a supporti più moderni. In Italia, secondo Rock.it, la moda del vinile è potente come nel resto dell’Europa e del mondo. Solo nell’ultimo anno i giradischi venditi hanno avuto un vero boom, con un +70% nelle vendite, mentre la media europea si è fermata al +18%.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->