sabato, Maggio 8

Vietnam pronto per l’AEC field_506ffbaa4a8d4

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Bangkok – Il Vietnam è pronto per la Comunità Economica ASEAN, grazie al conseguimento di un pieno assetto entro il 2015, affermano esperti riuniti in un Seminario che si tiene presso l’Istituto Centrale di Management Economico CIEM ad Hanoi. Nguyen Anh Duong a capo della sezione Macro-Economica dell’Istituto Centrale di Management Economico ha affermato che la Nazione ha compiuto i passi essenziali in preparazione per quello scopo in termini di governance e nelle procedure correlate alle riforme istituzionali ed amministrative. Il Vietnam, in verità, ha operato alacremente sia all’interno sia all’esterno: all’interno agendo sul piano delle riforme e snellendo il comparto del lavoro, il che ha consentito al Vietnam stesso di presentarsi all’esterno, ovvero sulla scena dell’area asiatica, con una offerta in termini di forza lavoro più acculturata ed istruita oltre che specializzata con maggior grado di attrattività per gli investitori stranieri e per i Paesi asiatici che hanno accolto la forza lavoro vietnamita.

I partecipanti all’incontro ritengono generalmente che la Comunità Economica ASEAN AEC apporterà grandi benefici al Vietnam nell’espansione dei mercati ed allo stesso tempo si tratterà di compartecipare una più ampia e forte competitività, specialmente nei settori dell’agricoltura e dell’industria.

Il Direttore dell’Istituto Centrale di Management Economico, Vo Tri Thanh, in ogni caso ha sottolineato che il Vietnam sta ancora affrontando diversi problemi come accade nelle risorse umane in termini di miglioramento qualitativo e nello sviluppo dell’efficacia di infrastrutture che al momento restano alquanto povere. Ha suggerito di implementare le politiche economiche al fine di sostenere il processo di integrazione attraverso una migliorata capacità di attrarre investimenti mentre si cerca in ogni modo di limitare gli effetti negativi. In particolare, il Governo –secondo queste visioni- dovrebbe continuare a migliorare i suoi investimenti e creare un migliore clima per il business, completando la cornice generale legale ed assistendo la imprenditorialità aggiornando le tecnologie ed espandendo i mercati.

La Comunità Economica ASEAN ha tra i propri scopi quello di creare una base produttiva solida per l’ASEAN ed i Membri che la compongono in modo da creare un libero mercato interno per beni, servizi, capitali e forza lavoro specializzata.

Allo stesso tempo, nel corso del Meeting si è discusso della scena riguardante il trattamento dei rifiuti in chiave contemporanea. La Commissione del Popolo di Ho Chi Minh City ha fornito gli ordini da eseguire alle Autorità che operano in sei differenti Distretti per separare i rifiuti solidi urbani e trasformarli in risorse organiche ed inorganiche utili a fini di utilizzo riciclato. L’anno scorso il programma è stato indirizzato ed applicato in due aree residenziali nel Distretto 1 Ben Nghe Ward. Circa 90 famiglie hanno consegnato in modo continuativo i propri rifiuti negli appositi contenitori suddivisi, un sacco verde di rifiuti organici ed un altro grigio per i rifiuti inorganici. I rifiuti sono stati raccolti e trasportati in impianti di trattamento in due differenti mezzi di trasporto motorizzato. Il programma è stato settato per essere poi applicato anche nei Distretti 3, 5 e 6 e a Binh Thanh nel corso di questa settimana, come confermato da Nguyen Huu Tin, capo vicario della Commissione del Popolo. Le famiglie di questi Distretti hanno ricevuto forniture relative ai contenitori, i sacchi e le relative istruzioni per l’uso. Nguyen Huu Tin ha informato la Commissione del Popolo nelle sue rappresentanze locali affinché siano allocate ulteriori risorse proprio per migliorare la consegna delle forniture utili per effettuare questa prima fase di raccolta differenziata e circa il loro trattamento, il che rappresenta una realtà davvero parecchio innovativa per la scena dell’area asiatica e per il Vietnam nello specifico.

Infine, si è anche discusso di una particolare situazione dovuta al fatto che una città cinese ha chiesto di inviare proprio personale verso una città vietnamita del Nord in un convoglio di 1.000 macchine. La richiesta di passaggio per così tanti veicoli per trasportare, alla fin fine, 1.500 persone, è stata rifiutata dalle Autorità vietnamite, anzi, è stata ritenuta una vera enormità. «Sembra che essi vogliano avviare una attività di perforazione nel nostro territorio. Perché allora non utilizzano 40 autobus? Non conosciamo quali siano i reali scopi della cosa» ha affermato un esponente ufficiale anziano vietnamita. La richiesta cinese, quindi, è stata bloccata.

La popolazione vietnamita potrebbe reagire non positivamente, ha aggiunto l’esponente ufficiale, visto che un sentimento anti-cinese alquanto diffuso in Vietnam a causa degli atteggiamenti assunti dalla Cina in termini di territorialità e per le note dispute territoriali e marittime in corso da lungo tempo permangono ancor oggi permane in buona parte del Paese.

Esponenti ufficiali provenienti dalla città cinese di Pinxiang collocata nella regione autonoma di Guangxi Zhuang nel Sud della Cina ha presentato una richiesta al Ministero dei trasporti Vietnamita nel mese in corso per portare “auto turistiche” in zone commerciali, come riportato da Thanh Nien. «Abbiamo deciso di non concedere il permesso alla Cina poiché non possiamo garantire tutte le situazioni che permettono un adeguato livello di sicurezza», ha aggiunto l’onorevole deputato Ministro dei Trasporti Nguyen Hong Truong. Il quale ha anche affermato che non è stato specificato in quale parte del Paese questo strano contingente turistico sarebbe stato poi realmente condotto. Inoltre, la richiesta cinese è stata presentata in tempi stretti e senza lasciare al Vietnam alcun modo di prepararsi, pianificare e soprattutto verificare le reali circostanze in cui il tutto si sarebbe svolto sul proprio territorio.

La questione delle dispute territoriali non riguarda solo la Cina e il Vietnam, coinvolge infatti la Cina da un lato e buona parte delle Nazioni estremo-orientali e Sud Est asiatiche dall’altra. In Vietnam però, è vicina nel tempo la ferita relativa a manifestazioni anti-cinesi estremamente violente, che hanno portato a morti, feriti ed una specie di fuga di forza lavoro cinese verso la propria Madre Patria. Tutto questo non depone favorevolmente per una facile risoluzione delle controversie territoriali ma anche nello snellimento troppo frettoloso delle relazioni tra Vietnam e Cina, si tratta di un processo che richiederà un tempo più lungo e maggior capacità di esplicare pazienza.

 

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