sabato, Settembre 18

Villa di Massenzio, la nuova inaugurazione Restauri

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Massenzio

Nell’area della Villa di Massenzio ai margini di Roma sarà inaugurato l’11 marzo prossimo un percorso tra cultura e natura in vista della riapertura al pubblico dell’intero complesso archeologico dopo i recenti restauri curati dalla Sovrintendenza comunale. Il complesso si estende tra Appia Antica e Appia Pignatelli ed è costituito da tre edifici principali: il Palazzo, il Circo e il Mausoleo di Romolo che furono progettati in un’inscindibile unità per esaltare l’imperatore Massenzio, in seguito sfortunato avversario di Costantino il Grande nella battaglia del Ponte Milvio nel 312 d.C.

Dal Cronografo del 354 sappiamo che l’imperatore aveva fatto costruire un circo in catecumbas, ovvero presso le cave per l’estrazione della pozzolana lungo la via Appia, ma col tempo se ne perse la memoria, tanto da far attribuire tale circo a Caracalla, fino al ritrovamento da parte dell’archeologo Antonio Nibby nel 1825 di un’iscrizione dedicata al figlio di Massenzio, Romolo, che restituì all’imperatore tardo antico tutto il complesso.

Lo schema abituale del Circo abbinato al Palazzo (come nel centro di Roma il Circo Massimo legato alle residenze imperiali sul Palatino) qui si arricchisce del Mausoleo, nucleo centrale dell’insieme. La tecnica costruttiva degli edifici è quella dell’opera vittata, tipica della tarda epoca imperiale, che unisce file ordinate di tufelli e di laterizi mediante ricorsi di calce.

Il Palazzo di Massenzio è l’ultimo atto della vicenda costruttiva di una residenza originariamente del II secolo a.C., che nel II d.C. era stata trasformata dal ricco proprietario greco Erode Attico e fornita di un sontuoso ninfeo e un santuario chiamato Trioprio, in seguito riutilizzato nelle sue parti decorative per le costruzioni massenziane ad esso sovrappostesi. Qui era l’Aula Palatina, con volta a cassettoni, destinata a funzioni di rappresentanza.

Il Circo è l’unico edificio ancora ben conservato in tutte le sue componenti architettoniche: sul lato sud-ovest si innalzano due torri poste all’estremità dei carceres, gli spazi dove si schieravano i carri da corsa per la partenza; ad est la Porta Triumphalis (gli altri ingressi si trovano fra le torri e l’inizio dei lati lunghi del Circo); sul lato nord il palco imperiale o pulvinar, collegato al Palazzo dal lungo criptoportico (un corridoio di passaggio coperto); sul lato sud le costruzioni relative ai giudici di gara, il tribunal ludicum. L’obelisco di granito, originariamente al centro della spina del Circo, è stato trasportato da papa Innocenzo X nel 1650 a Piazza Navona per decorare la Fontana dei Fiumi di Bernini.

Il Mausoleo, meglio noto come Tomba di Romolo, in quanto eretto da Massenzio in onore del figlio, morto nel 309 e divinizzato, è un edificio a pianta circolare preceduto da un pronao e si sviluppa su due livelli, di cui oggi rimane solo l’alzato della cripta in conglomerato cementizio, privo di blocchi di rivestimento; al posto del pronao si erge un casale settecentesco legato allo sfruttamento agricolo di questo terreno durato fino ai primi decenni del secolo scorso.

Il complesso di Massenzio venne acquisito per esproprio dal Comune di Roma nel 1943 con un Piano Particolareggiato che prevedeva anche il restauro e il ripristino del Circo. Abbandonato il progetto a causa degli eventi bellici, nel dopoguerra si provvedette soltanto alla pulitura e diserbo delle strutture del Circo e del Mausoleo. Negli anni sessanta del secolo scorso, in occasione delle Olimpiadi di Roma, si provvide allo sterro dell’area del Circo e al consolidamento delle murature perimetrali; un decennio dopo si scavarono gli edifici del Palazzo e si restaurò la spina centrale della zona circense. Negli Anni Ottanta si procedette al restauro e al rilievo del quadriportico del Mausoleo e così l’area venne finalmente aperta al pubblico.

Abbiamo intervistato la dottoressa Carmelina Camardofunzionario archeologo della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, da trent’anni responsabile dell’area.

 

Mi dà un quadro della Villa di Massenzio in base ai nuovi ritrovamenti?

L’area archeologica della Villa Imperiale di Massenzio, acquisita dal Comune di Roma nel 1943 per mezzo di un esproprio, è un luogo già ben conosciuto fin dall’antichità. Noi sapevamo che a partire dal 354 d.C. una fonte letteraria romana recitava che l’imperatore Massenzio si era fatto costruire una residenza che comprendeva anche un circo sulla via Appia, successivamente sono stati fatti molti lavori nei secoli e soprattutto il principe don Giovanni Torlonia nel 1821 diede da scavare questa sua proprietà all’archeologo Antonio Nibby nel luogo dove erano già stati riconosciuti i resti del Circo, l’ultimo di quelli romani in ordine di realizzazione,oltre a quelli riferibili ad un Mausoleo e ad una villa, riconosciuta come quella imperiale di Massenzio, ovvero i resti di un vero e proprio palazzo. Per tutto l’Ottocento l’area fu proprietà in parte dei Torlonia, in parte (sul retro dei resti del palazzo) di altre famiglie come i Franchetti, i Grandi e così via. L’area archeologica venne alla ribalta prepotentemente verso la fine dell’Ottocento, quando si cominciarono a redigere i piani per la sistemazione del comprensorio della Via Appia Antica.

