martedì, Aprile 13

Vietnam, conto salato da pagare field_506ffb1d3dbe2

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vietnam cina scontri

Bangkok – Le manifestazioni anti-cinesi del mese scorso hanno lasciato sul terreno non solo morte e devastazione ma anche qualcosa di più. Hanno ulteriormente compromesso le relazioni tra Cina e Vietnam, aggravatesi per la decisione cinese successiva di far passare in zone marittime contese una propria piattaforma di ricerca petrolifera ma anche in ambito commerciale e diplomatico vi sono oggi segni vistosi il cui rimarginarsi prevedibilmente non sarà affatto facile.

Visto tutto l’insieme con occhi esterni può sembrare lontano da interessi a noi più vicini ma così non è: l’instabilità nelle relazioni tra varie Nazioni del quadrante Sud Est asiatico nei confronti della Cina comporta effetti a catena i cui esiti sono alquanto difficili da decifrare, soprattutto se si aggiunge la più corretta e meglio soppesata valutazione data dal fatto che alcune Nazioni coinvolte hanno buone relazioni con partner esterni di spessore. Un esempio su tutti: il Giappone –storicamente in astio profondo con la Cina- è ottimo alleato USA, usufruisce del suo “ombrello” nucleare, ha una valenza economica e finanziaria ineludibile in tutta l’area. Nelle ultime giornate ha incassato anche la conferma –in termini di apprezzamento ed alleanza- da un altro Paese dell’area Sud Est asiatica altrettanto intimo alleato degli USA: le Filippine, anch’esse in astio con la Cina e sempre per la annosa e vetusta questione dei conflitti territoriali.

Il Vietnam ha dovuto amaramente tenere conto dei danni che gli derivano dalle contestazioni di Maggio scorso, vista la fortissima contrazione delle relazioni commerciali ed economiche in genere tra i due Paesi. La fuga precipitosa di cinesi che hanno cercato di mettersi in salvo dalle vere e proprie cacce all’uomo cinese in territorio vietnamita sono scene che non saranno facili da dimenticare. E che altrettanto certamente la Cina non ha assolutamente voluto lasciar passare indenni via dalla propria attenzione. E così, ora sul tavolo del Vietnam arriva il conto.

Il Vietnam ha effettuato un primo versamento di 7 milioni di Dollari USA in conto danni a favore di circa 140 attività economiche e commerciali, comprese le Società cinesi, che sono cadute sotto attacco delle violente manifestazioni anti-cinesi del mese scorso. Almeno due lavoratori cinesi sono deceduti quando le proteste sono poi divampate trasformandosi in vere e proprie violenze di strada in differenti zone del Vietnam. Hanoi s’è anche offerta di sostenere le Società colpite dalle violenze proponendo ulteriori iniziative in futuro come, ad esempio, il differimento del pagamento di vari sistemi di tassazione.

Alla fine di Maggio il Vietnam ha trovato due uomini colpevoli di incitamento alla violenza, comminando loro tre anni e un anno di prigione rispettivamente. Più di mille persone si è poi saputo sono state arrestate per aver partecipato a quelle violente manifestazioni che hanno devastato interi quartieri di varie città della Nazione.

Le relazioni diplomatiche e di varia natura tra Pechino e Hanoi sono ulteriormente peggiorate quando il Gruppo CNOOC cinese ha inviato una piattaforma di ricerca petrolifera nelle acque marine profonde nelle acque circostanti l’Isola Zhongjian che è ritenuta all’interno delle proprie acque territoriali da parte del Vietnam.

Hanoi ha inviato in quel caso delle proprie motovedette per impedire alle navi cinesi di operare in quelle acque più di 1.500 volte, secondo quel che afferma il Ministero per gli Affari Esteri cinese. Vi è stata poi l’insorgenza di ulteriori manifestazioni di strada in protesta contro la Cina.

 

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