giovedì, Aprile 22

Vietnam: no ai Giochi Asiatici Purtroppo non ci sono le condizioni finanziarie per ospitare i prossimi Giochi Asiatici 2019

0

image5

Bangkok – Il Primo Ministro Nguyen Tan Dung ha affermato che il Vietnam non è nelle condizioni finanziarie per poter ospitare la 18ma Edizione dei Giochi Asiatici ASIAD ad Hanoi nel 2019. È facile immaginare quale sia stata la delusione presso i componenti del Comitato Organizzatore dei Giochi Asiatici 2019 ma –in verità– l’intera vicenda getta uno squarcio illuminante sullo stato dell’economia dell’area nella sua interezza e non solo per quel che concerne il solo Vietnam. Tant’è vero che lo stesso Comitato Organizzatore ha dovuto prendere atto che non si tratta del primo Paese che ha declinato rispetto al grande onore ed onere di poter ospitare i Giochi stessi. E così il Vietnam diventa la terza Nazione ad aver declinato sull’offerta di ospitare i Giochi Asiatici a causa delle difficoltà finanziarie. Le altre due Nazioni sono state la Corea del Sud e il Pakistan.

Secondo quel che ha riferito il primo Ministro Nguyen Tan Dung in persona, il Politburo, la Segreteria del Partito ed il Governo erano preparati inizialmente a ospitare i giochi regionali e internazionali, compresi i Giochi Asiatici ASIAD, proprio per sostenere le attività sportive e socio-economiche della Nazione. Il Governo vietnamita ha ringraziato il Consiglio Olimpico d’Asia OCA per l’assistenza allo sviluppo degli sport nel Vietnam in generale e nell’aver sostenuto la candidatura di Hanoi come città-ospite della prossima Edizione dei Giochi Asiatici. Allo stesso tempo, ha dovuto riconoscere, però, che il Vietnam non ha ancora l’esperienza sufficiente per ospitare eventi sportivi di entità così vasta. Secondo il suo parere, non vi era alcun piano presentato dalla organizzazione dei Giochi Asiatici che assicurasse che tutto sarebbe stato un successo. Il Primo Ministro in persona non aveva approvato il piano presentato dalla organizzazione dei Giochi Asiatici. Vi erano, infatti, opinioni differenti circa le finalità ed i significati nell’ospitare l’evento, in special modo per quel che riguarda le attività di finanziamento e fund rising. Nguyen Tan Dung ha affermato che i giochi regionali ed internazionali certo potrebbero contribuire allo sviluppo socio-economico del Paese ma solo qualora ci fosse stata una organizzazione precisa ed attenta su tutti gli elementi, se così non fosse, si potrebbero esplicare solo effetti negativi. L’organizzazione dei grandi eventi sportivi in Vietnam e nel Mondo provano che i capitali derivanti da tali eventi non hanno sempre costi uguali. Secondo Nguyen Tan Dung le strutture costruite per tali eventi dopo la loro conclusione non sono poi effettivamente destinate ad attività precipue per le quali sono stati edificate. Il Primo Ministro ha affermato che la situazione socio-economica del Paese mostra varie difficoltà mentre il Bilancio statale è stato variamente sottoposto a limiti e deve necessariamente essere destinato ad investimenti con più alte priorità. Oltretutto – afferma il Primo Ministro – non vi è alcuna garanzia di ritorno economico da ogni tipo di investimento nella costruzione di tali progetti edilizi.

Dopo aver considerato tutti questi fattori, il Primo Ministro ha chiesto al Ministero della Cultura, Sport e Turismo in cooperazione con il Ministero per gli Affari Esteri ed alle Autorità di Hanoi di ritirare la propria candidatura di Paese Ospite per i Giochi Asiatici. Il Primo Ministro ha poi aggiunto che il Vietnam potrebbe iscriversi in qualità di Paese Ospite più in là nel tempo, sperando che giungano momenti più adatti per poterlo fare.

Il Vietnam sta vivendo –tra alti e bassi un momento alquanto complesso da decifrare, rampante sulle piazze internazionali e condizionato da stagnazione al proprio interno, una dimensione che si rispecchia con maggiore incisività ed evidenza sui consumatori e sulla popolazione, dato che si tratta di aspetti che condizionano da vicino la vita quotidiana. Diamo qui degli esempi.

L’Indice dei Prezzi al Consumo CPI nel Vietnam ad Aprile potrebbe discendere ulteriormente a seguito di una curva nel potere d’acquisto che continua a scendere anch’essa, come fatto notare dallo stesso Dipartimento del Management del Prezzo sotto il Ministero per le Finanze. In ogni caso, il declino avrà comunque un andamento più lento di quello constatato nel mese di marzo. Il Dipartimento ha progettato quella specifica pressione sui prezzi come collocabile in una fase di stagnazione. Le epidemie che hanno colpito il bestiame ed il pollame, per fare un esempio, non sono sotto controllo nella regione centrale, nelle parti montuose e nelle provincie del Sud. Le attività agricole e la produzione più in generale, di conseguenza, sono ancora in fase di stagnazione. I prezzi di alcuni prodotti essenziali e servizi base si ritiene resteranno invariati o diminuiranno. I prezzi del diesel, del mazut (una scrematura del petrolio), la benzina e il gas hanno tutti già subìto un abbassamento dei prezzi tra la fine di Marzo e gli inizi di Aprile. L’Indice dei Prezzi al Consumo a marzo ha avuto un’altra caduta pari allo 0,4 per cento rispetto al livello del mese precedente, il livello più basso registrato durante il decennio passato. I prezzi dei beni alimentari e dei prodotti più in generale hanno segnato il livello più basso con uno 0.96 per cento in meno nel mese in corso. I materiali per l’edilizia e le costruzioni, compresi affitto, elettricità, acqua, energia e annessi utili per le costruzioni segnano tutti il secondo abbassamento registrato dello 0.74 per cento.

Lo slittamento dell’Indice dei Prezzi al Consumo durante il mese di marzo è stato attribuito ad un declino acuto della domanda al consumo dopo la più importante festività della Nazione, il Nuovo Anno Lunare a Febbraio. Le ragioni principali per la discesa sono state la spesa diminuita da parte dei consumatori locali a causa delle difficoltà economiche e della produzione ancora stagnante. In ogni caso, l’Indice dei Prezzi al Consumo a marzo ha perso un altro 0.8 per cento rispetto al mese di dicembre 2013.

Alla luce di questi ragionamenti, il parere del Primo Ministro Nguyen Tan Dung –parere che ha pesato non poco sulla scelta finale– per cui il Vietnam ha declinato circa la possibilità di ospitare i prossimi Giochi Asiatici ad Hanoi, risulta essere meno peregrino di quanto ci si potrebbe aspettare ad un primo impatto. Un parere, quindi, molto saggio e realistico.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->