mercoledì, Aprile 21

Vincenza Sicari: una lotta contro il tempo

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Una guerriera in scarpe da ginnastica, questa era l’immagine della Vincenza Sicari (Running Club Futura) che rappresentava l’Italia alle Olimpiadi di Pechino nei 42,195 chilometri della Maratona. Una carriera brillante quella della trentasettenne lodigiana con i primi esordi nel 1998 sotto i colori della ‘Nuova Atletica Fanfulla Lodigiana‘, per poi transitare, per un anno, nella ‘Fondiaria SAI Atletica‘ (2003), e approdare, nel 2004, nell’Esercito, dove resterà fino 2012, gareggiando ai giochi Olimpici del 2008, e collezionando un ottimo ventinovesimo posto con un tempo di 2h33’31. Tra le diverse competizioni dell’atletica leggera si ricordano i primi posti nelle Maratone di Firenze (2007-2008), Torino (2008), e il titolo di campionessa italiana assoluta nei 10.000 metri (2004). Oggi quella campionessa che macinava chilometri su chilometri è stata spazzata via da una malattia degenerativa neuromuscolare sconosciuta che, progressivamente, l’ha costretta a spostarsi da un ospedale all’altro in cerca, non solo di una cura, ma di una diagnosi definitiva.

Una storia, la sua, densa di quella che viene definita in Italia come malasanità, piena di incertezze mediche e di trascuratezze che le sono costate la perdita dell’uso delle gambe fino all’attuale situazione di paraplegia. In suo sostegno gli amici di sempre, gli atleti, la Federazione Italiana Atletica Leggera (Fidal) e il Coni stanno cercando di supportarla con ogni mezzo in questa sua lotta per la vita. Accanto a loro si affianca la petizione attivata dalla testata giornalistica ‘Il Popolo Veneto – Giornale Italiano fondato nel 1921  il cui testo recita: «Vincenza Sicari, atleta lodigiana, 36 anni, dopo una meravigliosa carriera da maratoneta, con varie medaglie vinte e la partecipazione alle Olimpiadi di Pechino 2008, sta lottando da un anno e mezzo per la sua vita, essendo affetta da una malattia degenerativa neuromuscolare di cui non si conosce il nome e la cura. Dopo aver girato molti ospedali e specialisti, venendo purtroppo a contatto con alcuni medici poco professionali e irrispettosi della dignità e della persona umana (a Roma si è sentita dire dal Primario che era diventata un costo troppo oneroso per la sanità pubblica, a Pisa è andata ancora peggio, non solo non ha ricevuto l’assistenza adeguata ma è stata fatta passare per pazza e sottoposta a un trattamento sanitario obbligatorio), Vincenza si trova ora nell’ospedale di Padova per tentare l’ultima strada possibile, prima di provare ad andare all’estero e chiede aiuto per sé e per tutte le persone che stanno vivendo la sua stessa situazione. Se da una parte c’è l’indifferenza di chi potrebbe dare una mano ma non lo fa, dall’altra c’è il grande supporto di amici, atleti, Fidal, persone comuni, anche tramite il web e i Social Network, che cercano in ogni modo di dare una mano a Vincenza in questa sua importante battaglia, attraverso lodevoli iniziative e una raccolta fondi. Chiediamo al Ministro On. Beatrice Lorenzin e alle Alte Cariche dello Stato Italiano di andare a trovare di persona Vincenza Sicari per rendersi conto delle sue effettive condizioni e di intervenire il prima possibile affinché possa recarsi all’estero per trovare una cura alla sua malattia, e che possano essere presi provvedimenti contro quei medici che non svolgono il loro lavoro come dovrebbero, in modo che altre persone non debbano vivere le stesse umiliazioni vissute da Vincenza».

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