venerdì, Maggio 14

Verifiche di maggioranza e … pazienza se la gente muore! Questa è la ‘classe dirigente’ italiana: centinaia di morti al giorno, un governo che fa verifiche di maggioranza, e un vertice degli industriali che ‘apriamo tutto e pazienza se la gente muore’

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Ditemi pure che sono esagerato e prevenuto se dico, come dico, che siamo nelle mani di una accolita di buffoni, pretenziosi, irresponsabili e incompetenti.
Da una settimana e più, viviamo in stato di fibrillazione permanente. Ore e ore e ore di interviste in tutti i ‘parterre’ (loro li chiamano così) televisivi, radiofonici e cartacei possibili sono dedicate alla possibile crisi, alla crisi virtuale, al rimpasto, alla ricrescita, al riscaldamento della minestra, insomma a tutte le infinte banalità semantiche che la nostra politichetta da ridere ci impone … da ridere? E che c’è da ridere, scusate.

Siamo nel pieno di una crisi economica terrificante della quale ancora non abbiamo nemmeno misurato l’inizio della prefazione (Mario Draghi ne ha accennato con parole da brividi … e voleva essere cautamente edulcorato!); siamo nel mezzo di una crisi sanitaria che sta distruggendo, con grande soddisfazione di Giovanni Toti e di Alberto Zangrillo suppongo, la nostra storia, cioè i nostri anziani (me compreso, prima o poi), il Governo, il più sciamannato improbabile approssimativo, caotico e scolorito della nostra storia, diretto dall’‘uomo per tutte le stagioni’, capace di allearsi con Salvini, con la Meloni, con Zingaretti, con Renzi, con Giggino con chiunque pur di governare, o meglio di fare finta, perché gestisce solo male i soldi che trova (a parte la legislazione per il suocero, dicono), siamo in questo bailamme alle prese con unaverifica della maggioranza’, come ai tempi di Rumor, Piccoli, Fanfani, Forlani e … sul più bello il confronto del secolo, lo scontro epocale (chi sa che significa ma la parola è molto di moda) tra il bel Giuseppe Conte e l’imbronciato Matteo Renzi, salta perché la signora Teresa Bellanova è a Bruxelles e tornerà ‘tra Giovedì e Venerdì, non si sa bene’! Ma Renzi è contento lo stesso, gongola, perché intanto ha bloccato tutto … capite? Si tratta di capire come usare oltre 200 miliardi e quello sbruffone cerca di bloccare tutto ed è pure contento di esserci riuscito … è diventato marchigiano penso!

Mi dite, che altro si può dire di gente simile, di tutta questa gente sia chiaro, se non buffoni, pagliacci da avanspettacolo … e arriva pure la petizione da sottoscrivere per chiamare lo stadio di Vicenza Paolo Rossi, anzi Menti-Rossi. È proprio vero, abbiamo dei buffoni a Roma, ma di buontemponi non ce ne facciamo mancare uno!

E dunque, il tema del giorno è, pardon era, la possibile crisi di Governo, che si rinvia al week-end, dopo avere fatto un altro bailamme sulle possibili ulteriori chiusure natalizie. Decise da Germania, Olanda e Inghilterranoi no, non sappiamo. Anzi, il padrone delle ferriere numero due, quello marchigiano, Domenico Guzzini, Presidente di Confindustria Macerata, dice che si deve tenere tutto aperto, tanto se muore qualcunopazienza’: «Io penso che le persone sono un po’ stanche di questa situazione e vorrebbero, alla fine, venirne fuori. Anche se qualcuno morirà, pazienza». Un figuro simile dovrebbe andare a dirigere le galere del Conte Ugolino, là si troverebbe bene, anche se ignora dove siano e, quanto a questo, anche chi sia il Conte de quo!

Vi rendete conto? Andiamo avanti al ritmo di oltre cinquecento morti, morti -MORTI- al giorno; i medici (quando ci sono beninteso, nel caos di una sanità da Medioevo) sono allo stremo; se hai un cancro te lo tieni perché nessuno ti dà retta; se sei Berlusconi c’è Zangrillo pronto come un grillo, se no ti attacchi; e in tutto questo c’è gente, come Toti, come il figuro marchigiano e come certamente altri figuri (Sala, se ben capisco, in testa, per battere sul tempo Fontana, immagino) e, naturalmente, Renzi in attesa della Bellanova senza la quale non muove un passo, stano a chiedere di aprire tutto e subito: la Merkel chiude e loro aprono. E il ‘Governo’ solerte, programma riunioni, e poi consultazioni, prima con i rappresentanti della ‘delegazione al governo’ (roba da matti: i ministri sono delegati al governo … nemmeno con Peppone, quello vero di Mosca!), poi con i capi partito, poi in videoconferenza con i presidenti di Regione, che prima ancora si sono consultati con Bonaccini, poi porta una bozza in Parlamento, che, essendo ormai Venerdì pomeriggio è in vacanza (come ormai da un paio di anni) per poi decidere qualcosa: intanto i morti continuano, ogni giorno, ogni giorno … pazienza, direbbe il figuro marchigiano.

