lunedì, Settembre 27

Vietnam: il lavoro all’estero field_506ffb1d3dbe2

0

vietnamese-woman

Bangkok Non solo Bangladesh o Filippine ma anche Vietnam. Il numero sempre crescente di lavoratori che partono dalla propria Madrepatria in cerca di migliori condizioni di lavoro ma soprattutto in cerca di migliori retribuzioni è in crescita un po’ ovunque, lo scacchiere asiatico non è esente da questo processo dove la logica dei grandi numeri ha sempre posizionato in cima alla classifica dei migranti i lavoratori cinesi. Il Vietnam non si caratterizza tanto per la migrazione interna, il che spesso in Asia equivale al permanere in uno statu quo ante, quanto piuttosto per quella che porta i lavoratori vietnamiti ad andare in territori lontani, specialmente in Nazioni a sviluppo avanzato dove però – mentre contribuiscono al profitto delle aziende e del mondo del lavoro dove decidono di andare a cooperare – accantonano denaro da inviare alle proprie famiglie, sostenendo così l’economia della propria Nazione.

Il livello delle rimesse economiche derivanti da lavoro all’estero – secondo gli analisti di settore – nel corso del 2014 mostreranno un ulteriore miglioramento e quindi una crescita, sulla spinta di migliori prospettive di lavoro per chi opera all’estero ma soprattutto per le migliorate condizioni del mercato del lavoro sulle piazze internazionali e per i crescenti investimenti che vengono effettuati e stimati in questo specifico segmento del mondo della produzione e del lavoro a livello internazionale. Le Xuan Nghia, un ex Vice Presidente della Commissione di Supervisione Nazionale Finanziaria ha affermato che – secondo i dati e le analisi di mercato in loro possesso e riguardanti gli appena trascorsi tre anni – le rimesse dall’estero sono cresciute in modo costante. Esse erano di circa 9 miliardi di Dollari USA in controvalore nel 2011, 10 miliardi nel 2012 e 11 miliardi lo scorso anno.

Due fattori vengono ritenuti i principali cardi delle rimesse monetarie che giungono dall’estero. Gli introiti dei lavoratori vietnamiti all’estero hanno mostrato un andamento crescente in modo inversamente proporzionale rispetto all’andamento della disoccupazione scesa fino a tassi del 4-5 per cento dagli iniziali 9-10 in alcune Nazioni a sviluppo avanzato, compresi Stati Uniti, Canada e Australia. Le rimesse dei lavoratori vietnamiti giungono principalmente da Stati Uniti ed Europa ma nel 2013 sono notevolmente aumentate anche quelle dei lavoratori vietnamiti che vivono e lavorano in Cina e Corea del Sud sommando un 5 per cento circa rispetto allo 0.2-0.3 per cento delle rimesse totali verso il Vietnam nell’anno precedente.

Molti lavoratori vietnamiti si stanno impegnando anche nell’aprire nuove aree di mercato del lavoro. Ad esempio, i funzionari della Western Union Indonesia affermano che le rimesse monetarie destinate al Vietnam provengono da un numero sempre più grande e variegato di Nazioni. Nel 1994 le rimesse trasferite attraverso la Western Union provenivano da sole 16 Nazioni. Oggi esse provengono da più di 200 nazioni e territori differenti. Questo dimostra che la forza lavoro vietnamita s’è dispiegata progressivamente su piazze internazionali sempre più vaste e diversificate ed allo stesso tempo, tutto ciò rappresenta anche la grande capacità dei lavoratori vietnamiti all’estero di affrontare vari settori lavorativi e professionali, mostrando una grande capacità di adattamento.

Bisogna anche aggiungere che le politiche governative vietnamite si sono adattate nel tempo ai nuovi panorami apertisi in questo specifico settore e, così, sono state messe a punto varie forme di assistenza e sostegno per cittadini vietnamiti che intendessero recarsi all’estero in cerca di lavoro. Esperti del settore finanziario locale confermano che i lavoratori vietnamiti inviano denaro a casa non solo per gli usi e le nessità familiari o individuali ma anche per investimenti. I soggetti individuali vietnamiti che vivono all’estero hanno, nella stragrande maggioranza dei casi, mantenuto la propria cittadinanza vietnamita, così possono accedere a varie forme di proprietà a vario titolo e in vari ambiti aggirando le specifiche restrizioni in ambito di proprietà, anche seguendo i contenuti di un recente decreto legge sullo sviluppo della proprietà agricola ed edilizia. Tutti coloro che mantengono o possiedono il diritto d’acquistare casa in Vietnam possono godere anche di altri privilegi, come il trasferimento dell’usufrutto della proprietà immobiliare pure durante la vendita dell’immobile, facendo riferimento a istituti di credito per ipotecare le case o l’uso della terra ed infine anxhe concedere in leasing le loro proprietà.

L’Associazione Vietnamita degli Investitori Finanziari ha anche fatto notare che la sempre più crescente stabilità della moneta locale, il Dong vietnamita, ha grandemente contribuito ad attrarre le rimesse, anzi, ne ha sostenuto in modo robusto il progressivo aumento.

In un documento reso pubblico lo scorso mese di Ottobre, la Banca Mondiale ha sottolineato che il Vietnam si posiziona tra le prime dieci Nazioni al Mondo nel ricevere i flussi di denaro da lavoro all’estero. Il Vietnam, infatti, ha ricevuto 10.6 miliardi di Dollari USA in controvalore nel 2013, il 6.5 per cento in più rispetto a quanto accaduto nel 2012.

Secondo la Commissione per gli Affari Vietnamiti all’Estero, circa 4.5 milioni di vietnamiti vivono in più di cento Nazioni diverse in giro per il Mondo. Senza contare, poi, il fatto che vi sono circa 500.000 vietnamiti a loro volta ospiti di altri lavoratori. A tutto ciò bisogna aggiungere che la componente migratoria vietnamita si caratterizza anche per il fatto che la gran parte dei lavoratori vietnamiti migranti è inclusa in fasce d’età giovanili: lavorare all’estero – oltre che essere un mezzo per sostenere meglio le proprie famiglie ed il proprio Paese – significa anche accumulare una esperienza professionale e lavorativa “spendibili” al proprio eventuale ritorno nella Madrepatria. Il prima fattore a beneficiarne in Vietnam è il settore economico privato, dove tutti coloro che hanno imparato un lavoro all’estero possono mettere a frutto le proprie competenze e investire parte del denaro accantonato nel periodo di lavoro all’estero in nuovi mestieri e attività professionali in Vietnam.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->