martedì, Novembre 30

Viaggi 'fai-da-te': Ue protegge il 'tutto compreso'

0

Anche i viaggi “fai-da-te” entrano nell’era del digitale dopo il voto con cui il Parlamento Europeo ha approvato in seconda lettura la proposta di offrire le stesse garanzie delle agenzie di viaggio anche ai viaggiatori che prenotano tutto il “pacchetto” on-line.

La proposta votata dagli eurodeputati la scorsa settimana ha ottenuto una forte maggioranza. Essa mirava a proteggere diritti di coloro che prenotano on-line attraverso svariati siti web per organizzare viaggio, soggiorno e servizi associati (come noleggio auto, per esempio), e che finora venivano penalizzati se anche uno solo dei servizi fosse venuto a mancare (per il fallimento ad esempio dell’operatore o a causa di eventi naturali) rovinando così tutto il resto della vacanza. Finora mancava chiarezza nella legislazione esistente in Europa sul livello di protezione dei consumatori e anche le stesse agenzie di viaggio avevano spesso difficoltà a garantirne i diritti.

“Con la legislazione finora esistente” ha detto l’eurodeputata belga Anneleen Van Bossuyt del Partito Conservatore e Riformista europeo (ECR). “Non era facile capire fino a che punto i viaggiatori fossero protetti se uno dei servizi nell’ambito di uno stesso pacchetto vacanze fosse venuto a mancare. Ora ci sarà più chiarezza”. Le garanzie offerte ai consumatori vanno dall’aumento di prezzo (vietato dopo la conclusione del contratto) al fallimento di uno degli operatori, agli imprevisti come i disastri naturali. Viene anche prevista la possibilità del trasferimento del pacchetto ad un altro viaggiatore e l’ipotesi di annullamento del contratto. “Era importante trovare un punto di convergenza bilanciato che potesse garantire i diritti dei consumatori ma evitare anche di danneggiare gli operatori del settore con regole onerose e difficili da gestire”.

Per la relatrice della proposta di modifica della legislazione esistente, l’eurodeputata tedesca del Partito Popolare Europeo Birgit Collin-Langen, era urgente ammodernare la legge europeo che regola la materia e che risale all’inizio degli anni 1990, quando internet era ancora agli albori. “Con la revisione della legislazione esistente vengono rafforzati i diritti dei viaggiatori in Europa. I nuovi sistemi di prenotazione offerti dagli strumenti digitali devono informare i viaggiatori dei loro diritti tenendo però conto anche degli interessi economici dell’industria – operatori turistici, agenzie di viaggio e il settore alberghiero”.

La legislazione ‘ammodernata’ dal Parlamento europeo copre sia i cosiddetti ‘pacchetti di viaggio’ (preorganizzati dall’agenzia di viaggio o dal viaggiatore medesimo) sia i nuovi tipi di prenotazioni che prevedono, dopo l’acquisto del viaggio aereo, ad esempio, anche la prenotazione di ulteriori servizi attraverso ‘collegamenti on line’ predisposti dallo stesso operatore anche se la prenotazione dell’alloggio, ad esempio, viene fatta 24 ore dopo il pagamento del viaggio aereo. E’ il ‘pacchetto’ completo che va protetto, insiste il Parlamento europeo, e anche le eventuali spese extra vanno quindi indicate con chiarezza da parte degli operatori come pure il diritto al rimborso se il ‘pacchetto viaggi’ viene cancellato dai viaggiatori in seguito a un disastro naturale o a un attacco terroristico o qualora il prezzo complessivo superi l’8% del totale. Ma chi pensa di esercitare questi diritti a partire da subito resterà deluso: i governi dei Paesi europei hanno due anni per adeguare la loro legislazione in materia alla nuova normativa europea.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->