martedì, Settembre 28

Viaggiare con lentezza image

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fari

 

Difficile dire con precisione in che cosa consista il ‘turismo responsabile’. Il discorso è articolato e coinvolge talmente tante variabili che una definizione unica non c’è, così come tanti sono i suoi segmenti a livello di destinazioni: dalle città d’arte, ai borghi più belli d’Italia, al turismo rurale sino a quello religioso. Un settore in crescita al quale guarda con interesse anche l’Europa che, tra le altre iniziative, ha lanciato il programma internazionale Med-Phares, finanziato dalla Ue con quasi un milione 800mila euro (capofila la Sardegna), con l’obiettivo di recuperare e valorizzare  i fari e le stazioni semaforiche inutilizzate del Mediterraneo come future mete di un turismo sostenibile.  

Quando si parla di turismo sostenibile non si intende solo ambiente e risparmio energetico. Il fenomeno coinvolge infatti gli operatori dell’ospitalità e dell’intrattenimento ma anche attività collaterali che producono interessanti benefici economici per i territori interessati e per le comunità locali. L’Associazione Italiana Turismo Responsabile (Aitrevidenzia proprio l’aspetto socio-economico del fenomeno.

“Per noi è centrale l’interesse della comunità locale meno quello del turista che deve comunque essere accolto bene”, spiega Maurizio Davoglio,Presidente di Aitr. “Così come è importante l’impatto sul territorio. Pensiamo, ad esempio, che sia meglio scegliere strutture gestite dai residenti perché è lì che devono restare le risorse economiche. Ci deve essere un incontro tra la popolazione locale e i visitatori. E’ una forma di turismo ‘lento’ che racconta la storia, le tradizioni, i cibi locali, l’artigianato e i prodotti tipici. Cose che possono essere anche acquistate producendo così reddito per il territorio”.

Per quanto riguarda la nicchia dell’ecoturismo, l’XI Rapporto Ecotur sul Turismo natura, elaborato con Istat, Eni e Università dell’Aquila, e presentato nel marzo scorso, rileva che nel 2012 il numero delle presenze ha raggiunto quota 101 milioni, producendo un  fatturato di quasi 11 miliardi 400mila euro, con aumenti rispetto all’anno precedente rispettivamente dell’1,48% e del 4,1% a fronte di un calo, per le stesse voci, del 3,5% e del 9,5% del turismo tradizionale. Performance in linea con quelle del 2013 e con previsioni ottimistiche per il 2014.

L’Italia, con 871 parchi, può contare su un territorio costituito per il 10% da aree protette. Tra le destinazioni più richieste, nel mercato italiano, il Parco nazionale d’Abruzzo (con il 21% delle preferenze), seguito da Gran Paradiso (17%), Dolomiti Bellunesi (11%), Cinque Terre (9%), Stelvio e Pollino (entrambi al 7%); mentre per il mercato europeo, in testa alla classifica c’è il Parco nazionale delle Cinque Terre (25%), seguito da Dolomiti Bellunesi (20%), Appennino Tosco-Emiliano (9%), Arcipelago Toscano (7%), Vesuvio (7%).

“E’ una forma di turismo che macina risorse ed è un’economia in costante crescita”, afferma Enzo Giammarino, Presidente di Ecotur. “Abbiamo visto crescere e professionalizzato decine di tour operator che ora lavorano su questo tipo di prodotto e abbiamo un numero importate di realtà che oggi fanno incoming in Italia. Quanto al futuro, il 58% dei tour operator si aspetta una crescita del settore nel corso di quest’anno, solo il 6% prevede una diminuzione, mentre i restanti stimano che il mercato resterà stabile”.

Previsioni positive rafforzate dall’incremento dei flussi turistici provenienti dall’estero che, nel 2012, hanno raggiunto una quota del 40,2% a fronte del 38% dell’anno prima. Un dato che produce quasi automaticamente anche un aumento del giro d’affari dato che la capacità di spesa giornaliera del turista straniero è mediamente sui 100 euro contro i 65 degli italiani.

Il Rapporto Ecotur ha analizzato anche il turismo nei Borghi più belli d’Italia (ad agosto 2013 erano 217), segmento tra i più rappresentativi del turismo natura, il cui valore è stato stimato in  1 miliardo 152 milioni di euro di fatturato.

C’è poi tutto l’indotto che gravita intorno alle eccellenze locali come l’artigiano, l’arte e la cultura e soprattutto l’ enogastronomia, vero e proprio fiore all’occhiello dell’Italia. La vacanza ‘green’ nel Belpaese piace anche per il cibo, per la produzione vinicola, per quella biologica che, secondo la Coldiretti, detiene la leadership europea, e per l’offerta di prodotti tipici che contano su 264 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4.813 specialità tradizionali censite dalle regioni.

