sabato, ottobre 20

Vertice di Salisburgo, ancora distanza sul tema dei migranti Brexit, Tusk: 'Il piano della May non funzionerà in alcuni punti chiave'

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Si è concluso il vertice Ue di Salisburgo con due temi principali sul tavolo, la Brexit e il tema dei migranti. Ma su entrambi c’è ancora distanza. Sul secondo, i Paesi sono discordi sulla gestione interna dell’immigrazione, ma si sono trovati d’accordo sulla necessità di rafforzare il coinvolgimento dei Paesi terzi, incluso l’Egitto. «Ci siamo detti un po’ tutti che dobbiamo arrivare a conclusioni sui migranti perché più ritardiamo più andiamo tutti in difficoltà», ha detto il premier Giuseppe Conte.

«Fermarsi sulle contribuzioni volontarie non è un obiettivo a cui miriamo. Se arriveremo a questo al termine del confronto lo valuteremo, ma il contributo finanziario immiserisce la prospettiva a cui stiamo lavorando. Dovremmo pensare a meccanismi incentivanti e disincentivanti. Non è l’idea di solidarietà a cui stiamo lavorando. Per l’Italia è importante che ci sia un’ampia partecipazione alla redistribuzione dei migranti», ha ribadito il premier, che poi su Frontex ha detto: «Sicuramente può avere un ruolo ma potenziare Frontex fino a diecimila uomini fa anche sorgere problemi circa l’utilità di un tale investimento. Preferirei che tutti questi investimenti fossero destinati all’Africa».

«Come si risolve il problema dei migranti? Non lo si fa più entrare e chi è qui lo si rimanda a casa, è molto semplice», il commento lapidario del premier ungherese Viktor Orban. «E’ possibile arrivare ad una riforma del regolamento di Dublino prima delle elezioni europee» della prossima primavera. Ne è convinto il presidente francese Emmanuel Macron, secondo cui Parigi «farà ogni sforzo per accompagnare questa ambizione». Ad attaccare Macron Matteo Salvini: «Ha detto che siamo un governo che fa vomitare, che siamo razzisti ed egoisti proprio mentre dal gennaio dell’anno scorso, non dico abbia fatto bene o no, ha respinto circa 50.000 persone alla frontiera italo-francese, compresi donne e bambini. Ognuno dovrebbe occuparsi dei fatti propri senza dare lezioni agli altri».

Intanto oggi il commissario europeo agli affari interni e alle migrazioni, Dimitris Avramopoulos, ha siglato a Belgrado con il ministro dell’interno serbo Nebojsa Stefanovic un accordo per il dispiegamento ai confini della Serbia di unità Frontex, l’agenzia europea della guardia costiera e di frontiera. L’intesa, ha detto Avramopoulos, consentirà a Frontex, in collaborazione con le unità di polizia serbe, di controllare i passaggi illegali di migranti ai confini, rafforzando in tal modo la sicurezza delle frontiere esterne della Ue.

La premier Theresa May ha difeso il suo piano negoziale per un accordo sulla Brexit, parlando di «unica proposta seria e credibile sul tavolo». In particolare la May ha risposto alle riserve espresse dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, dicendosi comunque convinta che dal summit sia emersa la volontà di trovare un accordo e ha annunciato «presto nuova proposte» sul futuro dei confini fra Irlanda e Irlanda del Nord. Ma Tusk ribatte:  il piano non funzionerà in alcuni punti chiave. E annuncia un vertice straordinario sulla Brexit per il 17 e il 18 novembre.

Intanto la polizia ha arrestato nel Kent, estremo sud dell’Inghilterra, due adolescenti di 15 anni sospettati di aver pianificato imprecisate azioni di tipo terroristico. Gli investigatori lasciano intendere una matrice di estrema destra piuttosto che islamico-radicale in questo caso, dopo i ripetuti attacchi dei mesi scorsi di ‘lupi solitari’ jihadisti nel Regno.

Il leader nordcoreano Kim Jong Un vuole che il segretario di stato americano Mike Pompeo vada a Pyongyang per colloqui sul nucleare e auspica un nuovo incontro con Donald Trump. Lo ha detto il presidente sudcoreano Moon, dopo i colloqui di ieri con Kim, aggiungendo che darà a Trump un messaggio privato di Kim quando incontrerà il presidente americano, la prossima settimana. Trump che intanto torna a scagliarsi contro l’alto prezzo del petrolio, minacciando i Paesi del Medio Oriente produttori di greggio: «Noi proteggiamo i Paesi del Medio Oriente, non sarebbero sicuri a lungo senza di noi, e ancora continuano a premere per prezzi del petrolio sempre più alti! Ce ne ricorderemo. Il monopolio Opec deve abbassare i prezzi ora!».

Chiudiamo con il Brasile, perché Jair Bolsonaro si mantiene in testa nelle intenzioni di voto per le presidenziali. Alle sue spalle Fernando Haddad, il candidato scelto dal Partito dei Lavoratori (Pt) in sostituzione di Lula da Silva, che però continua a non avere una vittoria garantita contro il candidato di estrema destra al ballottaggio, per il quale risultano in pareggio. Al momento le previsioni danno come unico candidato che può avere buone possibilità di battere Bolsonaro al secondo turno è Ciro Gomes (centrosinistra), che al primo turno si trova in pareggio virtuale con Haddad, al 13%, ma sconfiggerebbe comodamente Bolsonaro al ballottaggio, per 45 a 39%.

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