sabato, Dicembre 4

Vergogniamoci (per i politici e non solo)! Visto che ‘loro’ non lo sanno o non lo vogliono fare, beh, allora vergogniamoci noi per loro

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Vergogniamoci per quelli che da un anno e mezzo a questa parte giocano col virus, e apri e chiudi e chiudi e apri, comunque sempre cavalcando il possibile consenso e le cataste di morti che il loro irresponsabile comportamento genera. Per quelli che si adeguano. Per quelli che sarebbero anche giudiziosi, ma poi bisogna salvaguardare quel poco che resta di una imponente forza politica e allora, proni a quel tale che tra una soppressata con la nutella e una coratella vede il cuore immacolato di Maria e forse vuole mangiarsi pure quello, se ne stanno a cuccia. (E poi lasciatela in pace ‘sta povera donna, che finché faceva la mamma in Palestina era riservatissima e accudente, e adesso vorrebbero farcela passare per una sciampista di terzordine che non riesce a tenere a freno la lingua riversando un profluvio di banalità. Vergogniamoci per loro). E poi vergogniamoci per quelli che vedono la Madonna e non la povera crista che hanno accanto, a volte per strada, spesso stabilmente in casa, passando dalla promessa di ‘onorare e proteggere’ alla pratica di corchiare. Vergogniamoci per quelli che ‘hanno studiato’ la realtà pandemica perché hanno visto due video su Youtube, e si divertono a fare gli untori tanto a loro che gli frega.
E poi vergogniamoci per gli amministratori locali e gli aspiranti tali che ancora una volta a questa corposissima tornata amministrativa hanno ripetuto promesse, en le ripetono ai ballottaggi, per le conduttrici e conduttori di talk show che ci parlano ‘col cuore’ (fosse sempre quello immacolato di Maria?), per i ‘satanisti cattolici’ che non comprendono la grandezza rivoluzionaria e tradizionalissima di Francesco (il santo di Buenos Aires, ma anche quello di Assisi). E vergogniamoci per tutti quelli che a ciascuno di noi vengono in mente, magari autori di piccole e piccolissime cose vergognose ma solo perché non hanno mai avuto l’occasione di farle in grande. Provare vergogna per i governanti e i politici disonesti è facile, scontato, noi vergogniamoci per il negoziante che urla che quel politico è un farabutto mentre ci frega sul prosciutto (copyright del grande Mario Pappagallo).
Come l’ipocrisia è l’omaggio che il vizio rende alla virtù, la vergogna dovrebbe essere, potrebbe essere, il salutare lavacro di tante personali infamie, piccole e grandi. Ma se l’empatia agonizza e pietà l’è morta, anche la vergogna non sta troppo bene. E allora visto che ‘loro’ non lo sanno o non lo vogliono fare, beh, allora vergogniamoci per loro.
In italiano la prima persona plurale dell’indicativo presente del verbo ‘vergognare’, e del riflessivo ‘vergognarsi’ si può scrivere sia ‘vergogniamoci’ che ‘vergognamoci’. L’Accademia della Crusca, non bolso custode della tradizione viva della lingua italiana, propende fortemente per la versione da noi conseguentemente adottata. Piccole cose salutari all’interno della tragedia epocale che stiamo attraversando, di cui il Covid 19 è addirittura solo epifenomeno. La tragedia del disprezzo degli altri, dell’egolatria divenuta usbergo alla pochezza e alla violenza. Anche di questo vergogniamoci per loro.

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