lunedì, Ottobre 18

Vietnam diventa primo partner commerciale della Cina nell’ASEAN Superata anche la Malaysia, Nazione dell’ASEAN a lungo tempo prima in classifica negli scambi bilaterali col colosso cinese

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Il Vietnam per la prima volta da sempre, è diventato il primo partner commerciale della Cina nell’intero blocco dei Paesi ASEAN. Nel mese di Giugno 2018, l’interscambio economico Cina-Vietnam ha raggiunto gli 11.2 bilioni di Dollari USA, superando persino gli interscambi commerciali tra Cina e Malaysia fermatisi a 9.3 bilioni di Dollari USA in termini di controvalore complessivo. Per questo motivo, il Vietnam, per la prima volta, ha scalzato la Malaysia, è diventato il primo trade partner cinese nell’area ASEAN e tutto giunge confermato da fonte più che attendibile, ovvero, dal Consiglio Economico e Commerciale dell’Ambasciata Cinese in Vietnam, per bocca del suo esponente in capo Hu Suo Jin durante una conferenza stampa tenutasi recentemente proprio sui rapporti economici e commerciali bilaterali. Si ridisegnano gli equilibri commerciali tra ASEAN e Cina (che guarda all’Associazione preferendo guardare ai singoli Paesi considerandoli separati e non come componenti dell’ASEAN stessa). Lo stesso Consigliere Economico Hu Suo ha sottolineato che è stato il «miglior periodo dal punto di vista storico» nelle relazioni commerciali tra le due Nazioni ed il deficit commerciale vietnamita con la Cina è in via di riduzione sulla base dei punti di vista di entrambe le Agenzie governative.

L’esponente istituzionale e diplomatico dell’Ambasciata cinese ha anche affermato che egli ha fattivamente voluto cooperare con le Autorità provinciali dei territori di confine per migliorare ulteriormente l’import-export tra Cina e Vietnam, soprattutto nell’ambito della produzione agricola in partenza dal Vietnam e diretta verso la Cina. In più, ha precisato che: «Il traffico bloccato ai punti di smistamento e passaggio territoriale tra i due Paesi, quando si è verificato, non è stato dovuto ad una qualche mancanza nei meccanismi delle burocrazie delle Autorità delle due Nazioni ma semplicemente per l’ingrandirsi notevole del tasso di crescita di scambio reciproco dei prodotti agricoli e dell’indotto relativo tra Cina e Vietnam». L’incaricato per gli affari dell’Ambasciata cinese in Vietnam, Yin Haibon, ha anche annunciato che vi saranno numerose visite di alto profilo da svolgersi in coda alla seconda metà dell’anno corrente ed ha chiesto che proprio l’Ambasciata operi al meglio dei propri sforzi per incoraggiare le capacità dell’imprenditoria della Cina affinché investano sempre più in territorio vietnamita.

Agli incontri pubblici tenutosi sul tema degli scambi commerciali era presente -nel rispondere ai media dell’area asiatica e Sud Est asiatica- Chen Lienqing, un rappresentante della impresa di proprietà statale China Southern Power Grid (CSG), il quale è stato interpellato soprattutto a proposito del recente incidente legato alla fuoriuscita di nubi dalla ciminiera dell’impianto termico di Vĩnh Tân 1, collocato nella Provincia meridionale di Binh Thuan .

La China Southern Power Grid, principale investitore nel progetto energetico in corso di costruzione in Vietnam del controvalore di 1.75 bilioni di Dollari USA ha affermato che il fenomeno del quale si discute è stato il risultato dell’emissione di aria altamente compressa utilizzata per pulire la ciminiera, prima dell’inizio del secondo turno di lavoro. Chen Lienqing  in tal proposito ha chiosato: «Bisogna poi aggiungere che non si tratta di fumo e non contiene alcuna sostanza tossica. Il residuo all’interno della ciminiera avrebbe dovuto espandersi per mezz’ora ma s’è esaurito in una decina di minuti ed è stato anche facilmente raccolto e limitato» A proposito della nube nera dell’impianto di Vĩnh Tân 1, la Commissione Popolare della Provincia di Binh Thun ha chiesto alla Direzione dell’azienda energetica di sospendere i turni della seconda unità poiché -essa afferma- l’impianto non è stato notificato presso il Ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali o alle Autorità locali circa i propri piani operativi. Secondo le Autorità provinciali i test di prova per la ripresa effettiva della produzione e la produzione stessa riprenderanno una volta che tutte le strutture per mettere in sicurezza i processi produttivi saranno sicuri e possono operare nel rispetto del consueto ordine di lavoro. Le Autorità provinciali, inoltre, hanno chiesto alla società impiantistica energetica Vĩnh Tân 1 di presentare un piano dettagliato sui propri trattamenti delle polveri e delle scorie in accordo con le linee guida del Ministero dell’Industria e del Commercio MoIT, che comprendono il piantare alberi, siti di stoccaggio in sicurezza delle ceneri prodotte dalla processazione di sostanze all’interno dell’impianto e la pulizia dei mezzi da cenere e polveri inquinanti da tutti gli automezzi che entrano ma che soprattutto fuoriescono dalla sede degli impianti stessi. I rappresentanti della proprietà dell’impianto energetico Vĩnh Tân 1 hanno ripetuto che è il primo del genere ad esser stato costruito da un investitore cinese sotto la supervisione del modello Build-Operate-Transfer BOT, dopo 25 anni di operatività, l’impianto energetico sarà poi trasferito del tutto nelle mani del Governo vietnamita.

Nell’incontro coi media Lienqing ha ribadito che tutte le misure di protezione sono state messe in atto ai più alti livelli tra gli standard di settore da entrambe le Nazioni, avendo entrambe ben salutato la costruzione dell’impianto energetico fin dal suo inizio, ben salutate anche le ispezioni ed il monitoraggio delle Autorità preposte oggi preoccupate unitamente ai media. In effetti, un po’ tutte le aziende che producono energia ma che sono alimentate da carbonfossili oggi sono aspramente criticate in ogni angolo del Pianeta. In ogni caso, la società Vĩnh Tân utilizza carbone antracite puro che genera 20.000 tonnellate di carbon dioxide meno che qualsiasi altro impianto termico energetico. Il progetto Vĩnh Tân 1 della potenza di 1.240 MW si stima possa generare più di 7.2 bilioni di kWh di elettricità all’anno, incrementando le capacità produttive di energia della regione più meridionale riducendo poi la dipendenza dal potere energetico da fonte idrica, specialmente nella stagione secca oppure durante i periodi di siccità.

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