sabato, Settembre 18

Vi dichiaro 'sponsorizzati', il nuovo business dei matrimoni La tradizione cede il passo a nuove formule

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Andrea Samantha matrimoni sponsorizzati

In principio furono Dave Kerpen e Caroline Fisher, residenti a Brooklyn, che l’8 luglio del 2006 convolarono a nozze nello stadio KeySpan di New York, davanti a 7.000 spettatori, inclusi i 500 invitati, con soli 20mila dollari. Trovarono sponsor per anelli, vestiti e fiori, in cambio esposero i nomi in enormi cartelli, davanti ad un pubblico da nozze “reali”. Da allora il fenomeno dei matrimoni sponsorizzati si è evoluto e sembra aver contagiato mezzo globo, dalla cattolicissima America del Sud al Sud-Est asiatico, fino all’Europa e al BelPaese.

Complice una crisi che rende complicato non solo trovare un posto di lavoro ben retribuito, ma anche realizzare il sogno di una vita, forse il sogno per eccellenza, quello di condividere una vita insieme. Ma guai a demordere ed ecco che a mali estremi, si ricorre ad estremi rimedi. Devono averlo pensato nel 2011 la prima coppia sponsorizzata italiana, Elisa Di Cristofano e Walt Zecca, residenti a Mediglia (Milano), capaci di spendere poco ma di riuscire a realizzare il giorno comunque perfetto. E anche nella Capitale gli esempi non sono pochi, come quello di Samantha D’Angelo e Andrea Pulzella, 26 anni lei, studentessa in Infermeria e un lavoro da assistente domiciliare, 31 lui, nell’Esercito da 4 anni. Amore dal 2005, tanti sogni nel cassetto, come quello di convolare a nozze, ma costi troppo esorbitanti: “Abbiamo subito pensato ad un matrimonio di tipo tradizionale – ci raccontano – ma poi illuminante fu un servizio di un telegiornale sul fenomeno del matrimonio sponsorizzato. E quella che era stata prima una battuta, in breve tempo si è trasformata in realtà”.

Dopo la coppia americana, la tecnica si è affinata, passando soprattutto per i blog. Tra i primi a utilizzare la sponsorizzazione ‘social’ in Europa i parigini Natacha e Vincent, che sono riusciti a sposarsi il 20 settembre 2009 grazie a tredici sponsor e alla creazione di un sito circa un anno prima della data prescelta. È bastato un servizio su una rete televisiva, incuriosita dall’iniziativa, per attirare i primi partner commerciali. Poi sono arrivati tutti gli altri, per un risparmio di circa cinquemila euro sui dodicimila previsti. Altro caso la coppia canadese formata da Jane MacNeil e Andrew Hall, che offrirono la distribuzione dei biglietti da visita degli sponsor agli invitati e all’addio al celibato si sono fatti immortalare indossando t-shirts con i nomi dei finanziatori. Dunque basta muoversi tra le fitte maglie della Rete e poi partire con la caccia ai “benefattori” del proprio progetto di vita: «All’inizio ci sono arrivate una valanga di mail di offerte, tante proposte ma spesso poca sostanza, tante porte in faccia e commenti come ‘Ma perché vi sposate? Non vi conviene’. Di tutto di più, tanti pregiudizi, ma alla fine sono stati diversi ad accettare l’idea e ora possiamo dire che ormai è quasi tutto pronto».