Ci furono dei lavori concordati tra il Ministero dell’Educazione Nazionale e il Governatorato di Roma. Si pose l’accento sulla necessità di salvaguardare il patrimonio del comprensorio monumentale della via Appia Antica dai quartieri di nuova edificazione, e gli uffici del Governatorato in quella occasione predisposero degli atti che dovevano dare le linee-guida per la ricomposizione archeologica e architettonica di queste aree.

In quell’occasione (si era nel periodo della candidatura di Roma alle Olimpiadi del ’36, che poi si svolsero a Berlino), l’architetto Marcello Piacentini, che era ufficiale del regime di Mussolini vigente allora, preparò un progetto proprio per la ricomposizione architettonica di questo complesso. Iniziarono così negli anni prima della guerra le fasi per l’esproprio (perfezionato poi nel 1943); in seguito l’Amministrazione ebbe il problema di gestire un’area abbastanza vasta, parliamo di alcuni ettari, in cui continuavano ad esistere dei fittavoli che coltivavano i terreni abitandovi. Da quel momento c’è stato un lungo percorso per la sistemazione dell’area.

In vari momenti l’Amministrazione comunale, soprattutto a partire dagli anni sessanta in occasione delle Olimpiadi di Roma, scavò il Circo; tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi di quelli Ottanta si lavorò a quello che era stato riconosciuto come il Mausoleo dinastico dell’imperatore Massenzio, e via via fino ai nostri giorni. Ultimamente abbiamo predisposto degli accorgimenti per creare anche un percorso di visita, che tocca il Mausoleo dove è stato ripristinato l’antico ingresso per dare all’area l’assetto che aveva in antico; poi si è ricreato un tratto di via che era quella che permetteva all’imperatore Massenzio di raggiungere direttamente dal palazzo il Circo per assistere ai giochi delle corse dei carri. Sia il Sovrintendente Claudio Parisi Presicce, che l’Assessore alla Cultura Flavia Barca, hanno fortemente voluto questa inaugurazione che avrà luogo l’11 marzo prossimo.

Quanto ancora manca per completare i lavori sia in termini economici che per la sistemazione dei monumenti?

In termini economici non glielo saprei dire, perché si tratta di diverse migliaia di euro: infatti, come in tutti gli altri monumenti, si va avanti a successivi avanzamenti lavori. Adesso ci saranno da restaurare per esempio tutti gli spalti del Circo: è un monumento lungo quasi un miglio (ovvero 520 metri) e largo 92 metri. Lei si rende conto che sarà una grossa impresa!

Il problema delle amministrazioni comunali è di non aver tutti i fondi disponibili per intervenire, ma questo succede in tutti i casi in cui si deve intervenire in modo complessivo su un’area. Questi lavori appena ultimati permetteranno al pubblico di avere un’idea della consistenza di tutta l’area in antico.

Qual è il percorso che avete progettato?

L’ho già detto: il passaggio al di sopra di un antico criptoportico che permetteva all’imperatore di raggiungere il Circo dal proprio palazzo.

Negli ultimi tempi come si è proceduto per gli interventi che prevedono gli scavi nell’area?

In quell’area abbiamo avuto negli ultimi quattro o cinque anni, fino all’estate scorsa, una convenzione anche con l’Università del Colorado. Per diverse estati degli studenti americani sono venuti a perfezionare il loro percorso di studi archeologici in Italia e ci hanno molto aiutato perché l’Università finanziava le campagne di scavo. Ultimamente non è che abbiamo proprio scavato, ma abbiamo proceduto a consolidare le parti pericolanti dell’area e in quell’occasione sono state fatte anche delle indagini esplorative e conoscitive delle strutture.

Mi può descrivere sinteticamente i restauri effettuati alle strutture emergenti

Per quanto riguarda le strutture emergenti sono state consolidate le volte dell’antico criptoportico, quello relativo alla villa di Erode Attico, e al di sopra le abbiamo anche impermeabilizzate. Abbiamo inoltre reso praticabile la sommità di questo lungo corridoio che dal Palazzo di Massenzio, dall’Aula Palatina, va fino al pulvinar, ovvero il palco dell’imperatore che affacciava sul Circo. Cercheremo di permettere la visita a queste strutture a gruppi di visitatori, accompagnati da personale apposito (sia esso della società Zetema, o del Touring Club Italiano, se la convenzione andrà avanti), perché ovviamente in queste aree ci sono sempre problemi di sicurezza.

Come si collega la visita di questa villa con i monumenti sull’Appia Antica?

L’Appia Antica può essere visitata in vario modo: o percorrendola e fermandosi ad ammirare le strutture immediatamente visibili, oppure recandosi presso le aree monumentali per visite specifiche, oppure creandosi dei percorsi tematici di visita. Questo di Massenzio costituisce uno dei complessi monumentali più recenti, perché risale al IV secolo d.C. ed è uno degli ultimi della Roma imperiale antica.

È prevista una connessione con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma per questi percorsi sull’Appia?

Ieri c’è stato un grande sopralluogo sulla Via Appia Antica con personale della Soprintendenza suddetta e stiamo elaborando insieme dei progetti.

Mi può dare qualche informazione sugli apparati didattici a disposizione del pubblico nella villa di Massenzio?

Gli apparati didattici per il momento sono un po’ scarsi. C’è però un pannello generale all’ingresso, ne apporremo un altro nel Mausoleo in occasione dell’inaugurazione e stiamo preparando anche un video.

 

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