Ma, dico io, che male abbiamo fatto noi italiani per trovarci nelle mani di gente simile? Certo, a giudicare dagli irresponsabili che si ammucchiano come sardine a fare le spese natalizie, è solo quello che ci meritiamo!

Perché poi, come se non bastasse, ieri (completamente spiazzato dall’‘abile’ Renzi, che lo ha fregato facendogli sfuggire da sotto la ‘verifica’) abbiamo pure avuto la chilometrica intervista della testa pensante di Nicola Zingaretti (in realtà renziano stretto) che ‘detta la linea’ per la verifica … che non c’è più. E dire che l’altro ieri la pochette nazionale ha incontrato Zingaretti & co. e prima di loro nessuno.
Il problema è, chiede De Angelis (ancora ad ‘Huffingtonpost’, buon per lui … tieni duro!) la task force? Noooo spiega Goffredo Bettini, vanno solocalibrati i poteri’, occorre uncompromesso alto’. Non si rende nemmeno conto, che già il termine compromesso dà la nausea, ma lui tira dritto, Bettini, lui è il pensatoio del PD.
E De Angelis insiste, tirando la volata a Bettini: ma, dice, si è dunque chiusa una fase politica dell’emergenza e si apre quella del governo politico? A me, confesso gira un po’ la testa, ma questi sono grandi giornalisti e grandi uomini di pensiero e infatti Bettini risponde (quindi ha capito? beato lui) e dice testualmente: «Ha capito benissimo» si fanno anche i complimenti fra di loro! «Zingaretti l’ha detto tante volte. Si è speso per questo, senza nulla pretendere per sé o per altri dirigenti del Pd» (e che doveva pretendere, uno stipendio?) e poi precisa, giusto per non essere frainteso che bisogna «riattivare i tavoli di lavoro della maggioranza momentaneamente interrotti, definire le linee della ripartenza. Non c’è bisogno per questo di chiedere una nuova fiducia. Semplicemente occorre, prima della conclusione del Consiglio dei ministri sul Recovery Fund, affrontare alcune modifiche che tengano conto delle osservazioni già avanzate in Parlamento». A me, ripeto, gira la testa perché a partire dal riattivare i tavoli interrotti, roba da falegnameria, io non seguo più, abbasso il capo e mi taccio. Però si devono affrontare alcune modifiche, prima di decidere (credo di capire) ma, per carità il rimpasto no «Parola orribile», però, butta lì distrattamente «A conclusione del processo politico a cui ho accennato, il premier deciderà se adeguare gli assetti del Governo. Questo per noi non è un tabù». ‘Premier’ a parte, chiaro? Chiarissimo, ho capito perfino io, ma lui è un pedagogo (abituato a dovere spiegare le cose con pazienza a Zingaretti, lo capisco) e precisa a scanso di equivoci: «La politica si governa fino ad un certo punto, poi può rotolare autonomamente verso il baratro» … e quindi conclude dando il bacio (della morte) a Conte-pochette con una frase terribile, da epitaffio, da lapide sulla tomba: «Conte è certamente uno dei decisivi leader progressisti europei» … peccato solo che Renzi lo ha spiazzato e ora col cerino in mano ci è rimasto Bettini: bella figura! Quanto, poi al progressista, Conte: uno che ha governato con Salvini e governa con Giggino e Grillo, per non parlare di Renzi! Se ne prenda la responsabilità, ma certo, se il PD è a questo … . E poi Renzi butta lì la puntata vincente: ‘se non approva i 37 miliardi del MES le ministre se ne vanno’: evviva l’autonomia femminile! Una carta vincente, che toglie le castagne dal fuoco al cinico e inesistente pochette, a Zingaretti, e fa fare a Renzi la figura del salvatore dell’Italia e gli permette di non fare cadere il Governo. Questa è politica? Forse, ma che schifo!
Non ci resta che piangere e andare a fare un po’ di assembramenti in centro.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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