Location ok, vestiti pure, così come l’animazione, i fotografi, i dolci, le partecipazioni (create da alcune studentesse di grafica), persino la wedding planner, con un risparmio che in molti casi si avvicina anche al 60%. Un’occasione per tutti, non solo per gli sposi: “Perché con questa crisi i guadagni calano. L’alternativa in molti casi è la chiusura e allora perché non supportare anche iniziative simili?”. E che un matrimonio con sponsor convenga anche alle aziende lo testimonia anche chi con le nozze ha a che fare tutti i giorni, soprattutto su internet: “Non c’era un sito specifico dedicato all’incontro tra le coppie e le aziende, qualcosa che le facesse incontrare. E allora così è nata l’idea di Nozzesponsor – ci dice Roberto Sangalliè un portale che permette gratuitamente questo incontro. Le coppie si segnalano in un Forum, si localizzano per regioni, mentre le aziende hanno piattaforma a se stante, dove si segnalano per Regione, provincia e città. Le aziende segnalano la loro disponibilità alla sponsorizzazione e le coppie ne approfittano. Sicuramente è una grossa opportunità, certo grandi marchi non hanno bisogno di ciò, mentre le aziende emergenti devono puntare anche su questo tipo di evento. Da parte degli sposi però ci deve essere impegno: quelli molto organizzati riescono ad ottenere propaganda forte e questo è allettante per le aziende, altri molto meno. Questo è importante per un colloquio con un servizio che si vuole ottenere. Quindi fondamentale la propria voglia e capacità di proporsi, di offrire visibilità. Poi naturalmente dipende molto dal tipo di visibilità che cerca la realtà aziendale chiamata. Serve puntare molto sul territorio, che abbia interesse a farsi vedere. Ma in molti contattano anche aziende che con il matrimonio centrano poco: ad essere cercate infatti anche falegnamerie, idraulici, mobili per la casa, attrezzi per le pulizie. Quindi in questo caso il mercato del matrimonio sponsorizzato può di sicuro ampliarsi e avere ancora più successo“. E il fenomeno è in ascesa: “C’è stata un’impennata di questo tipo di matrimonio con la crisi negli ultimi due anni. Il percorso comunque è arduo, perché non è facile trovare sponsor, molte aziende non sono disponibili, ma il numero dei servizi che si propongono in tutta Italia è in aumento, il trend è decisamente positivo. Nella Fiere in Lombardia portiamo avanti l’iniziativa e abbiamo trovato sempre più collaboratori che si sono associati per fare matrimoni sponsorizzati. Se ce lo chiedono, mettiamo a disposizione un ventaglio di servizi ricco e fruibile in tutta la Lombardia”.

Un fenomeno diffuso al Nord, ma anche al Centro, con il Lazio tra le regioni top, ma nel Sud regna ancora il matrimonio tradizionale. Ma i vantaggi degli sponsor sono evidenti: “Il risparmio varia. Ci sono servizi più disponibili a sconti e regali, perché non hanno grandi costi, vedi parrucchiera, truccatrice, partecipazioni, riso, sono servizi che hanno spese contenute. Invece il fiorista e soprattutto il banqueting, che è il più difficile da farsi sponsorizzare perché ha dei costi di cibi e di personale, lì è difficile avere grossi sconti. Affitto delle location e banqueting sono quelle più difficili da ottenere gratis o con forti sconti, mentre il resto, anche gli abiti, possono portare a risparmi importanti, sia totali ma anche oltre il 50%. Per esempio il fotografo il suo costo è il tempo del servizio, non tanto il materiale. Sì, c’è lo sviluppo, ma non ha costo così alto come il cibo”.
A confermare la sempre maggiore importanza di questo matrimonio sponsorizzato anche Mario Antonelli e Morena Giglio, che gestiscono il sito Giornoperfetto.com, specializzato nelle nozze, anche quelle “sponsored”: “Ogni settimana intervistiamo una coppia che ha deciso di convolare a nozze con l’aiuto degli sponsor. L’obiettivo è quello, dopo aver raccontato la loro storia, di seguire l’evoluzione della loro “ricerca di sponsor” e documentare i lettori sulla riuscita della ricerca. Abbiamo intervistato coppie di ogni angolo della penisola e in tutti i casi gli elementi sono gli stessi (poco budget a disposizione, desiderio di sposarsi nonostante tutto). È un fenomeno che si allarga in maniera esponenziale anche perché gli sponsor che mettono a disposizione i propri servizi godono, per davvero, di vantaggi nati dalla pubblicità fatta loro dagli sposi. Il trend inizia anche ad invertirsi. In alcuni casi sono gli sponsor che si propongono ai futuri sposi”.

Già, una convenienza reciproca quella per sposi e aziende, perché il business del matrimonio è forte. Secondo gli ultimi dati di Federconsumatori, si parla di un giro d’affari annuo da circa 10 miliardi di euro, di cui il 40% è dedicato al ricevimento. I costi? Aumenti annui che si aggirano sul 4%, così come la voglia di spendere delle coppie, che però almeno dal 2013 sembrano aver dato una bella stretta al carovita. “Dallo studio, effettuato considerando un “matrimonio tradizionale”, che prevede circa 100 invitati, emerge che, complessivamente, sposarsi oggi costa da circa 34.971 Euro a 58.476 Euro – continua Federconsumatori – Un aumento contenuto, ma si tratta comunque di costi considerevoli, addirittura proibitivi per molte famiglie che sono costrette a chiedere un prestito per le spese del matrimonio”. E sottolinea: “Sicuramente più economico rispetto a quello tradizionale è il matrimonio “low cost”. Ma, anche scegliendo questa modalità, la spesa è sempre elevata: oltre 12.000 Euro (il 65% in meno del matrimonio tradizionale)”.

