martedì, Giugno 22

Vertice Ue sui migranti, intesa difficile Il summit fra Donald Trump e Vladimir Putin si terrà a Helsinki il prossimo 16 luglio

0

‘Difficile’: così Donald Tusk ha definito il vertice europeo di oggi sui migranti. La situazione tra i vari paesi è tesa. E il premier Giuseppe Conte è stato chiaro: «Negli incontri che ho avuto ho avuto molte manifestazioni di solidarietà, oggi è un giorno molto importante aspettiamo che queste parole si traducano in fatti. L’Incontro sarà uno spartiacque. Arriviamo a questo Consiglio Ue con proposte ragionevoli e in linea con spirito e principi europei. In questi anni l’Italia ha ricevuto manifestazioni di solidarietà a parole. Ora basta. Questa è l’occasione in cui tutti possono finalmente dimostrare la solidarietà con i fattiOggi capiremo se davvero l’Europa vuole gestire in maniera solidale il fenomeno migratorio. Compromessi al ribasso non li accetteremo. L’Italia la sua buona volontà l’ha sempre dimostrata. Se questa volta non dovessimo trovare disponibilità da parte degli altri Paesi europei, potremmo chiudere questo Consiglio senza approvare conclusioni condivise».

«Questo è un vertice cruciale perché credo che l’Europa debba prendere delle decisioni», ha detto invece  il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. «Rinvii, ritardi, o assenza di decisioni sarebbero perniciosi», ha continuato Tajani, che ha ribadito la proposta di «avere degli stanziamenti di sei miliardi di euro per risolvere il problema del corridoio libico, simile a quella sul corridoio balcanico e la prima risposta positiva l’ho ricevuta dal Commissario europeo Oettinger che ha detto che è ragionevole».

La cancelliera tedesca Angela Merkel anche stamani, prima del bilaterale con Conte, ha ribadito: «Non possiamo lasciare soli i Paesi in cui si verifica la maggior parte degli arrivi. Questo è il nodo centrale del regolamento di Dublino III. Fino a quando su tutto questo non ci sarà un consenso a 28, andremo avanti con una coalizione dei volonterosi». Intanto il premier spagnolo Pedro Sanchez invita l’Italia ad abbassare i toni: «I discorsi incendiari possono essere efficaci in termini elettorali, ma non lo sono come risposta a questi drammi».

Fonti all’Ansa ammettono che si cercherà un’intesa a 28 sul principio di responsabilità condivisa per lo sbarco dei migranti come richiesto dall’Italia, e un accordo sui movimenti secondari come vuole la Germania. La posta in gioco sarà la partecipazione a Schengen. Senza unità, il piano B è andare avanti con una coalizione di volonterosi, come detto dalla Merkel, che aderiscono al valore della solidarietà. Chi non partecipa alla responsabilità condivisa sarà estromesso dall’area di libera circolazione, con la chiusura delle frontiere interne, prevista dal codice Schengen. Intanto l’Algeria ha negato la possibilità di aprire centri di detenzione per i migranti clandestini sul proprio territorio.

Tornando invece alla cronaca, Italia e Malta negano l’accesso alle loro acque territoriali alla nave Open Arms, che è stato dissequestrato dalla giustizia italiana.

Il summit fra Donald Trump e Vladimir Putin si terrà a Helsinki il prossimo 16 luglio. Lo fa sapere il Cremlino ed è stato confermato anche dalla Casa Bianca. I due leader, si legge in una nota, «discuteranno delle relazioni fra gli Usa e la Russia e di una serie di temi di sicurezza nazionale». Intanto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha ribadito, parlando degli States: «Sono assolutamente fiducioso nell’impegno del presidente Trump per la Nato, lo ha già dimostrato non solo con le parole ma anche con i fatti». Poi ha avvertito: «Le relazioni transatlantiche sono molto importanti, non bisogna farsi nessuna illusione, perché gli Usa e l’Europa hanno bisogno gli uni dell’altra soprattutto ora che le minacce esterne non sono mai state così forti».

Chiudiamo con il Vaticano, perché Papa Francesco ha accettato la rinuncia di altri due vescovi cileni, dopo i tre rimossi l’11 giugno, tra cui Osorno Juan Barros, al centro dello scandalo per aver taciuto gli abusi sessuali del suo ‘mentore’ don Fernando Karadima. Oggi il Papa ha accolto le dimissioni dei vescovi di Rancagua, mons. Alejandro Goic Karmelic, e di Talca, mons. Horacio del Carmen Valenzuela Abarca.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->