“Il nostro Paese”,  osserva Silvia Bosco, responsabile nazionale di Terranostra –Coldiretti , “possiede un immenso patrimonio. E non solo dal punto di vista naturalistico. Oggi è diminuito il numero dei giorni di vacanza ma si apprezza maggiormente questo modo di viaggiare innovativo. Il turista sceglie ad esempio l’agriturimo perché ha l’opportunità di coniugare un buon rapporto qualità/prezzo con la possibilità di gustare e di comprare i cibi locali. Delle 20mila aziende agrituristiche autorizzate, il 50% propone oggi un servizio di ristorazione. Sono inoltre 1.200 i mercati di ‘Campagna amica’ che possono contare su una produzione di qualità elevatissima”.

Per non parlare del cosiddetto ‘Km 0’, la cui valenza non si limita alla riduzione dell’impatto ambientale dovuto ai minori spostamenti di mezzi per il trasporto delle merci. La Legge sulla Multifunzionalità, baluardo di Coldiretti, che ha permesso di affiancare alle tradizionali attività agricole nuove opportunità, come appunto la commercializzazione dei prodotti, ha garantito la sopravvivenza di centinaia di piccole realtà territoriali che, con la loro produzione quantitativamente insufficiente per entrare nel circuito della grande distribuzione, avrebbero in altro modo chiuso. E oggi sono circa 12mila i punti autorizzati alla vendita diretta.

Il numero degli agriturismi in Italia è cresciuto negli ultimi dieci anni del 57%, raggiungendo la cifra record di 20.474. Il maggior numero si trova in Toscana (4.185) e in Trentino (2.996), ma il fenomeno si sta diffondendo capillarmente su tutto il territorio nazionale con il 47% delle strutture ubicate al Nord, il 34% nel centro e il 19% al Sud. Una crescita dovuta anche a un’offerta di servizi sempre più diversificata che affianca alle proposte enogastronomiche attività come l’escursionismo (proposto da 3.324 strutture), la mountain bike (2.785), i corsi di cucina, orto, cucito o altro (2.009), l’equitazione (1.489), il trekking (1.821), le fattorie didattiche per i bambini (1.251) e le osservazioni naturalistiche (932).

Sul versante degli hotel e degli alberghi  più tradizionali, cresce il numero delle strutture che chiedono di essere certificate e che adottano politiche utili dal punto di vista etico ma anche in termini di competitività, e quindi economici. Sono sempre di più i tour operator, in particolare del Nord Europa, che chiedono la certificazione come condizione necessaria per l’inserimento delle strutture nei loro cataloghi. A tale proposito, si può citare l’iniziativa di Tripadvisor che ha lanciato in Europa il programma EcoLeader per aiutare i turisti a organizzare  viaggi più ‘verdi’, evidenziando gli hotel e i B&b impegnati in pratiche eco-friendly. Un programma sviluppato in collaborazione con Habitech, Legambiente Turismo, Environmental Programme delle Nazioni Unite e International Tourism Partnership. Il programma prende in considerazione l’approccio alle pratiche ambientali delle strutture, classificandole in quattro livelli. La selezione delle strutture avviene sulla base di una serie di parametri che valutano le buone prassi adottate.

C’è infine l’aspetto dell’accessibilità, segmento che prevede un’offerta di servizi e di strutture capaci di garantire alle persone con esigenze particolari la possibilità di godere di una vacanza senza ostacoli e difficoltà. Disabili ma anche persone anziane, un target, quello degli over 65, in costante crescita per l’invecchiamento della popolazione in Europa e che, sempre secondo il Rapporto Ecotur, triplicherà nel 2050 rispetto al 2003, quando il numero degli gli ultraottantenni sarà cinque volte quello attuale.

Al tema del turismo accessibile è dedicato l’evento ‘Zero Barriere’, che animerà Matera il 27 e il 28 settembre. Obiettivo dell’iniziativa: realizzare un modello di intervento innovativo, attraverso un incubatore culturale che trasformerà la Città dei Sassi in un simbolo dell’accessibilità, grazie all’integrazione di strategie dedicate e la sperimentazione di nuove formule sostenibili. Durante ‘Zero Barriere’ sarà anche presentato in anteprima mondiale il progetto riguardante l’accessibilità del sito archeologico di Pompei e le cinque migliori esperienze internazionali della ‘filiera turismo-cultura’, selezionate dal Comitato Tecnico-Scientifico per le loro pratiche ottimali nell’offerta turistica fruibile da tutti.

 

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