mercoledì, Settembre 22

Verdini di canto in canto. Piccoli renziani crescono

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Domenico Modugno, poveretto, vicino ai socialisti e poi parlamentare radicale, forse si è rivoltato nella tomba; o forse, chissà ne avra’ sorriso, pensando che tutto poteva prevedere o immaginare, ma che quell’orso di Denis Verdini cantasse con inequivocabile accento toscano e tono beffardamente ispirato la sua ‘Lontananza‘… Eccolo, invece, Verdini, che ospite a ‘Sky 24‘ intona: «La maggioranza sai…è come il vento, e rischia di finire in Migliavacca, quando Gotor si sveglia e s’inc…». Ha voglia l’evocato Miguel Gotor a replicare con «Aggiungi un posto a tavola». E’ un gioco di rimessa che lascia il tempo che trova.
Un avvertimento, la canzoncina di Verdini; e naturalmente niente di improvvisato, anzi, tutto ben calcolato e ragionato. Perchè Verdini, forse, mancherà di strategia, come ripete Silvio Berlusconi che lo accusa di alto tradimento, ma in quanto a tattica ha pochi rivali. Dunque, Verdini, dopo aver visto il Presidente del Consiglio tentare il vecchio gioco democristiano deidue forni‘ (con la sinistra del suo partito evocare l’ombra di Verdini; con Verdini agitare lo spettro dell’armistizio raggiunto con il gruppo di Pierluigi Bersani), gli ricorda che la pax interna stipulata con la minoranza PD è friabile, il proverbiale castello di sabbia, e che lui, con il suo pacchetto di voti, può risultare determinante, non solo per quanto riguarda la riforma della Costituzione, anche per le altre riforme renziste e boschiane, e per la stessa prossima legge di stabilità.
Ha poi cura di specificare che non gli interessa confluire nel PD. Traduzione: sono altri i prezzi e i ‘pedaggi’ che Renzi è chiamato a pagare: boschi e sottoboschi governativi, sono infiniti.
Verdini è persona pratica, che va al sodo, e il potere reale si esprime in tante forme. L’intesa con Renzi, anche lui toscano, pratico, e non privo di astuzia, si troverà, basta capirsi.
Renzi, il suo ‘messaggio’ lo invia a stretto giro di posta: a chi si scandalizza per i voti degli ex ‘azzurri’ raccolti attorno a Verdini, ricorda che sono coerenti con i precedenti voti, e che nelle passate ‘letture’ della riforma costituzionale nessuno aveva trovato niente da ridire e tutti compitamente avevano votato il testo che ora contestano. Tiè, minoranza Dem, tiè Berlusconi, Paolo Romani, Renato Brunetta e compagnia.

L’osservazione è corretta. La riforma Renzi-Boschi sarà tutto il male che si dice, ma perchè la minoranza Dem e Forza Italia, Bersani da una parte, e Berlusconi dall’altra, solo ora la denunciano? Perchè fino a ieri l’hanno votata senza fiatare? Quando si tratta di tattica, Renzi non ha molti rivali, sa giocare bene le sue carte (o se si preferisce, sono gli altri, che non conoscono neppure i rudimenti del gioco).
E’ vero, tuttavia, quello che ‘canticchia’ Verdini, sorriso giocoso, tono soavemente minaccioso: «Al di là dello sbraitare, dei numeri etc., al Senato non c’è una maggioranza. La storia nasce dai risultati elettorali del febbraio 2013 che hanno detto o elezioni i legislatura costituente».
Si concede il lusso di parafrasare Renzi: «Il mostro di Lochness non esiste, quindi neppure il mostro Verdini… c’è Verdini». Chiara rivendicazione della centralità del suo gruppo proprio per via dell’assenza della maggioranza al Senato. Non intende sostituirai alla minoranza Dem, che resti pure nella ‘ditta’, e continui a dire e fare quello che dice e fa. Per Verdini l’essere sta nel contare: lui  porta voti, ci sono tanti modi per ricambiare.

Il leghista Roberto Calderoli promette, ora, guerra senza quartiere. Suggestivo, ma, all’atto pratico le calderolate si sono tradotte in impotenti smargiassate, buone per conquistare qualche ininfluente titolo di giornale. Su quel fronte Renzi ha ben poco di che preoccuparsi: la suacentralitàcontinua ad apparire solida, puntellata dalla debolezza dei suoi avversari. Prendiamo la minoranza Dem, ridotta com’è a invocare che il Presidente del Consiglio la smetta di amoreggiare con Verdini. Sono in ritardo, l’amore si è consolidato sotto i loro occhi in tutti questi mesi. Piccoli ‘renzini’ crescono…

 

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