Una formula, quella del matrimonio low cost che si avvicina, almeno in termini di costi, a quella del matrimonio sponsorizzato. Ma si può ancora fare di più per risparmiare. A dirlo è l’Adoc, che prova a dare qualche consiglio alle coppie italiane per ridurre di gran lunga i 28mila euro necessari in media per un matrimonio e arrivare anche a 11mila euro. Come? Per esempio, inviando le partecipazioni via sms o a mano si risparmia il 90%, realizzando le bomboniere a mano l’86%. Sugli abiti si può risparmiare fino al 77%, magari noleggiandoli o acquistando capi online o di passate collezioni. Per il trucco, le foto e l’auto chiedere aiuto a parenti o amici, per il ricevimento si possono scegliere soluzioni come l’agriturismo, le locande o addirittura l’happy hour, coniugando la qualità al prezzo.

Dati matrimoni

 

Dati 2013 sui costi per un matrimonio di Federcosumatori.

Esagerazioni? Forse in un Paese così tradizionalista come il nostro sì, ma guai a sottovalutare il fenomeno. Perché quello del matrimonio sponsorizzato non è l’unico in ascesa. In aumento, infatti, è la scelta di ‘condividere‘  il proprio matrimonio con un’altra coppia di amici/parenti che intende sposarsi, per poter arrivare a risparmiare fino al 42%: infatti si potranno condividere tutte le spese per gli addobbi, per il pranzo, per la musica e, perché no, anche per le partecipazioni. Da qualche tempo, poi, è possibile anche acquistare coupon scontati per beni e servizi relativi ai matrimoni: dal wedding planner al pacchetto trucco e benessere, dal ricevimento al noleggio auto, dall’abito da sposa alla torta. Altra novità che ha già preso piede dal 2012 è quella di organizzare cerimonie e festeggiamenti a impatto zero: dal mezzo prescelto per recarsi in chiesa (o al comune), alle bomboniere, per la cui realizzazione sono preferibili prodotti artigianali locali, alle partecipazioni rigorosamente in carta riciclata e inchiostro green, fino alla scelta della location del ricevimento vicino alla chiesa. Ma in generale sono in crescita del 2% gli sposi che pagano il matrimonio a rate e si attestano al 20% le coppie che optano per un matrimonio low cost o fai-da-te. E la percentuale nei prossimi anni, giurano gli esperti, aumenterà mediamente del 3-5% l’anno.

Di certa c’è una cosa: niente paura, sposarsi è ancora possibile e le opzioni, in tempo di crisi, aumentano. Certo, serve inventiva e nessun pregiudizio, ma la soddisfazione è intatta. E poco importa se serve un po’ di pubblicità: “Questa formula ti obbliga a far entrare tanta gente nella tua vita – dicono Samantha e Andrea – I nostri genitori l’hanno presa bene, hanno avuto informazioni e alla fine si sono rassicurati. Dispiaciuti perché non potevano darci una mano in tutto e per tutto, ma alla fine la cosa più importante, ossia la casa, c’è”. E il 13 giugno potranno finalmente realizzare il loro sogno. Ma il progetto non finisce qui: “Il sito infatti andrà avanti, ci sono già gli accordi con alcuni sponsor, altri amici sono già interessati alla stessa formula. E’ un modo per aiutare anche altri giovani che come noi vogliono raggiungere un sogno”.

Felicità e ansia, ma anche un pizzico (ma giusto un po’) di rabbia per una situazione generale che costringe a queste formule, cosa prima inimmaginabile. Ma guai a perdere la speranza: “Due anni fa tutto questo era quasi impensabile, ma ora il nostro sogno si è realizzato. Sembra di essere tornati ai tempi del secondo Dopoguerra. La politica? È lontana, ma la sentiamo tutti davvero poco concreta e vicina alle esigenze reali, soprattutto i giovani. Credere nel futuro? Certo, ma dobbiamo cambiare la mentalità comune, iniziare a ragionare in modo diverso, non aspettare che le cose cambino dall’alto o da sole”. 

 

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