sabato, Maggio 15

Viaggio dentro Fukushima

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Sono passati ormai 5 anni dal disastro di Fukushima, dovuto al terribile terremoto dell’11 marzo 2011, e l’ambiente intorno alla centrale e alla cittadina non è mutato. Anzi, la situazione è ancor più preoccupante. 150 i miliardi di dollari spesi dal governo giapponese per la bonifica, ma l’area non è ancora capace di permettere il rientro totale dei cittadini: solo 60mila persone delle 160mila che dovettero abbandonare la zona vi hanno fatto rientro. E se il processo di messa in sicurezza della centrale va avanti con enormi problemi, la gente protesta: Nel villaggio di Iitate, uno dei più suggestivi della regione del Tohoku, sono presenti 2 milioni e 900 mila sacchi di suolo radioattivo, ma il governo parla di far rientrare i residenti nel marzo del 2017. Una data, a detta di molti, improbabile. Per questo un ex agricoltore, Kenichi Hasegawa, ha radunato 3mila ex residenti di Iitate e iniziato una battaglia contro il governo di Tokyo per denunciare la campagna mediatica sulla pianificazione in vista delle Olimpiadi del 2020. Sì, perché ormai c’è bisogno di pensare a come salvaguardare l’ambiente e le vite delle persone, non pensare ai Giochi. Basti vedere il reportage da Fukushima del The Telepraph che vi proponiamo. Scenari spettrali e radiazioni ancora ‘letali’. E l’allarme arriva anche dal rapporto di Greenpeace: rilevati i primi segni di mutazioni ereditarie e di alterazioni nel Dna di diverse forme di vita nelle foreste, dagli alberi alle farfalle.

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