domenica, Aprile 11

Vertice NATO a Varsavia: un evento mancato? Tanti i temi toccati, ma ben poche le decisioni

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Se il vertice atlantico svoltosi a Varsavia nei giorni scorsi è stato davvero storico, come si era preannunciato da qualche parte, vuol dire che la storia si può anche fare con molto poco. Ma se la montagna ha invece partorito un topolino, come in effetti è accaduto nella capitale polacca e come del resto accade spesso, non è neppure il caso di lamentarsene. Di questi tempi, gli eventi memorabili sono raramente fausti.

Per la verità, almeno una decisione di un certo rilievo i massimi esponenti dell’alleanza occidentale l’hanno presa. Si tratta della Dichiarazione congiunta con cui NATO e Unione europea hanno proclamato di voler instaurare un’inedita cooperazione in vari settori. Con in testa ovviamente quello militare ma più in generale della sicurezza, compresi la lotta contro il terrorismo e alcuni aspetti del problema migrazioni che interessano particolarmente l’Italia. Bisognerà naturalmente vedere in che misura i fatti seguiranno alle parole.  Va registrata intanto l’impressione che un obiettivo di fondo sia quello di rimediare alla Brexit nel settore in cui il contributo britannico alla UE era, quanto meno potenzialmente, più importante. Dando così, inoltre, un contentino supplementare ai paesi dell’Est più timorosi della vera o presunta minaccia russa e che nell’ambito comunitario si sentivano spalleggiati, al riguardo, soprattutto dal Regno unito.

La novità potrebbe essere tuttavia ancora più intrigante in quanto ricollegabile alla prospettiva di un disimpegno americano dal vecchio continente, per il momento solo tendenziale o parziale ma suscettibile di sviluppi epocali qualora alla Casa bianca dovesse insediarsi un Donald Trump. Lo stesso Barack Obama, d’altronde, non si è limitato ad esaltare anche a Varsavia, forse con qualche retropensiero, l’Europa unita come ‘una delle più grandi conquiste dei tempi moderni’.

Una conquista da preservare e semmai da rafforzare, quanto meno dal punto di vista americano, anche e proprio sul terreno militare con maggiori spese militari dei paesi membri (da sempre sollecitati in proposito da Washington) in vista di una loro eventuale emancipazione, magari forzata, dalla fin troppo comoda benchè non disinteressata protezione USA. L’inquilino ormai uscente della Casa bianca ha altresì prospettato, a quanto si apprende, il trasferimento alla gestione NATO degli impianti americani per la difesa antimissili la cui installazione è già in fase avanzata in Romania e programmata anche in Polonia sempre sulla base di accordi bilaterali, contestatissimi da parte russa. Ma proprio per quest’ultimo motivo, si deve presumere, il trasferimento incontrerebbe obbiezioni da parte di altri alleati europei.

Anche su questa componente dell’ampio e scottante contenzioso con la Russia, comunque, il vertice atlantico non ha detto nulla di nuovo, deludendo le aspettative pur copiosamente alimentate di decisioni o pronunciamenti di valenza storica appunto a tale riguardo. Già prima del meeting di Varsavia si sapeva delle misure militari adottate dall’alleanza per rassicurare in qualche modo la Polonia e le tre repubbliche baltiche schierando presso i loro confini orientali quattro brigate plurinazionali mobili, con americani in testa e un contributo anche italiano. E non sarà qualche piccola ulteriore aggiunta o precisazione a modificare sostanzialmente un quadro strategico regionale ultrasquilibrato a favore del conclamato aggressore potenziale.

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